Gli scritti di prosa, secondo una differenziazione superficiale e semplice sono divisi in saggi, romanzi, articoli di giornale, biografie e racconti brevi. Tuttavia esistono le commistioni tra i generi in prosa. Ad esempio, si possono quindi ritrovare il romanzo-saggio e il saggio romanzato. Come si possono distinguere? Vediamolo insieme.
Il romanzo-saggio: cos’è?
Nel romanzo-saggio, apparso a fine Ottocento, si assiste al rigetto dell’impersonalità e alla scelta di un protagonista in antitesi. Tra le altre caratteristiche del genere si rintracciano:
- la disgregazione dell’intreccio;
- la revisione della categoria di tempo;
- il rilievo strutturale assunto dall’impianto ragionativo, che si basa sullo svolgimento di una trama.
Un esempio di romanzo-saggio è L’uomo senza qualità di Robert Musil, un’opera monumentale e ibrida che unisce narrazione e saggistica, in cui riflessioni filosofiche, scientifiche e sociologiche si integrano profondamente con la trama.
Il saggio romanzato: cos’è?
Il saggio romanzato è un genere ibrido che unisce il rigore dell’indagine saggistica con le tecniche narrative tipiche del romanzo. Nato per superare la crisi della trattazione classica, tende a trasmettere concetti complessi, filosofici o storici attraverso una trama, scene e personaggi verosimili o reali. La storia viene quindi usata per veicolare un pensiero critico, tuttavia mantenendo un ritmo sostenuto e guidando il lettore in una triplice divisione: situazione iniziale, sviluppo e conclusione. Per quanto concerne i contenuti, il saggio romanzato parte da fatti e documenti collocandoli in una struttura letteraria.
L’esempio più fulgido è Il nome della rosa di Umberto Eco, un giallo ma anche e soprattutto un saggio di filosofia e semiotica. Un altro saggio romanzato è Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder che intreccia storia della filosofia e Bildungsroman.
Il nome della rosa colpisce per i contenuti a cascata e per le molteplici letture. Eco è ironico perché sceglie come protagonista Guglielmo di Baskerville alludendo a Shakespeare ma anche a Conan Doyle che scrisse Il mastino dei Baskerville, storia che vede come personaggio principale l’investigatore per eccellenza Sherlock Holmes. Inoltre in uno dei tre incipit, datato nel 1968, l’autore allude a un finto manoscritto rinvenuto, rifacendosi a Defoe e soprattutto a Manzoni, nel famoso incipit dei Promessi sposi. Protagonista del romanzo è anche e soprattutto il secondo libro della Poetica di Aristotele dedicato alla commedia e al riso.
Per quanto concerne Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder, anche qui la storia della filosofia va di pari passo con l’intreccio che tratta di Sofia Amundsen, nome allegorico che evoca appunto la Sapienza. La storia e l’amore per la sapienza tracciano il cammino di crescita della giovane protagonista fondendosi in un originale unicum. Anche qui appare evidente il tentativo di unire la divulgazione di tematiche altre con la necessità di aprire a un numero maggiore di lettori. Pertanto, malgrado sia poco nota ai più la definizione di saggio romanzato, si può notare quanto esso sia stato utilizzato e apprezzato anche in epoca recente.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Romanzi-saggi o saggi romanzati? Definizione ed esempi celebri di generi letterari ibridi
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