Buio
- Autore: Vera Buck
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Giunti
- Anno di pubblicazione: 2026
Vera Buck è una scrittrice tedesca quarantenne, autrice di thriller. Questo recente romanzo, edito da Giunti con il titolo di Buio (2026, trad. di Gaia Bartolesi), si svolge in un paese dell’entroterra della Sardegna orientale, presso Nuoro, e non si può non definirlo una storia mozzafiato, malgrado l’espressione abusata.
In un villaggio abbandonato dal nome di fantasia, nella barbarica Barbagia, Botigalli, nel 1982, durante una festa di matrimonio, era avvenuta una strage: in una casa del borgo tutti gli invitati erano stati uccisi a colpi di pistola. Ora in paese sembra non esserci più anima viva. Dalla Germania è giunta un’imprenditrice quarantenne, architetta, Tilda: è decisa a comprare una casa abbandonata, a ristrutturarla, a viverci, per sfuggire ai suoi fantasmi e a una storia d’amore finita male.
Figlia di un sardo rifugiatosi in Germania, con una madre morta presto e il fratello Nino con cui ha scarsi rapporti, la donna è decisa a stabilirsi in quel posto misterioso e funesto. Incontra durante i lavori un giornalista, Enzo Piras, che lavora per “La Nuova Sardegna”, deciso a svelare il misero di tanti anni prima, con l’aiuto di un unico sopravvissuto, il vecchio Silvio che, accudito da una badante, non esce di casa e non vuole rivelare al giornalista quello che sa della strage che tanti anni prima ha distrutto il paese e ne ha sterminato gli abitanti. Andando avanti nella lettura del romanzo, capiamo che la storia si svolge negli anni in cui la Sardegna, spopolata e povera, aveva messo su una vera e propria industria dei rapimenti: la comunità puntava al figlio di una famiglia benestante, lo nascondeva in condizioni drammatiche in un buco, chiedeva il riscatto, la famiglia pagava, l’ostaggio tornava a casa, provato ma vivo. Ma nel paese di Botigalli le cose erano andate di traverso: il rapimento del dodicenne Matteo era andato storto, e le cose si erano tramutate presto in una tragedia che aveva coinvolto tutta la piccola comunità paesana.
Le indagini di Piras non sembrano dare risposte, data la reticenza del vecchio Silvio che sa ma non dice. Anche Tilda finisce per essere coinvolta nel tragico mistero che il paese ha voluto rimuovere: chi suona la campana della chiesa? Chi urla in piena notte? Che fine ha fatto il fratello Nino, che ha raggiunto Tilda incuriosito dall’atmosfera misteriosa e spettrale che pervade il paese, ottimo spunto per un youtuber come lui che spera di arricchirsi con i suoi followers, ma che improvvisamente scompare? L’autrice porta avanti in contemporanea il presente e la storia di Franca che, nel 1982, aveva visto scomparire il piccolo Matteo e si voleva dissociare dall’omertà che circondava la sua famiglia e tutto il paese. Pagandone drammatiche conseguenze.
Romanzo che non risparmia colpi di scena, in una ricostruzione di una pagina di storia del nostro paese non molto lusinghiera: Graziano Mesina, un uomo pluricondannato che fece parlare di sé e che fu considerato quasi un eroe, ripetutamente evaso dal carcere, ci ricorda quella stagione da cui Vera Buck prende le mosse. Una Sardegna che appare arcaica, anche se la storia raccontata si svolge ai nostri giorni, prendendo spunto dalla serata in cui Paolo Rossi segnò il gol che ci rese Campioni del mondo, rendendo per una volta i sardi tutti italiani, nella mitica estate del 1982, quando la nazionale vinse contro la Germania per 3 a 1. Franca De Nardis, la protagonista di allora, è un personaggio che si ispira a Franca Viola, la ragazza siciliana violentata che rifiutò il matrimonio riparatore: siamo in tempi di delitto d’onore, una consuetudine della legge italiana durata fino al 1981.
Dunque il romanzo di un’autrice tedesca ci riporta ad atmosfere, a misfatti, a tradizioni orrende che hanno legato il nostro paese a una condizione ancestrale, che oggi sembra perdurare non solo nella cultura meridionale, ma continua a manifestarsi nella serie tragica di femminicidi che insanguinano ogni parte delle regioni italiane. Il romanzo di Vera Bruck è interessante sotto questo aspetto e la ringraziamo per aver riportato alla luce fatti che si tende a rimuovere dalla memoria collettiva.
Buio
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