Tenente dei panzer. I combattimenti in Russia e sul fronte occidentale di un Leutnant della Ricognizione corazzata. 1941-1945
- Autore: August von Kageneck
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
August von Kageneck (1922-2004), ufficiale delle forze corazzate tedesche in Russia e sul fronte occidentale (9a Panzer-Division e Panzer-Lehr), è stato un combattente coraggioso e un testimone obiettivo di quanto accadeva in guerra. Di famiglia aristocratica renana, arruolato per il III Reich come altri quattro fratelli e protagonista anni dopo della riappacificazione tra Francia e Germania, non ha mai nascosto i crimini di guerra della Wehrmacht, commessi non solo da nazisti, SS ed Einsatzgruppen, i reparti addetti allo sterminio nelle retrovie ucraine. Italia Storica, marchio editoriale dell’Associazione culturale genovese omonima, ha scoperto non molti mesi fa l’autobiografia, Tenente dei panzer. I combattimenti in Russia e sul fronte occidentale di un Leutnant della Ricognizione corazzata. 1941-1945, proposta nella traduzione di Camilla Scarpa e a cura dell’infaticabile editore Andrea Lombardi (luglio 2025, 232 pagine, di cui 60 nell’inserto in appendice di foto d’epoca in bianconero su carta patinata).
“Dall’ebbrezza della vittoria, all’umiliazione della disfatta finale”: l’ex staffetta esplorante delle armate corazzate germaniche, nipote di von Papen e figlio di un aiutante di campo dell’ultimo kaiser, ha pubblicato le sue memorie di guerra nel 1994, in Francia. L’intenzione era di scrivere a quattro mani con un amico francese, che aveva combattuto nel campo avverso ed era stato arrestato, torturato, deportato dai tedeschi. Voleva così rafforzare il significato del libro: raccontare, evidenziare, rivelare, per contribuire a scongiurare il ripetersi di una simile tragedia. Si è accorto tuttavia che non era più necessario: la riconciliazione tra i due popoli si era verificata spontaneamente, “come per incanto”. Aveva colto i segni fin dall’arrivo a Parigi, nel 1955. Giornalista, nutriva sulle prime una certa apprensione, perché la guerra era finita solo da un decennio, ma l’accoglienza ricevuta aveva dissipato ogni dubbio.
L’ho dunque scritto da solo e il mio unico intento è quello di far comprendere come e perché la Germania sia diventata, per dodici anni, la vergogna del genere umano...
In trent’anni di vita in Francia, come corrispondente di testate tedesche, dice d’essersi reso conto comunque dell’impossibilità di far dimenticare gli errori di un popolo, il proprio, che perse la testa improvvisamente, attirando su di sé alla fine le conseguenze della propria follia devastatrice. Nel corso di dispute interminabili con amici francesi, lunghe conversazioni con la moglie bretone e ospitate in trasmissioni tv, si è sempre sforzato di spiegare il fenomeno del nazionalsocialismo tedesco.
Ha tentato di rintracciare la genesi della pazzia generale in un paese stroncato da una sconfitta mai accettata, avvilito da un trattato di pace considerato umiliante, abitato da gente traumatizzata da una gravissima crisi finanziaria ed economica, ossessionata dalla paura del comunismo e ancora legata a miti come la dignità nazionale, il prestigio della Grande Germania, il ruolo di potenza. Un popolo che ha sempre avuto un senso troppo spiccato della disciplina, dell’obbedienza senza riserve, del conformismo.
Accorgendosi di non riuscire a convincere, ha sentito l’obbligo di testimoniare. La sua classe di leva tedesca, 1922, è quella che ha versato più sangue durante la guerra, fino al 1945. Nel Reggimento di cavalleria di Bamberg erano in sei coetanei volontari, solo due sono tornati. Aveva cinque anni, quando fu costretto a scoprire il capo davanti alla bandiera francese, nella sua Renania. Undici, quando Hitler prese il potere. Quattordici, quando l’esercito tedesco rimise piede a sinistra del Reno. Diciassette, quando si arruolò, nel dicembre 1939. Diciotto, quando invase la Russia, travolgendo le difese all’avanguardia della sua Divisione Panzer. Ventitré, quando la guerra lo richiamò di nuovo, nonostante le tre ferite subite.
Ha frequentato i salotti dei grandi a Berlino, a Potsdam, la casa di un figlio del kaiser, è stato nel rifugio sotterraneo di Ribbentrop, ha subìto i rigori disumani delle steppe russe, scrutato le rive del Don, percorso le Ardenne innevate, vissuto le notti di bombe e fiamme nelle grandi città tedesche.
Un film folle, indimenticabile. Due fratelli uccisi, uno alle porte di Mosca, l’altro sopra Tobruk. E i campi, gli ebrei? Cosa se ne sapeva? Cosa si poteva fare per opporsi? Interminabile esame di coscienza, senza risposte.
Ecco il significato di queste memorie, un documento tanto storicamente oggettivo quanto decisamente drammatico, sotto tanti aspetti. Una presa di coscienza, tardiva ma non superflua. Von Kageneck riconosceva di appartenere a una generazione che ha vissuto l’ultima grande guerra tradizionale in Europa. I due o tre conflitti europei, 1870-1871, 1914-1918 e 1939-1945, sono sono stati innescati dall’antagonismo tra francesi e tedeschi, “dallo stupido, tragico” e vano avvicendarsi delle ambizioni su una riva e sull’altra del Reno. Ora,
le ambizioni sono estinte, l’antagonismo non ha più senso. Ai due grandi popoli vinti di questo secolo non rimane che lavorare, insieme. Nulla potrà più cambiare questo stato delle cose... il tempo delle armi è finito.
Considerazioni condivisibili, alla base del sogno dell’Europa unita, diventato realtà, sebbene un despota orientale stia facendo di tutto per farci risvegliare bruscamente dal sonno pacifico. Non è lombrosianamente segnato nell’aspetto dalla sua protervia, come lo erano invece Hitler e Stalin, ma nutre anche lui insidiose ambizioni imperialiste ed è letteralmente seduto sopra un arsenale di distruzione di massa che potrebbe cancellare più volte la vita nel pianeta.
Facciamo tesoro della testimonianza di August von Kageneck, finché siamo in tempo.
Tenente dei panzer. I combattimenti in Russia e sul fronte occidentale di un Leutnant della Ricognizione corazzata, 1941-1945
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tenente dei panzer. I combattimenti in Russia e sul fronte occidentale di un Leutnant della Ricognizione corazzata. 1941-1945


Lascia il tuo commento