Il primo è stato Padre Brown. Basso, imbranato, occhialuto. Così lo descrive il suo creatore, Gilbert Keith Chesterton (scomparso il 14 giugno di 90 anni fa), nel racconto La croce azzurra, edito nel 1911. Se anche i personaggi festeggiano i compleanni, allora dobbiamo fare gli auguri al longevo prelato che ne celebra 115, e che inaugura una fortunata serie investigativa, affidata alle sagge e ponderate mani di parroci e uomini di chiesa.
Con grande fortuna di pubblico: basti pensare al Guglielmo da Baskerville di Umberto Eco, al Don Camillo di Guareschi che non indaga in senso stretto ma di certo risolve parecchie dispute tra i parrocchiani; o, ancora, al Sidney Chambers creato da James Runcie, fino alla più recente serie a opera del Reverendo Richard Coles, non personaggio ma autore di una serie di gialli piuttosto famosi, tutti con base operativa in canonica. E come dimenticare le fortune televisive di Don Matteo?
Meglio di Sherlock Holmes, secondo Gramsci
Tornando a Chesterton, intuisce il potenziale del parroco di campagna: lo scenario è l’immaginario villaggio delle Costwolds dove tutti conoscono tutti. La canonica, va da sé, è un punto di riferimento per la comunità, non solo dal punto di vista religioso. Così come il suo titolare:
Quel pretucolo era proprio l’essenza delle pianure dell’Essex: aveva un viso rotondo e inespressivo come gnocchi di Norfolk, gli occhi incolori come il mare del Nord, e recava parecchi involti di carta scura che continuavano a cadergli.
Con tanto di immancabile ombrello al seguito, è una figura insignificante. Ma solo all’apparenza. Guai a sottovalutarlo, come scoprono a loro spese i criminali. L’aspetto comune nasconde una mente acuta e brillante. E una curiosità divertente e molto poco caritatevole.
Padre Brown piace, tanto che è protagonista di ben 50 romanzi, editi in Italia da Newton Compton o Leone Editore. In tv si vedono spesso le repliche della serie con protagonista Mark Williams, nel ruolo che fu già di Renato Rascel.
Il lettore, come un buon parrocchiano, ripone fiducia nella figura del detective in tonaca. Le sue indagini hanno successo. E tra i fan insospettabili ci sono anche nomi illustri. Antonio Gramsci, ad esempio, lo ha letto. Nei Quaderni del carcere dice di preferire Padre Brown a Sherlock Holmes. Merito del metodo investigativo, basato non sulla fredda ragione, ma su una fine conoscenza del genere umano. Di certo in confessionale si esercitano psicologia ed empatia; perché dunque non metterle al servizio della soluzione di enigmi più o meno efferati?
Il reverendo Chambers di James Runcie
Altro detective della fede, sempre britannico, è il Sidney Chambers della serie Grantchester, di recente sbarcata sul grande schermo. L’autore James Runcie è nativo di Cambridge e conosce bene l’ambiente religioso. Per i suoi libri (in Italia Vallardi editore ha pubblicato nel 2016 Sidney Chambers e l’ombra della morte) si ispira al padre, Robert, arcivescovo di Canterbury dal 1980 al 1991.
Il suo reverendo è giovane, attraente, scapolo, amante del jazz. Un ex soldato tormentato dai ricordi di guerra e con la passione per l’investigazione. Anche nel suo caso abbiamo un alter ego, l’ispettore Keating, che necessita di un valido aiuto nelle indagini per la soddisfazione dei lettori.
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Richard Coles, il reverendo che scrive gialli
Ed è invece in corso di pubblicazione per Einaudi la serie scritta dal reverendo Richard Coles. A vestire gli abiti talari questa volta è l’autore e non il personaggio: lo scrittore prende spunto dalla sua esperienza diretta. È stato insegnato teologia al King’s College di Londra e conduce un programma radiofonico sulla Bbc.
Il suo alter ego nei libri e investigatore è Daniel Clement. Il rettore della parrocchia di Champton, di capitolo in capitolo, affronta rivalità tipiche nelle piccole comunità, pranzi natalizi in canonica, convivenze spesso difficili, alleanze contro la prevista costruzione di un bagno in chiesa. E omicidi. Ben tre quelli su cui per ora indaga in Italia: Delitto all’ora del vespro (2023), Omicidio in parrocchia (2024) e Assassinio sotto il vischio (2025).
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Padre Brown di Gilbert Keith Chesterton: il primo degli investigatori in tonaca
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Egregia Gonella, se si vuol scrivere qualcosa su un autore e di una sua opera, si dovrebbe spiegare meglio e un pò di più la figura di padre Brown, non crede?
Gentile Pasquale, grazie per il commento. Questo articolo nasce proprio come notizia culturale per celebrare il novantesimo anniversario della scomparsa di Chesterton — una ricorrenza importante che, purtroppo, in pochissimi hanno ricordato in questi giorni.
L’obiettivo non era firmare un saggio monografico su Padre Brown, ma a partire dalla ricorrenza richiamare in una breve carrellata i più famosi ’investigatori in tonaca’ nati proprio sulla sua scia. Per chi volesse approfondire la figura dell’autore, nel testo rimandiamo a un nostro precedente articolo interamente dedicato a lui.
Nel caso in cui conoscesse i libri dell’autore, siamo disponibili a valutare recensioni per dare spazio e articoli di approfondimento dedicati alle singole opere di Chesterton. Grazie sempre dell’attenzione al nostro sito, cordiali saluti