Ritrovarsi a Parigi
- Autore: Gajto Gazdanov
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2016
Ritrovarsi a Parigi (Fazi, 2016, trad. di M. Diez) è un romanzo di Gajto Gazdanov che conferma, ancora una volta, quanto questo autore – tra i più importanti scrittori russi dell’emigrazione europea del Novecento – sia stato a lungo sottovalutato. Emigrato in Francia negli anni Venti, Gazdanov ha costruito un’opera di grande finezza stilistica e profondità psicologica, capace di parlare con sorprendente attualità al lettore contemporaneo.
Il protagonista, Pierre Fauré, è un uomo qualunque, privo di ambizioni straordinarie: lavora come contabile in una piccola azienda parigina e conduce un’esistenza regolata e silenziosa. La morte della madre segna però una frattura che lo spinge ad allontanarsi dalla città e a rifugiarsi in Provenza, ospite di François, un amico ritrovato dopo anni. In questo spazio lontano dal ritmo urbano, Pierre entra in contatto con una natura che sembra sospesa fuori dal tempo: la foresta, con la sua immobilità e il suo silenzio, diventa il luogo in cui affiora la percezione di una realtà più profonda, quasi irreale, che incrina le sue certezze.
L’esperienza decisiva, tuttavia, prende forma attraverso l’incontro con Marie. La giovane donna, raccolta anni prima sul bordo di una strada e sottratta a un destino di reclusione, vive in uno stato di totale smarrimento, priva di memoria e di coscienza di sé. La sua presenza ha un effetto destabilizzante su Pierre, che riconosce in lei una forma estrema di abbandono, ma anche un riflesso della propria esistenza inerte e priva di direzione.
Spinto da un impulso che va contro ogni logica e contro il giudizio altrui, Pierre decide di portare Marie con sé a Parigi. Inizia così un percorso lento e faticoso, fatto di gesti minimi, attese e dedizione quotidiana. Il protagonista si assume il compito, apparentemente impossibile, di restituire alla giovane donna una vita interiore, una memoria, un’identità. La trasformazione che ne deriva non ha nulla di spettacolare: Gazdanov racconta il cambiamento come un processo graduale, fragile, che richiede una pazienza quasi ascetica.
Il cuore del romanzo risiede proprio in questo atto di cura radicale. Marie, grazie alla costanza di Pierre, riemerge progressivamente dal suo stato di oblio; ma parallelamente è Pierre stesso a subire una metamorfosi profonda. Attraverso l’amore, inteso non come passione ma come responsabilità verso l’altro, l’uomo scopre un senso nuovo per la propria esistenza e trova il coraggio di ricominciare.
La scrittura di Gazdanov è misurata, elegante, attraversata da una malinconia lieve che non scivola mai nel sentimentalismo. I dialoghi e le riflessioni interiori dei personaggi aprono spazi di meditazione sulla solitudine, sulla memoria e sulla possibilità di salvezza reciproca.
Ritrovarsi a Parigi è un romanzo di grande delicatezza emotiva, capace di lasciare un’impronta duratura. Un libro che si legge con coinvolgimento profondo e che invita, una volta chiuso, a tornare sulle sue pagine.
Ritrovarsi a Parigi
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