- Autore: Gianluca Meis
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Graphe.it edizioni
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788893722711
Un grandissimo interprete del nostro teatro, un maestro del palcoscenico. In Un graffio elegante (Graphe.it, 2026), Gianluca Meis ripercorre la vita di Paolo Poli e raccoglie testimonianze, recensioni e memorie legate a un uomo garbato e nobile qual era. Lo ricordo da ragazzina nei programmi della Tv di allora in bianco e nero, per poi capirne la grandezza e unicità negli anni avanti. Sorprendeva con i suoi travestimenti femminili, personaggi indimenticabili di parodie di romanzi, con la sua voce dal sapore del gioco e le sue aggraziate movenze. Un omaggio sentimentale, scrive Gianluca Meis, per la gioia che gli dava vederlo a teatro, il fascino esercitato nelle conversazioni avute, la sorpresa di sentirsi canticchiare ancora dopo quarant’anni Il grillo e la formica e La madre dell’alpino.
Prima di avere un corpo e un nome per me Paolo Poli è stato soprattutto una voce. Quella di tante fiabe ascoltate da bambino e riprodotte da un mangiadischi che aveva un che di magico. Cenerentola, le storie classiche di Fedro, le filastrocche dei bambini buoni e le filastrocche dei bambini cattivi.
Gianluca Meis, laureato in psicologia, vive e lavora a Padova; ha pubblicato racconti e saggi, è presidente regionale di Acli Arte e Spettacolo Veneto e per la sua attività di drammaturgo ha ricevuto diversi riconoscimenti.
Apre il libro un bellissimo ritratto di Paolo Poli di Stefania Morgante, un viaggio nel mondo di un attore indimenticabile per molti di noi, di una generazione che lo seguiva e lo amava, e un’opportunità di conoscenza per chi non ha avuto questa occasione. Paolo Poli era elegante, raffinato, con indosso il suo inseparabile papillon, un uomo molto colto, dal linguaggio toscano e dall’età indefinibile.
Amava sorseggiare un te con Ionesco, Savinio, discutere con Apuleio di moralità e di trine e merletti con Gozzano.
Istrionico, arguto e brillante, era capace di sorprendere e disorientare. Con il suo lavoro affascinava, era capace di trasmettere emozioni intense recitando una barzelletta o un drammatico monologo. Amava le donne e le figure femminili non erano caricature, ma un’arma satirica potente per evidenziare e denunciare i ruoli della donna nella società dell’epoca.
Costumista, mimo, scenografo, cantante, regista, impresario di se stesso, fantasista, trasformista, racchiudeva in sé le tante e originali espressioni artistiche: uomo orchestra, pierrot saltimbanco, omo di garbo, poeta. Era nato a Firenze e si era laureato in letteratura francese con una tesi sul teatro naturalista di Henry Becque. Dopo aver insegnato e lavorato in radio, intorno agli anni Cinquanta si affermò nei piccoli teatri cittadini per poi scegliere la sua strada di interprete anticonformista. Natalia Ginzburg lo descrisse come un esile giovanetto che cantava e alzava nell’aria le sue lunghe braccia; la sua gentilezza sembrava rispondere a un’armonia intima, i suoi travestimenti erano meravigliosi.
Sono tante le rappresentazioni nella sua carriera, dal 1958 agli ultimi lavori; da Beckett a Prévert, da Feydeau ad Adamov, da Giordano Bruno a Marinetti, da Vittorio Alfieri a Queneau, da Moravia a Jonathan Swifh, per citarne solo alcuni. Nonostante la critica lo accolse con stroncature, molti tra intellettuali e pubblico divennero suoi affezionati. Tullio Kezich scrisse di lui per la rivista Settimo giorno:
Immaginate di possedere un bel quadro e di non avere una parete alla quale attaccarlo. Questa è precisamente la situazione del teatro italiano di fronte a un fantasista come Paolo Poli.
Le sue ceneri riposano a Firenze, nel cimitero delle Porte Sante a San Miniato, e per suo desiderio insieme ai resti del fratellino Cesare morto all’età di quattro anni nel 1938. Chi si trovi a passare di là, scrive la sorella Lucia, potrà vedere il vecchio e il bambino che si tengono per mano.
Un graffio elegante è un libro che celebra Paolo Poli, un indimenticabile e iconico uomo di teatro che non amava definirsi attore, con tutta la sua genialità, l’ironia e la sua raffinata comicità.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un graffio elegante. Paolo Poli e l’arte della leggerezza
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