- Autore: Paola Presciuttini
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788860432308
Una donna medico nella seconda metà del Mille? A Salerno? Se tuttora è difficile affrontare il cancro, figuratevi nell’XI secolo, quando Trotula de Ruggiero disponeva soltanto di erbe per curare il marito Giovanni. È sempre difficile conciliare professione e lavoro per una moglie e madre, pensate se si nutre l’ambizione d’essere la prima ginecologa in Italia. Trotula è l’eccellente romanzo lungo che Paola Presciuttini ha dedicato a una protagonista al femminile di un millennio fa, alla quale si sente tanto emotivamente legata. Questa storia della prima donna medico d’Europa, viaggio emozionante tra medicina, coraggio e libertà, è pubblicata in nuova edizione da Marlin Editore di Cava dei Tirreni, Salerno (novembre 2025, collana “Vulcano”, 480 pagine).
Due donne, per un gran bel libro. “Non sono un medico, non sono una storica, non sono salernitana”, ma questo non ha impedito a Paola di trasformare in una fiammata di passione letteraria la scintilla scoccata nei confronti della sanatrix tra le mulieres della Scuola medica salernitana, che non precludeva la professione alle donne, nella cura delle malattie femminili e ostetriche, trascurata dai medici maschi.
Presciuttini si presenta sui social come scrittrice fiorentina che usa le parole per dipingere emozioni, tratteggiare sentimenti, illuminare. Si definisce una cantastorie, ha studiato lettere e filosofia, è stata allieva e collaboratrice di Dacia Maraini. Vive tra il capoluogo e la costa toscana, insegna scrittura creativa. Suoi testi teatrali sono stati rappresentati in Italia e all’estero. Ha pubblicato racconti in antologie e raccolte, scrive romanzi, tanti, dal 1994, ora esplorando tematiche storiche e sociali. Questo è apparso in origine nel 2014, per un altro editore, frutto di approfondimenti storici particolareggiati. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari e i suoi testi sono stati oggetto di letture, traduzioni, adattamenti e incontri in festival e università.
Di Trotula de Ruggiero si è a lungo dubitato che sia stata davvero una pioniera della medicina femminile e non un maschio (come qualcuno crede ancora). La sua esistenza però è attestata, sebbene la biografia sia contaminata da contenuti leggendari. Nata da nobile famiglia normanna salernitana, per prima si concentrò sulla fisiologia delle donne, studiando il corpo, la fertilità, le gravidanze, il parto, la contraccezione, finanche il piacere femminile, argomenti trascurati o respinti come tabù nella società del tempo. Fu pioniera anche nel considerare tra le ragioni d’infertilità di una coppia possibili responsabilità del maschio, da accertare. Le si devono due scritti principali (a lungo attribuiti a uomini): il De passionibus mulierum, Trotula maior manuale di ostetricia, che integrava medicina, estetica e psicologia, considerando la salute come equilibrio tra corpo, psiche e ambiente, e il De ornatu mulierum, Trotula minor, il più antico trattato di cosmetica, che contempla la bellezza come manifestazione di buona salute.
Paola descrive la Salerno del Mille come una comunità sorprendentemente evoluta, in tempi comunque disagevoli. Cosa significasse vivere allora è vividamente impresso nelle pagine del romanzo, fin dalle prime. Si pensi alle stagioni ricorrenti di siccità, una calamità pesante perfino per una famiglia ricca come i de Ruggiero. Dopo mesi senza precipitazioni, l’afa estiva induriva il terreno, lo rendeva improduttivo e la natura moriva di sete: i campi, gli animali, gli alberi, anche gli uomini e le donne, nonostante l’abbondanza d’acqua azzurra a perdita di vista a occidente. Ma quella è salata, non può dissetare, abbeverare, irrigare.
Si guardi Iuzzella, la popolana occupata come tata della piccola. Sua madre aveva fatto la nutrice, balia di Trotula per un anno, fin quando l’ennesima arsura grave non le aveva inaridito i seni, costringendola a trovare una risorsa segretissima per alimentare la bambina dei Signori de Ruggiero. Iuzzella, altra donna indimenticabile in questo romanzo, è l’esempio della vita grama della gente del popolo, sempre in salita, come lo era da secoli e lo sarà ancora per tanti altri.
Dal terzo capitolo, entra in azione un’altra voce narrante, che si alterna a Trotula. È Gerardo, il giovane tutore, assunto dal padre come precettore per rispondere alla “curiosità di sapere” della bambina, avviata così a un futuro che non le riserverà un lavoro oscuro, né la reclusione in un convento come suora o tra le pareti di un’abitazione, come moglie incolta. Rispetto alle altre donne, perciò, per male che possa andare sarà un successo, ma Trotula lamenta che gli ostacoli, i divieti, gli “impedimenti” che le sono stati opposti dopo l’infanzia le hanno spesso fatto rimpiangere “d’essere nata femmina”.
Paola rende la protodottoressa salernitana una bandiera del femminismo. Non è forse una severa, lucida, coraggiosa protesta il contestare, come fa la sanatrix (medico), che l’arte militare, i viaggi, gli abiti stessi siano la dimostrazione che essere maschio vuol dire godere di molte più libertà? Aggiunge che i sapienti autori dei testi medici della scuola salernitana sono tutti uomini,
quasi che le donne nel passato non fossero esistite e, se mai avessero vissuto su questa terra, nessuna di loro era stata capace di pensare niente di tanto interessante da essere scritto per tramandarlo ai posteri.
La morte della madre di parto la spinge a studiare la fisiologia femminile. Si unisce in matrimonio a un medico, Giovanni Plateario (saranno “colleghi” anche i due figli maschi).
Il desiderio d’indipendenza, emancipazione e parità ha risvolti non solo professionali (a vanto della sorprendente modernità della Scuola medica salernitana, impensabile per tanti secoli a venire, nonostante inevitabili resistenze). Sono anche sentimentali. Si vede la mano dell’autrice di teatro, unita alla fantasia della narratrice.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Trotula
Lascia il tuo commento