- Autori: Jonathan Arpetti e Francesca di Giuseppe (a cura di)
- Genere: Libri di cucina
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
Abruzzo d’Autore. I nutrimenti (Poderosa Edizioni, 2026, pagg. 272) è la terza antologia, dopo quelle del 2024 e 2025, dedicata ai nutrimenti della Regione Abruzzese, a cura di Jonathan Arpetti e Francesca Di Giuseppe e con la magistrale prefazione del prof. Francesco Galiffa, sociologo e grande esperto delle tradizioni culinarie locali e della vita dei veri ed autentici contadini.
Nell’antologia viene, e bene, approfondita l’enogastronomia abruzzese attraverso svariate sfaccettature, sia con voci narrative che poetiche, ma anche artistiche. Ma tutte hanno indagato a portare alla luce quegli antichi sapori della vetusta tradizione culinaria di queste terre, regalandoceli con uno stile “artistico” unico.
L’antologia è divisa in tre parti. Una del tutto artistica, un’altra poetica e l’ultima di narrativa. In ciascuna parte sono poste in evidenza le tradizioni culinarie abruzzesi con ricette e ricordi dei piatti che sono stati tramandati dalla tradizione, come l’interessante saggio della giornalista e saggista Cesira Donatelli sulla cosiddetta “pizza fritta” di Alfedena, avendo intervistato Vincenza Quaranta, classe 1942, che tuttora la realizza secondo l’antica ricetta. E poi troviamo la tradizione dei vini abruzzesi, ma anche una caratteristica marinara (il bello dell’Abruzzo è soprattutto la varietà di scenari, che vanno dalla montagna al mare) del Vasto, e precisamente il “brodetto alla vastese”, che è una particolare e accurata zuppa di pesce.
Ma non vengono meno anche momenti storici. Grazie alla storica Stefania Pompeo, docente e ricercatrice, scopriamo dei “cenni sulla storia dei nutrimenti, le tradizioni d’Abruzzo e della famiglia Acquaviva”. Questo suo saggio è veramente magistrale e molto documentato, e ci fa vivere ulteriormente le tradizioni di questa regione. Molto interessante è anche l’intervista della curatrice, Francesca Di Giuseppe, allo chef wild Davide Nanni, il quale riesce anche a rielaborare piatti tradizionali adattandoli alle moderne esigenze, un po’ come fa l’altro chef abruzzese, Nico Romito, nel suo ristorante di Castel di Sangro. Ma in tutto ciò non poteva venire meno un ricordo del “Vate” Gabriele D’Annunzio, primo influencer della storia, il quale, con l’originalità che lo distingueva, creò anche parole legate alla tradizione culinaria come “tramezzino” o il dolce denominato “Parrozzo”.
Leggere questa antologia mi rimanda certamente alla memoria del cosiddetto “cenacolo michettiano” (un concreto segno di cultura, di poesia, di arte abruzzese di inizio XX secolo), e cioè quando il detto poeta Gabriele D’Annunzio (1863-1938), il pittore Francesco Paolo Michetti (1851-1929), il musicista Francesco Paolo Tosti (1846-1916), il poeta e giornalista Edoardo Sarfoglio (1860-1917), la consorte di quest’ultimo, la scrittrice Matilde Serao (1856-1927), e lo scultore Costantino Barbella (1852-1925) si riunivano nel “Convento” (attualmente detto “Michetti”) sulla dannunziana collina di Francavilla al Mare, altro luogo ameno appunto tra collina e mare della costa abruzzese.
È un’antologia (e ci auguriamo in una quarta) dove parole e immagini si confondono per appunto garantire al lettore un percorso del tutto originale e inedito grazie al quale poter visitare l’Abruzzo. Un progetto sicuramente da divulgare e ripetere.
Concludo con le bellissime parole del prof. Francesco Galiffa nella prefazione:
In sintesi gli scritti riportati in questo libro sono un bellissimo e sentito atto d’amore per la nostra terra d’Abruzzo. Un plauso, infine, ai curatori di quest’opera e agli autori, i quali, ognuno con il proprio stile, hanno saputo dare risalto nei loro contributi al corpo e all’anima della straordinaria cucina abruzzese.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Abruzzo d’Autore. I nutrimenti
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