- Autore: Gareth Rubin
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Longanesi
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788830462151
Da conandoyliana doc non potevo non essere attratta da questo romanzo dello scrittore Gareth Rubin alla sua seconda prova, che riprende i più famosi personaggi di Baker Street per costruire un’avventura complicata: sto parlando di Sinister. La città delle ombre (Longanesi, 2024, trad. di Giuseppe Maugeri).
Come avrete capito, siamo in presenza di un apocrifo per riportare a nuova vita letteraria i personaggi di un autore, in questo caso Conan Doyle, modulandone i personaggi e lo stile narrativo.
In vista di un pericolo incombente di vastità dichiarata apocalittica, i due eterni rivali e acerrimi nemici, Sherlock Holmes e James Moriarty, saranno costretti a collaborare affiancati l’uno dal fedele e immancabile dottor Watson, l’altro dal colonnello Sebastian Moran, ex militare e cecchino di professione.
Un uomo di inflessibile integrità come Sherlock Holmes e un malevolo abitante del sottobosco criminale, il professor James Moriarty, che lavoravano insieme come vecchi amici, piuttosto che come due rivali votati alla reciproca distruzione. Il fine? Salvare tutta l’Europa dalla catastrofe.
Siamo a Londra, nel 1889, e alla più famosa porta investigativa si presenta un giovane attore George Reynolds, stranito dal fatto che ogni sera, recitando il Riccardo III in un piccolo teatrino, gli spettatori siano sempre gli stessi!
Rubin, come nella sua prima opera, crea una storia a due voci, attribuendo la descrizione delle vicende a Watson e al colonello Moran. L’espediente, che probabilmente vorrebbe essere un “timbro” dell’autore, crea invece notevole confusione in una vicenda che assumerà i contorni di un intrigo politico internazionale, che già di per sé risulterà difficoltosa e farraginosa, costringendo più volte il lettore a soffermarsi per capire bene le dinamiche. Per veri appassionati di Holmes; oltretutto, qui Watson appare nel suo peggio, disattento, talora distratto, goffo e persino “inutile”, invece che spalla e sostegno portante del grande investigatore. Già qui si palesa una prima delusione, che non è scacciata via da una corona di personaggi poco approfonditi e da un insieme di trappole, fughe, espedienti e tranelli che anziché rinforzare la curiosità, amplificano esagerazioni, ben lontane dalle classiche atmosfere londinesi descritte dal Doyle.
Il libro stenta a fluire liscio e si incastra in passaggi talora superflui ma carichi di implicazioni, al fine di alimentare un garbuglio politico che non fa mai salire fino in fondo la suspense del lettore. Sebbene non possa promuovere in toto questo romanzo, mi sento di non bocciarlo integralmente per aver voluto ridare vita a una figura letteraria di raro pregio nonché una mia passione. Ritengo che possa interessare lettori che come me amano rifugiarsi in atmosfere londinesi nebbiose e ritrovare, in esse, i nomi noti ai più.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Sinister. La città delle ombre
Lascia il tuo commento