Attesa si costruisce intorno a due tematiche tipiche della poetica di Vincenzo Cardarelli, quelle del tempo che inesorabile passa e dell’amore deluso.
Un senso di profonda frustrazione, nonché di amara consapevolezza e accettazione della realtà, pervade questi versi carichi di umanità e pathos. Siamo di fronte a uno dei componimenti più struggenti dell’intera produzione cardarelliana, nei quali chiunque abbia sperimentato sulla propria pelle il disinganno dei sentimenti può facilmente rispecchiarsi.
“Attesa”: testo della poesia
Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
cosí ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.
Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.
“Attesa”: parafrasi della poesia
Oggi che ti stavo aspettando,
non ti sei presentata.
E il fatto che tu non sia qui mi comunica qualcosa,
la tua mancanza che faceva rumore
nel vuoto che hai lasciato dentro di me,
simile a una stella (quando si spegne).
(La tua mancanza) dice che non hai desiderio di amarmi.
Come un temporale estivo
che prima si avvicina e poi si allontana,
alla stessa maniera non hai voluto soddisfare la mia brama (di vederti).
L’amore, quando è ancora nelle fase iniziale,
palesa queste fulminee esitazioni.
Senza (il bisogno) di scambiarci parole,
ci siamo reciprocamente compresi.
Amore, amore, come sempre,
vorrei sia riempirti di belle parole che di insulti.
“Attesa”: analisi metrica e figure retoriche
Attesa si compone di un’unica strofa di 16 versi liberi, senza rima, e di un distico conclusivo. I versi preponderanti sono quinari, settenari ed endecasillabi.
Numerose le figure retoriche presenti:
- Enjambement: v. 1 "t’aspettavo /non sei venuta", v. 8 "estivo temporale / s’annuncia", v. 13 "silenziosamente / ci siamo intesi";
- Personificazione: v. 4 l’assenza "che tumultuava" e v. 11 l’amore che "ha di questi ripensamenti". Assenza e amore sono trattati come qualcosa di animato;
- Similitudine: vv. 5-6 "nel vuoto che hai lasciato come una stella" e v. 8 "quale un estivo temporale";
- Metafora: v. 10 "sete" (rappresenta il forte desiderio dell’autore di incontrare la donna amata);
- Antitesi: v. 16 "vorrei coprirti di fiori e di insulti", che chiude la lirica.
La delusione amorosa e il tempo che fugge
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Attendere con ansia e felice trepidazione il momento del ricongiungimento con la persona che ci ha rapito il cuore: chi non si riconosce in questa situazione? Dapprima aspettare sospesi in un tempo che sembra infinito e alla fine rimanere da soli, perché essa, al contrario di quanto speravamo, non si è presentata all’appuntamento: chi non ha mai sperimentato, almeno per una volta, la sensazione di vuoto e di amarezza che ne deriva?
Attesa è una poesia sull’amore deluso, tematica umanissima che rende quasi automatico immedesimarsi nell’autore che soffre. Ci sembra di vederlo, Cardarelli, nel tipico atteggiamento di appassionata speranza che pervade ciascuno di noi all’inizio di un rapporto che ci si augura si trasformi in un’appagante relazione; la voglia spasmodica di (ri)vedere la persona dei sogni e contemporaneamente essere costretti a constatare che no, essa non ci corrisponde, non ci vuole, non ci ama.
Perché l’assenza parla, dice tutto senza bisogno di profferire parola, e Cardarelli è perfettamente consapevole dell’inequivocabilità di questo messaggio. Desideri, dubbi e speranze, così come il tentativo di carpire eventuali segnali positivi sui sentimenti dell’altra, spariscono di fronte alla sua assordante latitanza.
Attesa è un componimento la cui bellezza va bene al di là dell’eleganza formale che ne caratterizza il linguaggio e delle immagini poetiche che lo costituiscono, in quanto esso si risolve, in sostanza, in una intensa riflessione sulla complessità dell’amore che da intima si fa universale, restituendoci un saggio della vita stessa. Tutti noi abbiamo provato o proviamo o proveremo ciò che Cardarelli esprime in questi versi colmi di una malinconia e di una di tristezza che arrivano dritti al cuore del lettore. Ma è così che vanno le cose, è così che l’amore funziona: ne abbiamo bisogno più del pane e più dell’aria che respiriamo, ma dobbiamo essere consapevoli che esso non porta solo gioia ma anche, prima o poi, dolore e frustrazione. Un po’ come trovarsi seduti su un’altalena che va su e giù senza che il nostro volere conti qualcosa a riguardo.
Attesa si può considerare una sorta di bozzetto in cui l’immagine del protagonista, l’autore stesso, appare ben delineata e dove l’argomento centrale dei sentimenti si coniuga a quello del tempo, onnipresente e quasi ossessivo in Cardarelli. L’attesa è, per l’appunto, il periodo che trascorre tra il venire a conoscenza di un evento o di una situazione e la sua realizzazione concreta, e se è dolce, trepidante e veloce quando si aspetta qualcosa o qualcuno con piacere, al contrario essa diventa crudele quando viene tradita. L’incontro mancato affligge il poeta, che alla fine resta da solo in balia delle proprie riflessioni.
Per spiegare lo stato d’animo nel quale si trova, l’artista laziale si abbandona a una similitudine di grande effetto, paragonandosi ad un terreno arso dall’opprimente calura estiva che sente l’avvicinarsi del temporale e dal quale spera di essere bagnato, e invece quest’ultimo si allontana abbandonandolo alla siccità; allo stesso modo, la donna che manca all’appuntamento lo lascia in preda a un forte senso di abbandono.
Ma, ci ricorda il poeta, vale per tutti, nessuno escluso.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Attesa”, la poesia di Vincenzo Cardarelli sull’amore non corrisposto
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