Il nuovo romanzo di Giulia Alberico, “Le vite dietro”, appena uscito per Orizzonte Milton, è stato presentato il 22 settembre alla libreria romana B612 Libri&Caffè. L’autrice ha dialogato con Giulia Galeotti, responsabile delle pagine culturali dell’Osservatore Romano, testata con la quale la stessa Alberico collabora. Le letture sono state affidate all’attrice Cloris Brosca, che ha interpretato con maestria alcune pagine del libro, raccontato attraverso la lunga chiacchierata e le domande di Giulia Galeotti.
Il libro ha un grande pregio: è breve, poco più di 180 pagine, ma molto dense e ogni capitolo, ogni pagina, direi quasi ogni riga, grazie alla grande capacità evocativa di Alberico, contengono qualcosa di significativo, utile ad entrare dentro il meccanismo che la scrittrice ha immaginato per questo romanzo piuttosto insolito. Un libro che lei stessa ha definito “ibrido”, perché parte da un fatto casuale, l’incontro con un personaggio, il marchese Massimo Lucà Dazio, proprietario di un fastoso palazzo padronale nella cittadina di San Vito Chietino, di cui è originaria la stessa Giulia Alberico. L’autrice ha trascorso lì i suoi primi diciassette anni di vita per poi spostarsi a Roma, dove ha studiato e vive; ma ogni estate, per mesi, torna in paese, e la curiosità che è una sua caratteristica intellettuale, l’ha spinta a chiedere udienza all’altezzoso marchese, che, dopo una comprensibile diffidenza verso la a lui sconosciuta autrice, le ha concesso fiducia e l’ha ammessa nel palazzo, ricco di storia, di ricordi, di opere d’arte, di documenti preziosi. Giulia Alberico si è trovata così a frequentare quella dimora sconosciuta, accompagnata dal padrone di casa che a poco a poco si è aperto, lasciandosi andare a confidenze, rivelazioni, riguardanti un casato, il suo, che risale a cinquecento anni di storia italiana, anzi europea.
Da valente insegnante di storia, Giulia è riuscita a ricostruire, attraverso i documenti di Dazio ma soprattutto alle sue ricerche in archivio e ai suoi approfonditi studi, l’origine e lo svolgersi di quella storia familiare. Si parte da un matrimonio, quello di Maria di Borgogna con Massimiliano d’Asburgo, avvenuto a Ghent nel 1477, a cui partecipa un dignitario della corte borgognona, Franciscus Datius, il contestabile segretario del padre di Maria, che gli aveva donato il feudo di Yonne. Poi però un discendente di Franciscus passò al servizio di Carlo V e i Dazio si trasferirono a Napoli, collaborando con i vicerè spagnoli. Giulia Alberico alterna pagine di storia, ben ricostruite ed arricchite della sua fantasia di narratrice esperta, con personaggi che nel corso dei secoli hanno fatto parte del nobile casato, fino a giungere a fine ‘800, quando ci imbattiamo in un personaggio, Emilia Casal, argentina di Buenos Aires, nonna dell’attuale marchese, morta pazza in un luogo sconosciuto, dopo aver dato alla luce, malgrado fosse ricoverata a Roma, alla Lungara, allora sede del manicomio cittadino, una figlia avuta da Antonio Dazio, che l’aveva sposata per amore, incapace di capirne la precaria salute mentale. Concettina, la figlia, sarà la madre di Massimo Lucà Dazio, vissuta sempre a palazzo, austera, infelice, problematica, fredda: nata nel dolore.
La conclusione del romanzo, se così lo vogliamo definire, è davvero magicamente poetica: tutte le donne morte di questa affascinante storia, fino alla moglie Rossana, amatissima da Massimo Dazio, a cui il libro è dedicato, si trovano come ombre a dialogare con la scrittrice che ha saputo sottrarle all’oblio, attraverso il dono della parola, la parola della letteratura che è capace “di andare su e giù nel tempo e far cadere i muri tra passato e presente”. Una sorta di realismo magico rivisitato dalla scrittrice, con ricchezza di fantasia, profondità di ricerca storica, capacità di trovare la parola giusta, mai approssimativa, sempre perfettamente adeguata alla voglia di coinvolgere e affascinare il lettore.
Recensione del libro
Le vite dietro
di Giulia Alberico
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Le vite dietro”: l’incredibile storia dei Dazio nel nuovo libro di Giulia Alberico
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