Nella storia della letteratura neanche si contano gli autori che hanno posto al centro delle loro opere l’estate, né è inusuale che la bella stagione sia accostata a tematiche amorose.
Fra i poeti e scrittori più prolifici da questo punto di vista, c’è la statunitense Louise Glück, Nobel per la Letteratura nel 2020, che in Summer racconta l’evolversi naturale di un rapporto di coppia: all’inizio della storia il principale collante tra i due è la passione, con il passare del tempo, invece, il desiderio lascia il posto alla serena accettazione l’uno dell’altra. Il tutto senza drammi, e non solo per il fatto che si tratta di una situazione assai comune, ma anche perché forse, proprio quando la passione va scemando, crescono altri aspetti e sentimenti non meno importanti per la coppia o, ci azzardiamo a dire, l’amore più vero è proprio questo.
La poesia è pubblicata nella raccolta The Triumph of Achilles (Il trionfo di Achille), pubblicata nel 1985 e tradotta in Italia da Damiano Abeni nel numero 75 di «Nuovi Argomenti».a
Analizziamo Summer e scopriamo il messaggio che Glück vuole trasmettere ai suoi lettori.
“Summer”: testo in lingua originale della poesia
Remember the days of our first happiness,
how strong we were, how dazed by passion,
lying all day, then all night in the narrow bed,
sleeping there, eating there too: it was summer,
it seemed everything had ripened
at once. And so hot we lay completely uncovered.
Sometimes the wind rose; a willow brushed the window.But we were lost in a way, didn’t you feel that?
The bed was like a raft; I felt us drifting
far from our natures, toward a place where we’d discover nothing.
First the sun, then the moon, in fragments,
stone through the willow.
Things anyone could see.Then the circles closed. Slowly the nights grew cool;
the pendant leaves of the willow
yellowed and fell. And in each of us began
a deep isolation, though we never spoke of this,
of the absence of regret.
We were artists again, my husband.
We could resume the journey.
“Summer”: traduzione della poesia
Ricordo i giorni della nostra prima felicità,
quant’eravamo forti, storditi di passione,
sdraiati tutto il giorno, poi tutta notte sul letto stretto,
a dormire, mangiare anche: era estate,
sembrava che tutto fosse maturato
d’un tratto. E così caldo che giacevamo completamente scoperti.
A volte si alzava il vento; un salice sfiorava la finestra.Ma, in certo qual modo, eravamo persi, non lo sentivi?
Il letto era una zattera; sentivo che andavamo alla deriva
distanti dalle nostre nature, verso un luogo dove non avremmo scoperto nulla.
Prima il sole, poi la luna, a frammenti,
rifulgevano nel salice.
Cose che chiunque avrebbe potuto vedere.Poi i cerchi si chiusero. Piano le notti si fecero fredde;
le foglie pendule del salice
ingiallirono, caddero. E in ciascuno di noi iniziò
un profondo isolamento, anche se non ne parlavamo,
di questa assenza di rimpianto.
Eravamo di nuovo artisti, marito mio.
Potevamo riprendere il cammino.
“Summer”: metrica e figure retoriche
Summer è scritta in versi liberi e non segue una metrica regolare. Per quanto riguarda il tono, esso è piuttosto intimo, confidenziale e prosastico, somigliante a un dialogo (con il partner). La lettura è frequentemente interrotta dai numerosi segni di punteggiatura ed enjambement, tesi principalmente ad aumentare la tensione emotiva del testo.
Tra le principali figure retoriche presenti ci sono:
- similitudine: "The bed was like a raft" (Il letto era come una zattera);
- metafora: l’estate rappresenta il culmine della passione che lega i due amanti, mentre l’avvicinarsi dell’autunno e il conseguente raffreddarsi delle notti simboleggiano lo spegnersi del desiderio;
- simbolismo naturale: sono presenti versi in cui compaiono elementi naturali che combaciano con lo stato d’animo degli amanti e con il mutare del sentimento che li unisce, quali “willow” (salice) e “leaves” (le foglie che diventano gialle);
- domanda retorica: “But we were lost in a way, didn’t you feel that?” (“Ma, in certo qual modo, eravamo persi, non lo sentivi?”).
“Summer”: l’amore, come le persone, cambia nel tempo
Attraverso semplici descrizioni naturali e termini attinti dalla quotidianità, in Summer la poetessa americana Louise Glück riflette sull’andamento di una relazione amorosa, descrivendo un verso dopo l’altro i cambiamenti che la riguardano. La storia fra i due amanti comincia nel pieno dell’estate e si caratterizza per la passione travolgente ma si trasforma completamente all’arrivo dell’autunno: con il passare del tempo il trasporto svanisce e all’interno della coppia si crea una certa distanza.
In Summer, Glück intende mostrare come le persone cambino con il tempo e lo fa alternando felicemente momenti personali ad altri più generali e ampi, che riguardano l’amore e la creatività in genere: per gli amanti protagonisti della poesia si passa dalla passione sfrenata e totalizzante alla ritrovata indipendenza artistica e a una riacquistata crescita personale.
Durante un’estate rovente sotto tutti i punti di vista, una coppia si ama ardentemente; al momento il rapporto è travolgente, vivono nello stesso angusto letto giorno e notte, non si separano mai eppure, stranamente, entrambi avvertono un’inspiegabile sensazione di allontanamento reciproco (come una zattera alla deriva). Man mano che la bella stagione viene meno, cedendo il passo all’autunno, allo stesso modo la relazione va come spegnendosi; fra i partner si instaura una certa forma di isolamento ma non ne fanno drammi, anzi.
I due non hanno rimpianti né risentimento né, meno ancora, rabbia, poiché la nuova situazione sembra avergli concesso il privilegio di ritrovare se stessi: tornano al loro lavoro creativo con recuperato estro e si preparano a proseguire insieme sul cammino della vita.
In pratica, in Summer le emozioni umane sono indissolubilmente legate all’andamento delle stagioni: tutto è ciclico ed è naturale che sia così. Si tratta, potremmo dire, di un componimento tanto semplice quanto onesto, il cui senso profondo sta nel ricordarci che il tempo cambia tutto, le persone come le cose e persino, spesso, il nostro modo di vedere l’esistenza. Ciò significa che in qualsiasi aspetto della vita, il "per sempre" è una speranza che abbiamo tutto il diritto di avere ovviamente, ma senza mai dimenticare che in natura tutto ha un inizio e una fine e si ripete ciclicamente, pertanto potrebbe anche non essere così. Tutto svanisce, e questo vale anche per ciò che appartiene all’umano.
La poesia di Glück, in sostanza, ci ricorda che i cambiamenti sono normali e ci comunica un messaggio di speranza e di positività spingendoci ad accettarli e a cogliere il buono che possono offrirci, sempre. Perché anche quando tutto cambia si può e si deve andare avanti: magari sarà meglio di prima.
Recensione del libro
L’iris selvatico
di Louise Glück
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Summer”: l’estate in poesia di Louise Glück come termometro della passione amorosa
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