- Autore: Florence Knapp
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Garzanti
- Anno di pubblicazione: 2026
“Daresti la vita per tuo figlio?” le chiede il mondo in tono sommesso. Sì, l’ha fatto.
Questo interrogativo sta alla base della trama di Tre nomi di Florence Knapp, tradotto da Federica Merati per Garzanti (2026), un romanzo molto toccante che prende avvio da un’idea in verità abbastanza convenzionale, che viene tuttavia dall’autrice sviluppata in modo originale e attuale.
Alla nascita del proprio secondo figlio, Cora si reca all’anagrafe per registrarne il nome; nel corso del romanzo si sviluppano quindi tre trame parallele sulla base di ciascuno dei tre nomi che Cora darà al proprio figlio - in un intreccio che molto ricorda sia il romanzo 4321 di Paul Auster, sia il film del 1998 con Gwyneth Paltrow “Sliding doors”.
I tre nomi “in ballo” sono Gordon - l’unico voluto dal marito di Cora, che pure si chiama Gordon, un uomo autoritario e violento che intende imporre senza possibilità di replica la propria scelta del nome per il figlio maschio, e perpetuare così una tradizione familiare. Ove tutti i vicini di casa vedono in Gordon "il marito ideale: premuroso, realizzato, vestito sempre in modo impeccabile, atletico, un buon padre", il lettore invece scopre in questo personaggio una personalità opprimente, che non dà spazio ai pensieri e desideri della moglie e che impone in casa le proprie leggi con la violenza. Cora vive una situazione di terrore fra le mura domestiche: “c’era sempre un dettaglio che lo faceva arrabbiare. Inezie, come la televisione lasciata in pausa o la cena pronta in ritardo”.
Altro nome che Cora potrebbe scegliere per il figlio è Julian, “che vuol dire padre del cielo”; è un nome che Cora ama e per il quale riesce a individuare anche una giustificazione, proponendolo al marito come una celebrazione del suo valore di padre per il suo significato.Al lettore questo sembrerà un appiglio traballante, e purtroppo anche a Gordon.
Infine c’è Bear, il nome “tutto morbido, coccoloso e gentile” che suggerisce Maia, la prima figlia di Cora e Gordon, per il fratellino neonato.
La scelta del nome può essere importante per alcune persone come segnale di tradizione, per altri invece scegliere un nome diverso rappresenta una liberazione: il romanzo prosegue su tre binari paralleli a seconda del nome che il bambino riceverà, procedendo nella narrazione dalla nascita nel 1987 fino al 2022, con salti temporali di 7 anni in 7 anni. Il denominatore comune alle tre storie del bambino, poi giovane studente, poi uomo maturo, è la violenza sulle donne - in modo tale per cui l’idea della trama sliding doors sui tre nomi scelti appare essere in verità quasi un pretesto per descrivere sia le violenze pesantissime subite da Cora, sia il suo rapporto con i figli Maia e Gordon / Julian / Bear. Florence Knapp analizza con occhio attento il rapporto genitori-figli e come l’educazione e il modello genitoriale possano diversamente influire sulla loro crescita; la trama è intensa e dolorosa, lo stile narrativo dell’autrice è scorrevole e l’impianto del romanzo risulta comunque originale, benché come si diceva già visto e letto.
Incuriosisce peraltro nella lettura delle tre sottotrame scoprire lo scenario che di volta in volta l’autrice propone, nonché l’esito della scelta del nome nella vita dei personaggi: la vicenda è estremamente semplice da un lato per l’idea non innovativa, eppure dall’altro molto complessa, perché il tema analizzato risulta essere attuale e affrontato sia nell’evidenza (violenza, lividi, ferite, mortificazione della donna) che nei risvolti psicologici - sia di Cora che quella violenza subisce, sia dei figli che vi assistono. Florence Knapp parla della paura che una donna può provare quando vive con un mostro in casa, del dolore che affronta, del coraggio di andare avanti per proteggere il futuro dei propri figli. Ed è per questi temi che ritengo centrale quella domanda che riecheggia fra le pagine: “Daresti la vita per tuo figlio?”.
Florence Knapp (Australia, classe 1977) attualmente vive e lavora nei pressi di Londra; esordiente nel mondo della narrativa, con il romanzo Tre nomi regala un libro dolorosissimo e al contempo delicato e coraggioso, sulla forza e sulla possibilità di rinascita.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tre nomi
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