Assassinio sotto il vischio
- Autore: Rev. Richard Coles
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
Ci sono libri che, appena iniziati, fanno sentire come se si fosse entrati in una stanza illuminata da luci di Natale: un misto di familiarità, calore e quella punta di confusione che fa parte del gioco. Assassinio sotto il vischio (Einaudi, 2025, traduzione di Eva Kampmann) del Rev. Richard Coles appartiene a questa categoria.
Lo scrittore, presentatore radiofonico e musicista inglese, fa ritorno nel mondo del canonico Daniel Clements con una storia che sa essere al tempo stesso intima, buffa e lievemente nostalgica, confermando quanto la serie abbia trovato un suo spazio speciale nel panorama dei gialli leggeri inglesi. Il risultato è una lettura che, pur parlando di un omicidio, profuma di biscotti speziati e di ricordi di feste passate.
Il Natale a Champton non dovrebbe incontrare intoppi: il programma è deciso, le funzioni religiose definite, Audrey, la madre di Daniel, è già in modalità “generale di brigata” ai fornelli, mentre il figlio prova a destreggiarsi tra le aspettative della parrocchia e la sua naturale riservatezza. Poi, come spesso accade, la realtà decide di divertirsi un po’: nella grande casa dei De Floures il cuoco sparisce per un’emergenza e una parte della famiglia si ritrova improvvisamente senza pranzo festivo. Audrey non può certo lasciare nessuno a digiuno il giorno di Natale, e così la canonica si trasforma in una sorta di rifugio improvvisato per ospiti più o meno graditi, inclusi alcuni cugini americani che sembrano usciti da una sitcom particolarmente rumorosa.
Tra funzioni affollate, l’allestimento del presepe, la recita, i canti natalizi che rischiano di far vacillare la pazienza del parroco e giochi da salotto di cui nessuno ricorda le regole, il giorno avanza verso quella cena solenne attorno alla quale tutti cercano di comportarsi “come si deve”.
E proprio quando sembra che l’unico dramma del giorno debba essere la ricetta della salsa di pane di Audrey… spunta un morto. Tardi, in sordina, quasi controvoglia, ma abbastanza da dover coinvolgere Daniel e l’inseparabile amico, il detective sergente Neil Vanloo.
Coles ha una qualità rara: riesce a far sorridere anche quando descrive quelle piccole rigidità sociali che, sotto le feste, diventano quasi rituali. Ci sono pagine in cui si sente il tintinnare delle tazze, l’incertezza nei movimenti durante le liturgie e quel buffo tentativo, tutto britannico, di mantenere la compostezza anche quando il tacchino minaccia il crollo o quando non si è sicuri se sia il momento di sedersi o di alzarsi. Il suo stile è lieve, ma non superficiale: sotto l’umorismo ci sono una tenerezza autentica e uno sguardo affettuoso verso un mondo ecclesiastico che sta lentamente svanendo, quando le canoniche erano ancora grandi e piene di corridoi freddi, e dove la comunità – con tutti i suoi difetti – era ancora un insieme riconoscibile.
Uno dei motivi per cui la serie funziona così bene sono i personaggi che ne sono protagonisti. Daniel Clements è un uomo di rara umanità: non è un eroe, non è un detective infallibile, è una persona che osserva, ascolta e cerca di fare del suo meglio anche quando si trova al centro di situazioni assurde. Accanto a lui, la madre Audrey è incontestabilmente la regina indiscussa del romanzo: pragmatica, organizzata, leggermente snob e calcolatrice, ma anche profondamente generosa. Ogni sua apparizione promette almeno un sorriso. La galleria degli altri personaggi – amici, parrocchiani, nobili un po’ fuori moda e familiari stravaganti – contribuisce a creare quel senso di “ritorno a casa” che rende questi romanzi così piacevoli. Anche l’elemento giallo, pur arrivando molto tardi e con una mitezza quasi disarmante, aiuta a mantenere il legame con i precedenti episodi.
Assassinio sotto il vischio non cerca il colpo di scena clamoroso, né la suspense travolgente. Vuole essere, e riesce a essere, una parentesi luminosa, particolarmente adatta a questi giorni che precedono le feste: un romanzo che fa sorridere delle goffaggini del Natale, dei parenti che non scegliamo, delle tradizioni che continuiamo a seguire anche quando non sappiamo più bene perché.
Miss March sentì una lacrima nell’angolo dell’occhio e si ricompose con fermezza. Perché tutto questo la commuoveva? Perché una volta siamo stati tutti bambini, pensò, con le aureole di fili d’argento e gli occhi sgranati sull’orlo di un mistero che permaneva nell’età adulta, seppur più piccolo e lontano.
Assassinio sotto il vischio (3)
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Assassinio sotto il vischio


Lascia il tuo commento