Una cintura con diciotto stelle
- Autore: Renato Pestriniero
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2023
CAR, Centro Addestramento Reclute, ad Albenga, una camerata in un edificio rettangolare composto da stanzoni comunicanti ad archi senza porte, con letti sistemati due a due, uno sopra l’altro. Ai ragazzi di oggi non dirà niente, ma per quelli fino ai primi anni Duemila erano argomenti comuni. Si parlava spesso dell’esperienza dei più grandi, che a qualcuno toccava affrontare pari pari negli stessi spazi e ad altri toccava altrove, in tutta Italia. Era la leva militare obbligatoria. Non ti potevi sottrarre, se maschio e sano, finita la scuola o l’Università. Diciotto mesi in Aeronautica per Renato Pestriniero, veneziano oggi ultra novantenne, autore nel 2023 del romanzo Una cintura con diciotto stelle per le Edizioni Solfanelli (Chieti, collana “Gli Alianti”, 152 pagine). Due immagini di allora in bianconero, in appendice, ritraggono l’autore con un Mab e in libera uscita.
La naia del protagonista risale alla seconda metà degli anni Cinquanta e tutto sembra esasperato rispetto alla leva di noi boomer e degli ultimi coscritti. E poi, nelle caserme attuali tutto è migliorato (ora i numeri sono molto ridotti), da quando il servizio è diventato su sola base volontaria e le domande degli aspiranti marinai, avieri, soldati (ragazze comprese) superano enormemente i posti disponibili negli organici delle scuole di formazione militare. Le condizioni di alloggio, mensa e addestramento non sono lontanamente confrontabili con quelle del romanzo.
Cibo immangiabile, mosche dappertutto, unto schifoso
trascuratezza e bestemmie. Sulle tavole, acqua sporca, vino, minestra, pezzi di pane crudo e bagnato. Non si sa dove appoggiare le mani. Insetti invadenti, in volo dovunque, anche nei piatti. “La frutta è marcia, le uova sode puzzano”. Dai fichi secchi, si affacciano piccoli vermi bianchi. Per fortuna, allo spaccio, si può comprare con 50 lire un pane duro con mezza fetta di mortadella. Insetti fastidiosi punteggiano anche le pareti dei gabinetti. Sono aperti e si passa in rivista una fila di ragazzi “accosciati fra sterco e brulicare di mosche”.
Chissà se occorre fare la tara alla sporcizia e al degrado, descritti dall’ex “spina” in Liguria, probabilmente esagerati per esigenze narrative. Però, gli stati d’animo collettivi e individuali erano quelli indicati da Pestriniero, con l’aiuto della sua memoria prodigiosa.
Incide anche il tempo piovoso. Molti ragazzi sono scoraggiati, giù di morale. Si sentono spaesati, sconfortati, la nostalgia di casa è fortissima, sono sfiancati dalle marce, trovano le istruzioni difficili e pesanti. Parecchie pene, lui se le risparmia. È la scuola della montagna che dà i suoi frutti: non trova il letto troppo duro, non soffre la ristrettezza di spazi, le marce sotto il sole, il caldo, il sudore, la stanchezza. Non piange la sera, di notte non s’immalinconisce. Dice di sapersi accontentare, di arrangiarsi nel poco. Apprezza il ritmo di un plotone in marcia. Per questo non sopporta chi non riesce a marciare bene.
È pesante anche per lui, comunque. Il cibo continua a essere uno schifo, l’odore delle cucine e dell’urina stantia nelle latrine è insopportabile, i sergenti non fanno che dare ordini su ordini, la disciplina è una farsa. Comincia a pesare la lontananza da casa, dall’acqua fresca e pulita, dal profumo della biancheria. Si fanno più vivi i ricordi delle belle giornate d’estate trascorse con gli amici assieme alle ragazze. Tra lettere a casa copiate nel libro, testi di biglietti di punizione, rapporti di servizio, comunicazioni, ricordi di momenti coi commilitoni e amoretti con le ragazze, affiorano tanti spunti che spingono i lettori a diverse reazioni: partecipazione, condivisione, a volte magari compassione. Soprattutto inducono a tante considerazioni.
Prendete l’incarico dell’attendente, una figura mitologica, scomparsa da decenni (fortunatamente). Era un militare di truppa assegnato al servizio personale di un ufficiale, con il compito di occuparsi di vari adempimenti, dalla legittima gestione della corrispondenza, fino alla pulizia e altri lavori personali e domestici, che qualcuno dei superiori non interpretava nel modo corretto, ma estensivo-intensivo.
Il ragazzo si presentò al Corpo di Guarda con le coperte sotto il braccio. Gli levarono stellette, cravatta, lacci e fu messo in cella
scrive Pestriniero. È in punizione, non è arrivato in tempo per il servizio di ronda, perché il capitano di cui è attendente non lo ha liberato dalle faccende che stava sbrigando a casa sua. Il giovane piange di rabbia e di solito non è capace di piangere, ma per una tale ingiustizia le lacrime salgono agli occhi.
Lo fanno uscire con la sporta della spesa, lo mandano al mercato a fare le compere.
Gli chiedono di accompagnare e di prendere i bambini a scuola, lo tengono agli ordini di moglie e parenti. Pulire stanze e gabinetti, accendere la stufa, riparare oggetti casalinghi rotti, fare commissioni d’ogni genere.
Il protagonista s’interroga se il servizio militare gli sia stato utile. Una buona esperienza per i tanti contatti con giovani provenienti da ogni parte d’Italia, per le esperienze personali scambiate. Alla fine, tutto qua, secondo lui. La cintura del titolo era un gadget diffuso: un conta mesi di leva in attesa dell’agognato congedo.
Renato Pestriniero (Venezia, 1933), sposato, una figlia, è stato capo reparto di una multinazionale svizzera per ispezioni tecniche. Tante le opere pubblicate, dal 1982 e un centinaio di racconti in Italia, Germania, Francia, USA, Spagna, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Bulgaria. Dal suo racconto Una notte di 21 ore il regista Mario Bava ha tratto il film “Terrore nello spazio”, XX Festival Internazionale di Trieste 1982. Vanta anche esperienze radiotelevisive e sue foto sono state esposte nella 53ª Esposizione Internazionale d’Arte - Biennale di Venezia.
Una cintura con diciotto stelle
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