- Autore: Scott Smith
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Rizzoli
- ISBN: 9788817860475
Nato nel New Jersey nel 1965, Scott Smith ha scritto delle sceneggiature e finora solo due romanzi, davvero pochi considerando il suo talento non indifferente. Il suo romanzo d’esordio, Un piano semplice, uscito nel 1993, è un thriller ipnotico e dalle tinte forti, ambientato in una cittadina dell’Ohio.
La storia inizia quando un uomo di nome Hank, insieme al fratello Jacob e al suo amico Lou, ritrovano per caso un piccolo aereo precipitato a terra, a ridosso della città, rimasto nascosto da una recente nevicata. Il pilota, a bordo, è morto nell’abitacolo. Ma soprattutto, l’aereo custodisce al suo interno un vero tesoro, una borsa piena di denaro, tantissimi soldi, così tanti da poter cambiare completamente il destino di più persone. Il romanzo, pertanto, inizia con un dilemma morale ben preciso, da cui dipenderà il dipanarsi degli eventi successi.
I tre uomini, infatti, sono davanti a un bivio. Cosa fare? Consegnare i contanti alla polizia, come sarebbe corretto, oppure impossessarsene, spartirli, e incominciare una vita completamente diversa? Tale dilemma, con cui si trovano a fare i conti, dà subito alla storia una connotazione introspettiva ed esistenziale. Ci fa capire che Smith non si limiterà a raccontarci una vicenda che possa intrattenerci, ma vorrà portarci a riflettere su delle questioni ben precise.
I tre, dopo uno scambio acceso, decidono di tenere il bottino. Da qui, si incamminano lungo una strada impervia da cui non risulterà possibile tornare indietro. Tra bene e male, in poche parole, scelgono il male. Escono dal binario della correttezza, si allontanano da ciò che la società si aspetterebbe da persone oneste e rispettabili.
Ma chi sono queste persone il cui destino sta per essere stravolto? Smith rovescia la loro vita e ce la mostra, in tutte le sue storture. I due fratelli e Lou sono delle persone comuni, senza molte risorse, e con un futuro che, malgrado la loro età non avanzata, sembra destinato a consumarsi in maniera anonima e mediocre. Smith riesce a descriverceli, un po’ alla volta, facendo in modo che appaiano davanti ai nostri occhi in tutta la loro vividezza.
Hank, dei tre, è quello che ha un percorso più ordinato e borghese. È riuscito a portare a termine gli studi, a trovare un lavoro impiegatizio (Lou lo chiama con sarcasmo “Ragioniere”) e a sposarsi con Sarah, la quale è in dolce attesa di una figlia. Jacob e Lou, invece, potrebbero essere definiti per sintetizzare due sbandati. Smith dedica particolare attenzione a Jacob, ridandoci la figura di un uomo vinto dalle circostanze, che da adulto non è ancora riuscito a trovarsi un lavoro rispettabile, e, soprattutto, non hai mai baciato una donna in vita sua. Un individuo incapace di farsi strada nel mondo e di assumersi le sue responsabilità. Hank prova verso di lui affetto, certo, ma si vergogna anche per i suoi limiti e le sue incapacità. Anche per Jacob, è chiaro, il denaro rappresenta l’unica possibilità di rivincita.
Lou, in questo contesto, è l’unico amico di Jacob, e il suo corrispettivo esistenziale. Smith mette in campo, con lui, un’altra figura di emarginato, un tipo ambiguo che campa attraverso espedienti e si barcamena come può. Da notare, comunque, che lo scrittore è abile a creare dei personaggi non facilmente classificabili: tutti e tre gli uomini riveleranno, nel corso della vicenda, una personalità complessa non facilmente incasellabile.
Il piano per tenersi i soldi, come recita il titolo, è semplice, o almeno dovrebbe esserlo sulla carta. Hank custodirà il denaro e, solo a distanza di tempo, una volta scampato il pericolo di andare incontro a qualunque tipo di guaio, ciascuno di loro potrà averne una parte e utilizzarlo a proprio piacimento. Tuttavia, varcata la soglia della legalità, entrando nel territorio di una fortuna immeritata, le conseguenze si riveleranno molto più complesse di come è possibile prevedere.
Il romanzo di Smith, dietro le vesti del thriller, vuole mostrare tutta l’avidità che si cela dentro l’animo umano. Un’avidità che passa sopra tutto – sopra i legami di sangue e di amicizia – che tutto può sacrificare di fronte all’altare dei soldi. Niente, infatti, andrà come i tre hanno pattuito. Subito dopo la scoperta, un anziano che stava per coglierli in flagrante verrà brutalmente eliminato. Ma non solo. Lou comincerà a chiedere con insistenza un anticipo su quello che gli spetta: ha bisogno di contanti per cercare di sanare i suoi debiti. La tensione sale di pagina in pagina. Tutto può crollare da un momento all’altro. Hank e la moglie Sarah, sua complice, capiscono che quell’uomo rischia di mandare a monte i loro piani e di farli scoprire. Devono fare qualcosa per uscirne incolumi.
Da qui in poi il romanzo di Smith mette al centro la trasformazione di Hank, un uomo qualunque che, pur di salvare se stesso, non esita a compiere una serie di omicidi, in una spirale di violenza brutale e insensata. I crimini che egli compie, peraltro, lasciano dentro di lui ben pochi sensi di colpa. Il denaro, dunque, diventa un vero e proprio detonatore, capace di innescare la miccia, di portare alla luce ciò che di nefasto ciascuno cova potenzialmente dentro di sé.
Smith ha la capacità non comune di immergere il lettore in un mondo alieno da cui è difficile distaccarsi. La sua prosa magnetica non perde mai tensione, descrivendo un microcosmo fatto di bassezze e sotterfugi, di sogni e prospettive irrealizzabili. Un microcosmo che rispecchia il mondo intero, dove la fortuna che si ottiene per caso, senza alcun merito, si trasforma facilmente nel suo opposto.
Il lettore è tentato di empatizzare col protagonista, nonostante le azioni malvagie da lui compiute, non solo perché è colui che racconta la storia, ma anche perché il suo sogno – quello di lasciare un lavoro banale, e di condurre una vita privilegiata, in qualche lontano altrove – è di fatto condivisibile. Tutto questo, evidentemente, si basa su un profondo pessimismo, il vero nucleo di questo racconto. Non siamo artefici del nostro destino; siamo nelle mani del caso e di accadimenti fuori dalla nostra portata.
Questo romanzo di Smith ha avuto (come il suo secondo, intitolato Rovine) ottimo successo di pubblico e critica. Possiamo solo sperare che egli riprenda, presto o tardi, la strada del romanzo, vista la sua capacità di regalarci storie così intense e ammalianti.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un piano semplice
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