- Autore: Sergio Ferdinandi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Graphe.it edizioni
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788893722643
Su Carlo I d’Angiò, re di Sicilia, e sul suo operato le scuole storiografiche italiana, tedesca e francese hanno dato vita a una lunga e vivace discussione, che non si è ancora del tutto conclusa. Simbolo del valore militare, del modello cavalleresco e della scaltrezza politica, le cronache della sua epoca esaltarono le imprese di Carlo, alleato del Papa, vincitore e distruttore della stirpe imperiale sveva.
Tuttavia, ai molti ammiratori e sostenitori se ne contrapposero altri - per primo Dante e a seguire gli storiografi risorgimentali -, che videro in lui e nei suoi discendenti la prima di tante dominazioni straniere che governarono per secoli l’Italia e, nel caso specifico, l’origine del declino economico, sociale e culturale del Meridione. Si tratta di un giudizio che si modifica a seconda del punto di osservazione: positivo nel caso della storiografia francese; tradizionalmente negativo in quella italiana e in quella di scuola germanica, che non gli perdonano la morte per decapitazione del giovanissimo Corradino di Svevia, esecuzione avvenuta nel 1268 sulla pubblica piazza di Napoli.
La storiografia più recente ha cercato di rivedere un giudizio troppo condizionato da una visione neoghibellina e risorgimentale ottocentesca cercando, alla luce delle fonti, di inserire meglio la figura di questo monarca nel pieno contesto geopolitico della seconda meta del XIII secolo, dove figura tra i maggiori e più autorevoli protagonisti della storia. E Carlo I d’Angiò. Il sogno di un impero mediterraneo (Graphe.it, 2025), una biografia essenziale scritta da Sergio Ferdinandi, archeologo e storico medievista, vuole fornire un quadro generale dell’azione e della personalità di Carlo I d’Angiò, sicuramente una delle più grandi e controverse figure storiche dell’epoca, che progettò la costruzione di un vero e proprio impero nel Mediterraneo.
Durante la sua esistenza, Carlo I (1226 – 1285) fu certamente un testimone privilegiato e insieme un protagonista della transizione da un XII secolo ancora fortemente dominato da una stretta organizzazione feudale, strutturata intorno alla cavalleria, all’emergere di nuove forme d’azione politiche ed economiche. Infatti, intorno alla meta del XIII secolo attuò, in Provenza, quel processo di riduzione del potere feudale, locale e comunale a vantaggio di una centralizzazione che avrebbe condotto progressivamente alla creazione degli stati nazionali.
Pervaso da una straordinaria ambizione, fu un amministratore scrupoloso, costantemente alla ricerca di risorse finanziarie per far fronte ai pressanti obblighi sottoscritti con la Santa Sede rispetto alla corona di Sicilia, ma anche per finanziare gli ambiziosi progetti mediterranei perseguiti nel tempo, che gli consentirono di essere Conte d’Angiò e Maine, Conte di Provenza, Re di Sicilia, di Albania e di Gerusalemme. Certamente, con la conquista del regno di Sicilia (1266) la sua straordinaria carriera toccò l’apice, perché l’inizio della dominazione angioina in Italia rappresentò il primo tassello su cui si innestò il progressivo controllo capetingio sulla Santa Sede, controllo che sfociò nella grave crisi istituzionale del papato del XIV secolo (il celebre “Schiaffo di Anagni” del 1303 e la successiva “Cattività avignonese” durata dal 1309 al 1377).
Abile politico, Carlo I dimostrò sul campo di battaglia di Benevento (1266) e di Tagliacozzo (1268) le sue capacità di comandante, nonché le maggiori competenze tecniche e strategiche della cavalleria e delle truppe francesi. Nonostante le due vittorie militari, gli ultimi anni furono caratterizzati da insuccessi politici: dovette rinunciare al progetto di restaurare l’Impero Latino di Costantinopoli e assistere alla rivolta dei Vespri Siciliani (che si sarebbe conclusa nel 1302 con la cessione della Sicilia a Pietro III d’Aragona), apparentemente un malinconico declino contrapposto agli inizi ben più fortunati della sua lunga e straordinaria carriera iniziata modestamente come ultimo rampollo della dinastia capetingia, senza appannaggi e per di più destinato al chiericato.
Ma una parte significativa di quanto aveva costruito gli sopravvisse: nel 1494, il Re di Francia, Carlo VIII di Valois, rivendicando i diritti del ramo collaterale angioino della dinastia capetingia, scese in Italia conquistando senza difficolta Napoli. Con la discesa di Carlo VIII iniziarono le Guerre d’Italia (1494 – 1559) che devastarono la penisola e favorirono l’ascesa di diverse dominazioni straniere e che durarono fino al Risorgimento e alla fondazione del Regno d’Italia nel 1861.
Il lascito di Carlo ai suoi discendenti si concretizzò in un impero che dalla Provenza, passando per l’Italia e l’Ungheria, si sarebbe esteso fino alla Polonia, influendo considerevolmente sulle vicende storiche dell’area mediterranea e dell’Europa orientale nei due secoli compresi tra il 1266 e il 1445.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Un libro perfetto per gli appassionati di storia medievale.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Carlo I d’Angiò. Il sogno di un impero mediterraneo
Lascia il tuo commento