- Autore: Ignacio Peyro
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Graphe.it edizioni
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788893722520
Un saggio non solo piacevole, ma qualcosa di più, racchiude l’essenza di un Paese; è un viaggio in una galleria di ritratti storici e letterari, tra note politiche e religiose. Anglofilia (con l’eccellente traduzione di Roberto Russo) è l’ultimo lavoro di Ignacio Peyró, studioso, scrittore e giornalista. Nato a Madrid, ha studiato Lettere e biblioteconomia presso l’Università Complutense ed è Direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, dopo aver diretto quello di Londra. Giornalista politico e culturale, scrive per “El País”. Ha scritto inoltre per “El Mundo”, ha fondato il giornale online “The Objectiv” e la rivista culturale “Ambos Mundos”. Ha pubblicato diversi libri e ha curato la traduzione delle opere di Evelyn Waugh, Louis Auchincloss, J. K. Huysmans, Rudyard Kipling e Augusto Assía. Collabora con la rivista culturale online “Insula europea” dell’Università di Perugia e in ambito accademico ha tenuto lezioni e conferenze all’Università di Oxford, alla British Library, alla Fondazione Juan March e all’Università di Bologna.
L’autore ha vissuto nel Regno Unito per cinque anni e il suo dizionario culturale è un elogio dell’Inghilterra, nel quale ha racchiuso aspetti della cultura inglese, costumi e simboli, che hanno influenzato varie generazioni: dalle cabine telefoniche rosse alla birra e al whisky; da Shakespeare a Virginia Woolf; da Churchill ai Beatles. Un originale diario sentimentale nel quale non cede mai alla nostalgia, scrive Maurizio Serra nell’introduzione al libro. Un indagatore appassionato con la stoffa di un segugio, in un percorso in cui ogni voce ne richiama un’altra.
British is best, e il testo racchiude in modo suggestivo il fascino anglofilo da sempre ammirato dal nostro autore: rimandi letterari, eventi storici, la musica, il tè.
L’Inghilterra ha sempre esercitato la propria tutela su tutto lo spettro del sapere e del gusto.
Le bianche scogliere hanno nel tempo rappresentato l’Inghilterra come terra della libertà e della speranza; libertà e tolleranza che sono state alla base del suo sistema politico. Avere buone leggi possibili ed eseguirle. Per Voltaire l’Inghilterra era l’unica nazione che era riuscita nel controllo del potere della monarchia e a stabilire un governo. Molti leader in Europa avevano cercato di imitare i costumi inglesi, il loro ingegno nel commercio e nella finanza, e a trovare, mancante di risorse proprie, le ricchezze al di fuori del loro Paese. Canetti, scrive l’autore, definiva l’Inghilterra come il Paese con il sentimento nazionale più stabile della Terra e gli inglesi un popolo che rappresentava il proprio orgoglio. Forse il segreto britannico è molto più semplice e visibile; sono le scuole che consegnano al Paese classi dirigenti capaci di promuovere rinnovamento politico e progresso nell’economia come nella cultura. Una nazione, la più unita e gerarchizzata in classi, tra le più liberali e conservatrici, con maggior fervore monarchico e la più intransigente verso l’abuso di potere. Una terra sia religiosa che eterodossa, divisa tra aristocrazia e democrazia. Una storia di successo dal dandismo al bosone di Higgs.
Senza la Gran Bretagna, oggi non potremmo nemmeno passeggiare per i viali di Filadelfia, guardare lo skyline di Sidney o vedere la parrucca di un giudice nel cuore dell’Africa.
Un piccolo glossario sentimentale della cultura inglese dalla A alla Y. A come alcol, responsabile dell’ascesa e della caduta di governi, guerre e terrorismo; Churchill e le sue consuetudini alcoliche, beveva per tutti; e la Regina Madre nota per i suoi social drinker e oltre i novant’anni da uno a tre vodka Martini quotidiani. A come aristocrazia, non una casta diceva Tocqueville; quella inglese differente da quelle continentali. B come Big Ben, il monumento più famoso e poi Cambridge per la scienza, in rivalità con Oxford, famosa università umanistica. Dall’english gentleman, il tipo di uomo perfetto difficile da definire, ai pub, locali che sono il cuore dell’Inghilterra.
Non c’è nulla che l’uomo abbia ancora inventato che gli dia tanta felicità quanto un buon pub.
Dal rugby con le regole di un antico codice d’onore al tè, la sostanza medicinale più importante e potente della Terra.
Ha avuto il merito di aver trasformato gli inglesi da un popolo di umori bellicosi a uno di raffinata civiltà.
Anglofilia è un’opera pregevole di consultazione per comprendere le profondità di una nazione e incuriosisce il lettore come un piacevole racconto sull’identità inglese.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Anglofilia
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