Raccontare il passato, in un suo momento particolare, attraverso lo sguardo, il pensiero e l’azione dei suoi protagonisti. È il modo migliore, secondo Andrea Frediani, per appassionare alla storia anche chi “la detesta fin dalla scuola”. Ed è la tecnica che il narratore romano riconosce alla scrittrice americana Barbara Tuchman, un esempio geniale rimasto però inimitato, fino al suo epigono italiano, Luigi Barnaba Frigol, autore di recente del saggio Un anno nel Medioevo. 12 mesi a tu per tu con personaggi illustri e ordinari dell’Età di Mezzo, pubblicato dalla casa editrice romana Newton Compton (febbraio 2026, collana “I volti della storia”, 288 pagine).
Barbara Wertheim Tuchman (1912-1989) era una giornalista e storica autodidatta, autrice nel 1978 di A distant mirror (Il disastroso XIV secolo), in cui proponeva gli eventi, gli usi e i costumi di una società lontana da noi, ricorrendo a una singolare visione in soggettiva del 1300. È quello che ha voluto ripetere il giornalista milanese e studioso di storia medievale (coetaneo del volume della collega newyorchese), riuscendo a far comprendere la vita dell’epoca “infinitamente meglio” di tanti altri “celebrati ma faticosi saggi”, come anticipa Freudiani nella prefazione,
Non deve sorprendere che solo il giornalista e scrittore milanese abbia seguito la traccia: dal momento che “un’operazione del genere” esige il ricorso in una stessa persona di una grande preparazione storica e di notevoli capacità narrative. Molti non hanno né l’una né le altre, pochi l’una o le altre, è raro chi possegga “tutto il pacchetto”. Frigoli è uno di questi: medievista e anche romanziere, la combinazione ideale per seguire le tracce della Tuchman, finalmente.
Il suo obiettivo, dichiarato nell’introduzione, è far descrivere la vita quotidiana dalle donne e dagli uomini del Medioevo (476-1492). Un risultato perfettamente conseguito, secondo Frediani: leggere questo saggio significa tornare indietro nel tempo, all’anno Domini 1299, e viverlo per intero, mese per mese, insieme ai sei personaggi “tipo” che lo vivono a loro volta, perfettamente calati nei rispettivi ruoli. Uno immaginario - la popolana -, cinque realmente esistiti, e rappresentano tutte le componenti della società di allora: il mercante, la suora, il soldato di ventura, la nobildonna e il cardinale.
L’anno va da gennaio al 31 dicembre, da freddo a freddo, quasi che si patisse sempre il gelo, come ha osservato la storica Chiara Frugoni nel suo A letto nel medioevo (2022). E segna uno spartiacque, alla vigilia del 1300 e del primo Giubileo della storia, voluto da Bonifacio VIII per riaffermare il potere della Chiesa sulla cristianità e del papa sugli altri sovrani. Comincia un nuovo secolo e si chiude col passato, ci si proietta verso il nuovo, il XIV, che sarà “tra i più densi, sconvolgenti, drammatici e al tempo stesso decisivi per il progresso dell’Occidente”.
Ogni mese vede in azione i sei personaggi nei rispettivi territori, alle prese con le proprie vicende, esigenze, problemi, obiettivi.
Bianca è la rurale anonima di Bobbio, nella Trebbia, figlia e moglie di un contadino, Domenico di mastro Francesco. Ha superato i trentacinque anni e messo al mondo due ragazzi di diciassette e quattordici anni, ottime braccia per la famiglia che vive del lavoro nei campi. Il cruccio della donna è non avere figliole. Ne ha partorite due, ma si sono spente appena venute alla luce, neanche il tempo di battezzarle. Lei stessa è sopravvissuta a stento al parto, non così la povera mamma, mai conosciuta. Da Bianca si apprende perciò, tra gli altri particolari, della mortalità infantile e dei rischi per le puerpere, dell’andamento delle stagioni colturali e dell’obbligo di spegnere i fuochi durante la notte per evitare incendi incontrollati. Camini e bracieri, anche nella loro modesta abitazione in campagna. Da qui il termine coprifuoco.
Ruggeri Spini, per tutti Geri, è (lo è stato davvero, come i quattro a seguire) un ricco e potente mercante fiorentino vissuto tra il XIII e il XIV secolo, banchiere prediletto del pontefice anagnino Caetani, Bonifacio VIII. È indispettito dal ricorrente scampanio, che a Firenze come altrove segna le giornate. È stata ripresa la scansione latina del dì dal sorgere del sole (ora prima), sulla quale si sono sovrapposte le fasi quotidiane canoniche della Chiesa, in cui per legge (canone) i religiosi si riuniscono a pregare e cantare. Otto momenti, annunciati da rintocchi di campane: mattutino (a notte fonda); lodi (all’incirca l’alba); ora prima (le 6); terza (le 9); sesta (mezzogiorno); nona (le 15); vespro (al tramonto); compieta (l’ultima orazione prima del riposo notturno).
La mistica Matilde di Hackeborn, anziana monaca afflitta da innumerevoli malanni, è tedesca, ora et labora nel monastero di Helfta, in Sassonia.
Ruggero da Fiore, figlio di un falconiere di Federico II, crociato, cavaliere del Tempio, soldato di ventura, marinaio e corsaro (1267-1305), capeggia una gualdana, una banda di guerrieri che soffre la cattiva stagione, periodo poco adatto ad azioni militari e guerre, il lavoro che assicura il loro sostentamento. Altrimenti tocca fare scorrerie intorno, ma si ricava poco, visto che il depredabile è già stato depredato.
La nobildonna ferrarese Beatrice d’Este, vedova di Nino Visconti di Gallura, va in sposa a Galeazzo Visconti di Milano (1268-1334).
Iacopo degli Stefaneschi, tra i cardinali più influenti della curia papale, è letterato, mecenate, cronista del primo anno giubilare e testimone privilegiato, già collaboratore di Celestino V poi tra i consiglieri più stretti di Bonifacio, che lo ha elevato alla porpora. Con lui si possono seguire dall’interno i riti che punteggiano l’anno solare, grosso modo uguali agli attuali ma di significato autentico e sorprendentemente diverso, nelle belle pagine di Luigi Barnaba Frigoli.
- Autore: Luigi Barnaba Frigoli
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un anno nel Medioevo
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