Copertina del libro 60 Years Later e disegno che ritrae J.D. Salinger riportato sulla copertina del Time (1961, pubblico dominio da Wikimedia)
Nel 2009 J.D. Salinger, a novant’anni, fece causa a uno scrittore svedese davanti a un tribunale federale di Manhattan per bloccare la diffusione di 60 Years Later: Coming Through the Rye, il sequel non autorizzato de Il giovane Holden (titolo originale: The Catcher in the Rye), che vedeva protagonista Holden Caulfield all’età di 76 anni. Il personaggio originale del grande romanzo di Salinger, pubblicato nel 1951, era un ribelle disilluso dell’età di 16 anni che veniva espulso dal collegio e passava tre giorni a vagare per le strade di New York.
Eppure, nel 2009, qualcuno aveva deciso di farlo invecchiare senza chiedere il permesso al suo creatore.
Ripercorriamo insieme la storia del processo contro l’autore del finto sequel de Il giovane Holden.
J.D. Salinger: dalla reclusione volontaria al tribunale
La reclusione volontaria di Salinger è uno dei capitoli più affascinanti della storia culturale del Novecento. La sua non era solo timidezza ma una scelta radicale di invisibilità che portò avanti con assoluta dedizione e che lo rese una leggenda.
Dopo il successo de Il giovane Holden, nel 1953 Salinger voltò definitivamente le spalle a Manhattan per trasferirsi nei boschi isolati di Cornish, nel New Hampshire. Smise di pubblicare nel 1965, rifiutò interviste e perfino che le ristampe dei suoi libri avessero una sua foto.
Il silenzio dell’autore diventò parte del libro.
Peccato che la reclusione avesse per Salinger un’eccezione: toccare le pagine dei suoi romanzi. Lo aveva già fatto negli anni Ottanta contro Ian Hamilton. Nel 2009, a novant’anni, tornò in tribunale per un caso strano: qualcuno aveva fatto invecchiare il giovane Holden.
60 Years Later: Coming Through the Rye: contenuto e autore del finto sequel de Il giovane Holden
A turbare la quiete di Salinger fu Frederik Colting, scrittore svedese che pubblicò il suo romanzo con lo pseudonimo John David California, le cui iniziali sono un’allusione evidente. Il libro in questione si intitolava 60 Years Later: Coming Through the Rye, uscito in Inghilterra nel 2009.
Il protagonista è un “giovane” Holden di 76 anni, che nel libro si chiama “Mr. C”. Vaga ancora per New York, ritrova vecchi amici e la sorella Phoebe. Fin qui sembra un sequel in piena regola. Poi compare la novità metanarrativa: nel romanzo compare un Salinger, novantenne perseguitato dalla sua creatura, che, come un Victor Frankenstein, vuole liberarsene ed eliminarla. Alla fine, lo scrittore scopre di non riuscire ad ucciderlo e lo lascia libero.
Per Salinger il libro era un seguito non autorizzato: Mr. C è Holden, e a dimostrarlo bastava il marketing. La quarta di copertina britannica parlava di “un meraviglioso seguito di uno dei nostri classici più amati”, e lo stesso Colting, intervistato dal Guardian, diceva che il protagonista era “ancora Holden Caulfield”.
Salinger in tribunale per difendere il giovane Holden
L’intero processo ruotava attorno a una domanda: un ormai “vecchio” Holden aveva il diritto di uscire di nuovo a spasso per New York, dalle pagine di un altro libro?
Il paradosso è che nel falso seguito c’è un Salinger di finzione che vuole uccidere Holden ma non ci riesce. Nella vita reale l’autore in carne e ossa scese in tribunale per fare esattamente l’opposto: mantenerlo in vita a tutti i costi, esattamente com’è.
Colting dichiarò che il suo libro 60 Years Later: Coming Through the Rye non fosse un sequel de Il giovane Holden ma un "esame critico" del rapporto tra un autore e la sua creatura, una specie di saggio in forma di romanzo. Nel luglio 2009 la giudice Deborah Batts non gli credette e vietò la diffusione del libro negli Stati Uniti. Poi Salinger morì, nel gennaio 2010, e di lì a poco la Corte d’appello rimise tutto in discussione, senza però dire che il libro fosse lecito. Alla fine la partita si chiuse con un accordo: nel 2011 Colting rinunciò a pubblicare il libro in USA e Canada fino a quando Il giovane Holden non entrerà nel pubblico dominio.
Resta un’ironia finale. Salinger è riuscito a far rimanere Holden l’eterno sedicenne di New York, ma il copyright non dura per sempre. Il giovane Holden pubblicato il 16 luglio 1951, dovrebbe essere di pubblico dominino, negli Stati Uniti, nel 2047. Quel giorno potrà invecchiare e probabilmente lo farà.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il “falso sequel” de “Il giovane Holden” che fece infuriare J.D. Salinger: come finì la battaglia legale?
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