- Autore: Carlo Frapiccini
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Alla Maggiolina, quartiere residenziale di Milano, tutto sembra immobile. Le villette ordinate, le strade tranquille, il silenzio quasi irreale di una zona lontana dal caos del centro restituiscono l’idea di una quotidianità protetta, senza scosse. Carlo Frapiccini sceglie proprio questo scenario per ambientare Sul sentiero del gatto. Il delitto della Maggiolina, romanzo pubblicato nel 2025 da Fox&Sparrows Edizioni, e fin dalle prime pagine chiarisce che dietro quell’apparente serenità si nasconde qualcosa di molto più fragile.
La vicenda prende avvio da un dettaglio minuscolo: un gatto che vaga fuori dal cancello di casa, quando non dovrebbe trovarsi lì. Franco Imelio, il protagonista, lo riconosce subito. È Ernesto, il gatto dei coniugi Ganzer. Da quel momento il romanzo cambia direzione e il lettore viene trascinato dentro un delitto che rompe il silenzio della Maggiolina e costringe tutti i personaggi a confrontarsi con ciò che avevano nascosto fino a quel momento.
Franco è un uomo che vive in modo metodico, quasi meccanico. Ha quarant’anni, lavora in una multinazionale, corre ogni mattina, evita rapporti troppo stretti con i colleghi, riempie le giornate di abitudini ripetute per non lasciare spazio ai pensieri. La sua non è una vita serena, ma una forma di sopravvivenza ordinata, costruita attorno alla necessità di non sentire troppo. La relazione clandestina con Giovanna Ganzer rappresenta l’unico elemento capace di incrinare questa corazza. Per lui Giovanna non è soltanto una donna amata: è la possibilità concreta di immaginare un’esistenza diversa, meno vuota, meno silenziosa. Quando lei viene uccisa, insieme al marito, non crolla soltanto un rapporto. Crolla l’idea stessa che Franco aveva costruito di sé e del proprio futuro.
Il romanzo si muove così dentro una dimensione molto più emotiva che investigativa. L’indagine c’è, naturalmente, e accompagna tutta la narrazione, ma ciò che resta davvero è il modo in cui Frapiccini racconta il dolore, la solitudine e la sensazione di essere arrivati troppo tardi. Tutti i personaggi sembrano vivere in una condizione di sospensione, come se rimandassero continuamente le decisioni importanti: lasciare una persona, confessare un sentimento, cambiare vita, affrontare una verità scomoda. Il delitto interrompe questo equilibrio precario e obbliga ciascuno a fare i conti con ciò che aveva evitato.
Milano riflette perfettamente questo stato d’animo. Non è la città brillante e dinamica che spesso compare nei romanzi contemporanei. Qui appare spenta, dominata dal lavoro, dalle abitudini, da una continua ricerca di controllo. Franco attraversa quartieri, bar, strade, uffici e case come se si muovesse dentro uno spazio che non lascia margine all’imprevisto. In questo senso la Maggiolina non è soltanto un luogo geografico: diventa il simbolo di vite ordinate solo in superficie, dove basta poco perché tutto si incrini.
Tra le figure meglio costruite c’è quella del Commissario Laura Caneva. Quando compare per la prima volta, sembra incarnare il ruolo della poliziotta dura, fredda, quasi infastidita dalle fragilità altrui. Nei dialoghi con Franco mostra un atteggiamento diretto, spesso brusco, che contribuisce a creare una tensione continua tra i due personaggi. Con il passare delle pagine, però, il suo profilo si arricchisce di dettagli che la rendono molto più inquieta e meno lineare di quanto sembri all’inizio. Frapiccini evita di costruire personaggi netti, facilmente leggibili. Tutti custodiscono qualcosa, tutti mostrano una faccia e ne nascondono un’altra.
La scrittura segue questa impostazione. Non cerca l’effetto adrenalinico o il colpo di scena continuo; si concentra piuttosto sulle atmosfere, sui dettagli quotidiani, sui silenzi, sui piccoli oggetti che riempiono le case e i bar, sui temporali estivi, sulle canzoni, sulle luci della città. È una prosa che rallenta spesso per soffermarsi sui pensieri del protagonista e sui suoi ricordi, ma lo fa con coerenza, mantenendo sempre saldo il senso di inquietudine che attraversa il libro.
Il gatto Ernesto, presenza discreta ma decisiva, finisce per diventare qualcosa di più di un semplice elemento narrativo. È ciò che mette in moto la storia, ma è anche il simbolo di una verità che continua a muoversi silenziosamente ai margini, finché qualcuno non decide di seguirla.
Sul sentiero del gatto. Il delitto della Maggiolina è un romanzo che utilizza il giallo per parlare di perdita, rimpianto, dipendenza affettiva e incapacità di cambiare. Più che la ricerca del colpevole, conta il modo in cui i personaggi arrivano a guardare dentro se stessi. Carlo Frapiccini costruisce così una storia in cui il delitto non rappresenta soltanto un fatto di cronaca, ma il punto esatto in cui le vite dei protagonisti smettono di poter fingere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Sul sentiero del gatto. Il delitto della Maggiolina
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