Quando la nonna ballava sotto la pioggia
- Autore: Trude Taige
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
Juni, una giovane infermiera norvegese, decide, su consiglio di un medico dell’ospedale in cui lavora, di prendersi un periodo di pausa perché il suo matrimonio è in seria difficoltà a causa di comportamenti violenti del marito. La protagonista torna così nella casa dei nonni che sono mancati alcuni anni prima e dove lei era cresciuta con loro e con la mamma Lilla, prematuramente scomparsa a causa di un tumore ai polmoni. Lì, in quel luogo pieno di ricordi, Juni ritrova tanto delle persone a lei più care.
Questo è l’inizio di Quando la nonna ballava sotto la pioggia (Fazi, 2026), saga familiare della scrittrice Trude Teige, con la traduzione di Lucia Barni.
La pioggia leggera che segna l’arrivo della protagonista le ricorda tanto la nonna_
I ricordi arrivavano sotto forma di immagini nitide sulla mia retina: la nonna lì, in giardino, sotto la pioggia, di sera, in uno dei suoi vestiti rossi. Amava i colori e non l’ho mai vista vestita di nero.
“È matta” diceva Lilla quando la nonna ballava tranquilla nella calda pioggia estiva.
“Non è matta”, rispondeva il nonno. “È felice.”
Juni rientra in casa e pian piano si riappropria di ricordi sopiti, degli anni vissuti sull’isola con il nonno e la nonna prima di trasferirsi in città con Lilla, la madre che lei aveva sempre chiamato per nome e con la quale non aveva avuto un rapporto facile, perché lei non si era mai aperta e non le aveva mai parlato di suo padre. Anche per questo motivo le due figure genitoriali erano state per Juni quelle del nonno e della nonna, così uniti, tanto legati da morire a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Nonna non era sopravvissuta all’addio al nonno e pochi giorni dopo il suo funerale si era accasciata a terra
“Un attacco di cuore” constatò il medico.
“Una crepa al cuore” pensai io.
In casa Juni trova una foto della nonna insieme a un uomo che lei non ha mai visto. Chi è quel soldato? Nessuno può più dirglielo ma Juni vorrebbe sapere.
Il romanzo procede su due linee temporali. Racconta la storia della nonna di Juni, Tekla, e quella della giovane norvegese rifiutata dalla gente del suo paese perché innamorata di Otto, un tedesco conosciuto durante il secondo conflitto mondiale. Sfidando famiglia e società, Tekla decide di seguire Otto in Germania e di sposarlo. Non sa che tutti i sogni fatti insieme all’amato saranno cancellati dall’odio della guerra, che porta in sé solo morte e distruzioni. Demmin, la città verso cui sono diretti, era stata punto di forza tedesco ed era divenuta, poi, uno fra i luoghi in cui i russi avevano fatto maggiori razzie usando le più efferate violenze.
L’autrice Trude Teige rende vividamente vivo il periodo postbellico, la miseria, gli orrori. Tekla segue Otto in un’odissea attraverso una Germania bombardata fino alla fattoria dei suoi genitori a Klaushagen, ignara di ciò che la attende nella Germania dell’Est, occupata dall’Armata Rossa. Otto non ritroverà più nulla della sua casa e della sua famiglia: questo era successo a lui ma anche a molte altre persone i cui cari avevano subito violenze e razzie da parte russa e avevano scelto di togliersi la vita per non sopportare altri orrori. Quello di Demmin è stato uno dei più grandi suicidi di massa di cui poco o nulla si legge sui libri di storia, un’ecatombe che comunque non va dimenticata.
È evidente che la storia di Juni e quella di Tekla siano profondamente legate e l’unica che avrebbe potuto raccontare la protagonista qualcosa del passato è Lilla, ma ormai anche lei non c’è più. Juni si confronta con due segreti di famiglia intrecciati: cosa è successo nella Germania dell’Est prima che Tekla sposasse nonno Konrad? E perché Lilla le ha nascosto il nome di suo padre? Le sue ricerche la conducono lontano, all’amica della giovane Tekla ma soprattutto a luoghi che hanno fatto la storia e a testimoni oculari. Come pezzi di un puzzle, resoconti e documenti si ricompongono.
È una nuova presenza, quella di Georg, a condurre Juni attraverso i meandri di una storia così complessa e dolorosa.
Quando la nonna ballava sotto la pioggia riporta in vita un’epoca di cui, ingiustamente, poco si è parlato ma che fa tanto riflettere. Juni è sconvolta dai tanti orrori che scopre, ma accanto a lei c’è Georg che sa accompagnarla in quei percorsi dolorosi
Per comprendere la malvagità bisogna comprendere la vendetta, così come nasce e come spinge le persone a fare cose impensabili. Tutte le guerre dimostrano che la malvagità è presente da entrambe le parti […] Inoltre il codice d’onore per la vendetta è un pensiero implicito: contraccambiare con gli stessi mezzi, un assassinio con un assassinio, uno stupro per uno stupro. È questa concezione della vendetta che può trasformare un soldato in un assalitore o in un assassino.
Quando la nonna ballava sotto la pioggia non è solo una saga familiare: un grazie a Trude Teige per questa storia potente e toccante che tanto fa riflettere. Una storia sui dolori, sui traumi della guerra, sulle conseguenze di questi traumi ma anche sull’amore che spesso giunge come dono inaspettato, e regala la possibilità e la capacità di perdonare e di guardare al futuro con animo sereno.
Quando la nonna ballava sotto la pioggia
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