- Autore: Uketsu
- Genere: Horror e Gotico
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788806268299
Tradotto in 30 Paesi, è stato recentemente pubblicato in Italia da Einaudi, nella collana Stile Libero e con la traduzione di Stefano Lo Cigno, Strani disegni di Uketsu. Molto diverso da qualsiasi tipo di narrativa giapponese a cui siamo abituati, a contribuire al fascino di questo libro è sicuramente anche l’alone di mistero che avvolge il suo autore. Uketsu è infatti lo pseudonimo di uno youtuber da milioni di visualizzazioni. Di lui non sappiamo niente: nei suoi video compare sempre con una tuta nera e una grezza maschera di carta pesta bianca che cela il suo volto, mentre una voce sintetizzata e infantile ci restituisce le sue parole. I suoi video spaziano da montaggi di scene dall’atmosfera perturbante o eccentrica, disegni e diagrammi, a volte accompagnati dal racconto di una storia, a volte senza alcun commento, lasciando allo spettatore la libera interpretazione di quello che vede.
La scelta della maschera bianca rimanda a riferimenti tradizionali della cultura giapponese, come le maschere del teatro Nō, capaci di modificare la propria espressione a seconda della bravura dell’attore di inclinare il corpo e sfruttare l’illuminazione, ma dotate anche di una funzione di mediazione, permettendo agli uomini di incarnare entità superiori e costruire un punto di incontro tra mondo spirituale e terreno. Tra i riferimenti più attuali è impossibile non pensare al personaggio di Kaonashi (Senza Volto) in "La città incantata" di Hayao Miyazaki; probabilmente proprio lui rappresenta maggiormente quegli aspetti umani che Uketsu sembra interessato a indagare. Kaonashi, per stessa definizione del suo creatore, è una divinità vagabonda, slegata dalla tradizione giapponese, che vuole piuttosto rappresentare il Giappone contemporaneo e le sue contraddizioni; alla ricerca del proprio posto nel mondo e di comprensione, Kaonashi è un’entità solitaria che si muove tra bene e male, quasi incapace di coglierne le differenze.
E proprio nei recessi dell’animo umano sembra volerci portare Uketsu con il suo thriller psicologico Strani disegni. I personaggi del romanzo, un po’ come Senza Volto, sono alla ricerca di qualcosa: affetto, attenzione, una posizione sociale, il soddisfacimento dei propri bisogni, ma in questa loro ricerca sono spesso incapaci di capire i segnali, si scoprono inadeguati, manchevoli. In loro il confine tra bene e male, tra amore e violenza sfuma in una zona grigia in cui mantenere l’equilibrio richiede di sacrificare qualcosa o qualcuno.
Il libro inizia con una sorta di prologo in cui, durante una lezione universitaria, una psicologa mostra alla classe il disegno di una bambina che all’età di unici anni aveva ucciso la madre e che le era stata affidata per un percorso di rieducazione. Questo disegno, così come gli altri che compariranno nella storia, compare tra le pagine del libro, in modo tale che il lettore, con questa sorta di “prima lezione” di interpretazione, riceve i mezzi per partecipare attivamente, calandosi completamente all’interno della storia. Immagini e disegni sono una componente fondamentale del modo di raccontare di Uketsu e sono ciò che aiuta a creare un’esperienza di lettura immersiva, in cui il lettore si sente partecipe e si pone al fianco dei personaggi nel tentativo di risolvere il mistero nascosto dietro a ogni disegno.
All’inizio del primo capitolo due studenti del club universitario, appassionati dell’occulto, si soffermano sul mistero che si cela dietro un blog, mentre nel secondo capitolo una madre e suo figlio vengono seguiti da una figura misteriosa. Al termine di ogni storia non è ben chiaro se ci si trovi davanti a una serie di racconti o a un romanzo organico; solo andando avanti il lettore si renderà conto di trovarsi all’interno di una matrioska.
Definito spesso dalla critica come un horror, non aspettatevi presenze paranormali o dettagli splatter. Ciò che rende Strani disegni perturbante e inquietante è quel sottile senso di insicurezza che permea ogni pagina, l’ansia che man mano prende forma nell’assoluta consapevolezza che ogni situazione cresce in una quotidianità a tratti banale, dove quasi nessuno si rende conto di niente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Strani disegni
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