Sul Venerdì, il magazine di Repubblica, del 13 novembre 2025, un’intervista importante di Antonello Guerrera a Ian McEwan, il grande romanziere inglese, ci svela ancora una volta la capacità profetica di uno scrittore grande.
Nel suo nuovo romanzo, intitolato Quello che possiamo sapere (Einaudi 2025, traduzione di Susanna Basso), l’autore parla di quanto sta avvenendo nei nostri tempi, ambientando il racconto nel 2119, anno che vede la terra investita e sommersa dal Grande Disastro.
Link affiliato
Risponde McEwan all’intervistatore:
“Non chiamatemi profeta. Ho semplicemente provato a scrivere un romanzo dei nostri tempi”.
Lo scrittore parla della crisi che stiamo vivendo, soprattutto quella climatica, ma anche dei governi populisti che si armano per la Difesa, mentre ignorano che bisogna preparare la pace. Pensa anche che gli scrittori dovrebbero interessarsi delle vittime delle guerre sanguinose che sono in atto, dell’intelligenza artificiale non governata, delle democrazie liberali in pericolo; invece la maggior parte dei libri che escono oggi sono in prima persona, soggettivi, mentre, come diceva Albert Camus negli anni Cinquanta del Novecento, quando i tempi si fanno difficili gli scrittori dovrebbero denunciare usando una prosa chiara.
La lunga intervista parla del nostro difficile presente e McEwan si sofferma sulla crisi del suo paese. La Brexit, le fake news e i tagli al welfare hanno esacerbato gli animi dei cittadini britannici. Le risposte del romanziere a questa profonda crisi sono apparentemente semplici:
“L’istruzione. Non c’è altra via. Insegnare ai ragazzi a essere scettici, a leggere le notizie, a sviluppare senso critico”.
Gli scrittori “profeti” prima di Ian McEwan
A conclusione dell’intervista cita tre autori che ritiene altrettanti giganti:
- Philip Roth,
- John Updike,
- Saul Bellow.
Romanzieri immortali, dice McEwan, che oggi rischiano l’oblio, perché hanno scritto di sesso come maschi etero… Ma il libro di Roth Il complotto contro l’America, giudicato all’epoca della sua pubblicazione un fantasy, oggi si afferma come una vera profezia.
Tra gli scrittori “profeti” è interessante ricordare:
- Isaac Asimov,
- H.G Wells (La liberazione del mondo, 1914),
- Dean Koontz (Abisso, 1981),
- Cormac McCarthy (La strada),
- Margaret Atwood (Il racconto dell’ancella),
- Michel Houellebecq (Sottomissione).
leggi anche
Il New Yorker scrive di Dissipatio H.G.: lo scenario del romanzo di Morselli ricorda quello della pandemia
leggi anche
Covid-19: i libri che predissero la pandemia
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il nuovo romanzo di Ian McEwan è profetico? La risposta dello scrittore
Lascia il tuo commento