Palermo, racconto di una città in 100 opere
- Autore: Sergio Troisi
- Genere: Arte, Teatro e Spettacolo
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Palermo, racconto di una città in 100 opere (Kalós, 2025) è un testo di Sergio Troisi, stimato autore che si è sempre distinto per la sapienza dei suoi interventi su mostre d’arte curate con assoluto rigore; questo libro aggiunge un ulteriore tassello ai suoi egregi lavori. Dietro un’opera d’arte vi è sempre un legame emotivo con il luogo, in ragione di quello che quel luogo e quell’opera d’arte raccontano, manifestano e rappresentano. Ed è questa l’idea che pervade quest’ultimo lavoro di Sergio Troisi.
A volte si ha quasi l’impressione che quell’opera venga raccontata soprattutto per narrare la storia che gli sta dietro; ad esempio la testa di vecchia alla scheda numero 57, alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis, conduce a un Seicento fatto di storie straordinarie come quella della “Vecchia dell’aceto”, la donna accusata e poi uccisa per avere avvelenato, o meglio per avere inventato una pozione particolare. Ma non era la sola, in quanto vi erano delle donne “imprenditrici” che si servivano di queste pozioni per avvelenare i propri coniugi divenuti molesti. Questo ci porta in quella Palermo, intorno al periodo dell’Inquisizione, dove vi erano donne accusate di stregoneria ma solo perché erano in possesso di una sapienza. La medicina, prima di divenire maschile e scientifica, era una sapienza fatta di riti di donne che, durante la notte, volavano come le streghe e guarivano i bambini. Queste donne sono state oggetto di interesse da parte di antropologi che hanno studiato la società contadina fino al dopoguerra. Tutte queste donne “streghe”, di cui vi era una comunità molto florida ad Alcamo, vengono accusate nei processi dell’Inquisizione spagnola. Ma come è noto sono stati bruciati tutti gli atti dei processi in un grande rogo voluto dal Viceré illuminista Caracciolo con un atto che sembrò essere simbolico della fine di una stagione. L’inquisizione era stata una gigantesca macchina di malagiustizia che, più che essere interessata alla fede e all’ortodossia, era attratta dai patrimoni e al controllo politico sulle coscienze. In questo grande organismo vi erano personaggi di grande importanza, famiglie potenti aristocratiche che in questo grande rogo videro l’occasione per porre termine a un’epoca e a un fenomeno. Sarebbe andato tutto bene se copia di questi processi, specie quelli più importanti, non fossero stati ritrovati da degli studiosi, quali Maria Sofia Messana, a Madrid dove vi era la centrale della Santa Inquisizione.
In questa “Testa di vecchia” che Sergio Troisi racconta sfilano una dopo l’altro e pare vederle, queste donne “avvelenatrici “che poi venivano giustiziate in modo orrendo. Il 12 luglio 1663, scrive il notaro Baldassare Zamparone, si diede termine alla vita di queste donne. Si cita la Compagnia dei Bianchi che avevano il “privilegio” di consolare i condannati a morte tre giorni prima dell’esecuzione.
Questi eventi trovavano riflesso nella Storia dell’Arte, e in questo libro le opere parlano raccontando pezzi di Storia e di città e aiutano a restituire il legame con l’emotività collettiva. Si raccontano e insieme descrivono luoghi che si conoscono e si produce nel lettore una simbiosi, unendo all’opera d’arte le vicende che le stanno dietro. Il libro, esplicita l’autore in premessa, non è un compendio che comprende tutto, ma una selezione, una scelta compiuta in modo personale, emotivo.
Le diverse schede procedono in ordine cronologico a partire da quella relativa ai graffiti dell’Addaura (incisioni rupestri del 12.000- 10.000 a.C), in un posto negato all’accesso ma che costituisce uno dei luoghi più importanti per quanto riguarda l’arte preistorica. Il mancato consolidamento del costone sovrastante la grotta dell’Addaura rende per adesso impossibile ammirare quest’antica forma espressiva. Altra grotta non visitabile è quella denominata Niscemi, nel Parco della Favorita, peraltro vicina a un altro luogo straordinario quale è il poligono di tiro che risale al secondo conflitto bellico, dove si sono esercitati soldati di ogni fronte. Vi si trovano pertanto scritte in diverse lingue in questo luogo inesplorato, come tanti che vi sono in questo scrigno infinito che l’hinterland cittadino.
Il Parco Reale della Favorita porta forse con sé il cattivo ricordo della dinastia Borbone, ma è un territorio pieno di ricchezze naturali. Vi si faceva il vino e vi era un caseificio dove si producevano i formaggi, quindi non solo si andava a caccia ma era un luogo di produzione e di allevamento. Inoltre grazie alle tecniche di irrigazione che vengono qui attivate diviene fiorente di vegetazione mentre prima era una distesa arida e pietrosa
Tra le tante schede si ricorda poi la Casa dei ricordi di Maria Carmelina Leone (dalla metà del XX secolo) al n.94., ubicata nel quartiere del Capo. Era questa una giovane donna che muore quattordicenne negli anni Cinquanta, e diviene un luogo di pellegrinaggio per il quartiere e la comunità. A questa donna si attribuiscono una serie di poteri particolari legati alle partorienti. Nella sua stanza vi sono tanti ex voto che rappresentano pance in cera di donne incinte che rimandano a un culto arcaico della fertilità.
E sotto questo punto di vista Palermo è una città che non smette di sorprendere, dove una storia dopo l’altra se ne svelano le sue venture. Quando si gira per la città si rimane colpiti e affascinati dai suoi luoghi ma anche dalle storie che gli stanno dietro. Un libro quindi che racconta storie pur non mancando le opere d’arte. Si racconta la Storia di questa città, come il quartiere della Kalsa bombardato, dove si faceva fatica a camminare tra le macerie poi gettate a mare, facendo perdere a Palermo il suo splendido lungomare del Foro Italico. Vi sono pagine che raccontano la guerra e gli spostamenti forzosi di molta gente in periferie male assortite, prive dei servizi essenziali. Si racconta infine la città attraverso le sue opere d’arte, specie quelle meno note, che sono uno strumento, forse un pretesto per meglio conoscerla e attenzionare le sue problematiche passate e presenti.
Palermo, racconto di una città in 100 opere
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Un libro perfetto per...
Studioso e appassionato di Storia e di Storia dell’arte della città di Palermo
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