- Autore: Francesco Lepore
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Castelvecchi
- Anno di pubblicazione: 2025
Un saggio pregevole, Bellezza antica e sempre nuova. Il latino nel mondo di oggi (Castelvecchi, 2025) di Francesco Lepore, che si compone di due parti, una introduttiva e l’altra che raccoglie gli interventi per una sua rubrica.
È presente un’introduzione approfondita, ben documentata con numeri e statistiche, piena di dati concreti, che offre così al lettore la possibilità di avere un’idea di quanto molte parole italiane in buona percentuale derivino dal latino. Ed è forse questa una delle prime risposte alle motivazioni dello studio della lingua latina nelle scuole. In una seconda parte dell’introduzione, si affrontano poi i problemi nell’apprendimento del latino.
L’autore ha avuto nel corso del tempo svariate esperienze, tra cui quella sacerdotale, ed è persona dotata di una cultura non comune di cui dà testimonianza in questa sua ultima opera e le sue precedenti tutte degne di rilievo, tra le quali si ricorda in ultimo quella curata con Pietro Folena Angela Bottari. Storia di una donna libera (Castelvecchi, 2024).
Si parla adesso di latino, in questo libro particolare che si avvale della prefazione del cardinale Matteo Zuppi, in un tempo in cui questa lingua appare essere tornata molto alla ribalta. Si vive un momento in cui gli insegnanti si interrogano su come avvicinarsi alle discipline classiche accostando al loro studio un pensiero critico riferito a quanto ancora oggi possa avere un senso insegnare il latino e ancora in quale modo sia opportuno farlo. E questo rinnovando una tradizione diffusa e solida, per cui si è sempre avuto bisogno di interrogarsi sui metodi e sui tempi della trasmissione delle conoscenze. Pare viversi in un universo parallelo in cui tutti citano più o meno a sproposito, soprattutto nomi evocanti alla cultura latina, e il libro tratta diverse di queste questioni con una certa sobrietà.
Francesco Lepore è scrittore e giornalista professionista e in questa sua opera dimostra come il latino sia tutt’altro che una lingua morta. Nel titolo si richiama un passaggio molto celebre delle Confessioni di Sant’Agostino. Questi nel libro decimo, rivolgendosi a Dio in questa sorta di dialogo/ monologo, cerca di definire questo Dio che lo ha scosso interiormente come “Pulcritudo tam antiqua et tam nova”. Lepor,e adattando questa frase al latino, come lui dice, cerca di dimostrare nel libro come il latino, pur essendo una lingua che si è stabilizzata e fissata nel VI secolo da un punto di vista morfosintattico, in un certo senso è una lingua sempre viva che non ha smesso mai di arricchirsi da un punto di vista lessicale. La tesi di fondo di Lepore è che il latino non è solo la lingua dei grandi classici ma è la lingua che è stata parlata dagli autori medievali, vedi Abelardo e i grandi umanisti, Pico della Mirandola e ancora lo stesso Galilei e gli scienziati come Alessandro Volta sino ad arrivare a un poeta che non può essere dimenticato come Giovanni Pascoli. Ed è inoltre una lingua che continua a essere parlata da un numero crescente di persone.
La lingua latina rispetto all’italiano è “mater certissima”, come diceva Ivano Dionigi, esperto latinista, in un’intervista rilasciata al “Foglio” nel gennaio dello scorso anno, quando si è iniziato a dibattere di questa proposta del ministro Valditara, che diverrà effettiva dal prossimo anno scolastico, di reintrodurre il latino nella scuola media. Dionigi spiega appunto come il latino aiuti a migliorare il nostro vocabolario e le nostre capacità espressive, a riconoscere il volto delle parole. E questo perché se è vero che solo un 14% delle parole del nostro lessico ha un’origine diretta dal latino, occorre pure tenere in conto che oltre il 50% di questi lessemi patrimoniali, cioè le parole italiane di origine latina, derivate dal latino parlato (volgare) tra il I e il VII secolo d.C. e tramandate ininterrottamente fino a oggi, appartengono al nostro vocabolario di base che si utilizza ogni giorno nella odierna conversazione. Il latino non solo quindi come lingua dei classici ma identitaria e alla base di duemila anni di civiltà europea, ovviamente non dimenticando i contributi di altre lingue come il greco, l’ebraico e l’arabo in primis.
Come si deduce dalle pagine del libro, il latino è inoltre come una chiave insostituibile di accesso, sorprendente e necessaria per decifrare e leggere la nostra realtà e il nostro presente. Il latino non è una lingua morta, ma si è trasformata nei secoli, è un continuum con l’italiano. È una lingua così strutturata grammaticamente e sintatticamente che offre la possibilità ai giovani di organizzare il pensiero, sgombrando la mente dalla categoria del meccanicismo consentendo di acquisire le categorie della possibilità, dell’ipotesi, dell’eventualità. Vi è nel latino un ordine intrinseco dietro un apparente disordine che deve essere ordinato nella lettura. Il passo latino come metafora di una palestra per orientarci nel mondo di oggi disordinato e caotico. Il latino inteso come ricerca, crescita intellettuale, arricchimento continuo, stile di vita, un “modus vivendi” che prescinde da ogni ideologia o orientamento politico quantomeno partitico,
La seconda parte del prezioso testo di Lepore è costituita da 50 “commentiantiuncole”, sorta di passi latini dell’opera. Si tratta in realtà di brevi articoli pungenti e arguti tratti dal Blog O tempora o Mores, una rubrica quotidiana curata dal giornalista e latinista sul quotidiano online “Linkiesta”. Scritta interamente in latino, in essa Lepore commenta fatti di cronaca, politica e attualità con stile ironico e l’uso di neologismi, attualizzando la celebre espressione di Cicerone. La rubrica ha perso il carattere di quotidianità dei primi 5 anni, riportando la traduzione italiana a fronte in cui vengono affrontati vari argomenti su temi di attualità, che dimostrano per l’appunto come il latino non sia mai morto.
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Un libro perfetto per...
studioso e appassionato della lingua latina e di Storia
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Bellezza antica e sempre nuova. Il latino nel mondo di oggi
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