- Autore: Roberto Pegorini
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Todaro Editore pubblica Non esiste alcun destino (2026), il terzo capitolo della seria creata da Roberto Pegorini con protagonista l’ispettore Valerio Giusti, i cui due volumi precedenti sono Almeno non questa notte e Lo hijab mancante.
Mi hanno messo davanti a un bivio: infrangere la legge o vedere morire un’informatrice.
A parlare è l’ispettore Valerio Giusti, un poliziotto “sempre pronto a giocare sul filo della legalità”, dal carattere scontroso, intransigente e selvatico; “non è simpatico e non gli interessa esserlo”, ma i lettori hanno imparato ad amarlo e si sono affezionati a quest’uomo leale e sensibile e alla sua squadra composta dalla meticolosa sovrintendente Melissa Gardini, dall’agente David Egger (“tutto azione e muscoli”) e da Mirko Bettoni aka Nerd Gates, esperto di Internet e tecnologia.
La sua informatrice Martina – una giovane prostituta dell’Est a cui Giusti è legato da puri sentimenti – è stata rapita da un gruppo di criminali che grazie all’attività illecita di Jens Lundin, chimico svedese, sta mettendo in circolazione nei rave party nuove pasticche che sballano, ma che hanno anche causato la morte di alcuni ragazzi. Jens Lundin è la gallina dalle uova d’oro per questo gruppo di spietati balordi senza scrupoli, e quando Lundin viene arrestato la possibilità di uno scambio con Martina diventa un ricatto per Giusti.
Di qui nasce il quesito etico che tormenta Giusti e che rappresenta il cuore della vicenda: in un’indagine “che non potrà essere ufficiale”, Giusti deve decidere se “abbandonare Martina”, la donna che ha amato, oppure “rinunciare alla sua integrità” e diventare complice di un crimine.
La sua squadra non lo lascia solo nella difficoltà, in un momento in cui, a differenza dal solito, l’ispettore appare “paralizzato, lui sempre decisionista, rapido di pensiero a volte anche al limite dell’arroganza”; impossibile non empatizzare sia con l’uomo Valerio Giusti – ora toccato in quelli che sono i suoi sentimenti – che con il poliziotto Valerio Giusti, messo alle strette e costretto a venir meno ai suoi obblighi professionali.
La trama è avvincente e i personaggi credibili: Roberto Pegorini scrive capitoli brevi ed intensi perché tutto si svolge in soli tre giorni – scandendo data ed orario, in modo tale che il lettore partecipi di ora in ora e si immedesimi da un lato nell’ispettore che tenterà di salvare Martina e sgominare il traffico illecito, dall’altro nella gracile Martina di cui sono descritte le torture subite nei giorni di prigionia e le estreme sofferenze. Scrivendo all’indicativo presente, Pegorini trasmette al lettore tutta l’urgenza della situazione, simulando lo svolgersi della vicenda in tempo reale e coinvolgendo appieno, mentre il tempo scorre inesorabile.
Il lettore vive con i personaggi di Non esiste alcun destino i molti stati d’animo che caratterizzano quei tre giorni di indagine. In primo luogo incertezze e titubanze, perché molti sono i dubbi e le domande a cui Giusti e la sua squadra faticano a trovare risposte. Poi ci sono la frustrazione ed il disappunto vissuti in particolare da Giusti e Calvanese, il suo superiore, che pure viene personalmente coinvolto nell’indagine quando la figlia partecipa a un rave, mettendosi in grave pericolo. Tutti insieme poi, la Gardini, Egger e Bettoni attraversano sentimenti di rabbia, dispiacere e scoraggiamento ma anche gratitudine, orgoglio e affetto, mentre l’indagine non ufficiale procede e infine l’organizzazione dedita allo spaccio delle pasticche viene sgominata. Ma il dolore attraverso cui ciascuno di loro passa – e Giusti in primis - è il sentimento più vivido e angosciante che il lettore prova accanto ai personaggi: lo strazio a conclusione della vicenda sconvolge il lettore e l’acuta angoscia vissuta da Giusti tocca il cuore di chi legge il romanzo.
Non esiste alcun destino è un noir disperato, coinvolgente, scritto molto bene e con un protagonista dal carattere spigoloso a cui non si può non affezionarsi: l’autore conclude il romanzo lasciando il dubbio al lettore sulla sorte di Giusti – e parimenti la curiosità di sapere se ci sarà un quarto episodio di questa straordinaria serie. Pegorini, attraverso il personaggio di Martina, parla degli invisibili della nostra società, cioè chi, come le prostitute sfruttate dalla criminalità organizzata, è costretto a vivere ai margini di un mondo che non accetta ma usa. E nelle ultime pagine ricorda al lettore che “non esiste alcun destino”: ci sono solamente scelte e decisioni – quelle che compiamo ogni giorno stabilendo in definitiva che tipo di persone vogliamo essere.
Roberto Pegorini, milanese classe 1969, è giornalista e scrittore; Non esiste alcun destino è l’ottavo romanzo che pubblica.
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Un libro perfetto per...
regalerei il libro agli amanti del genere noir che amano i protagonisti spezzati e spigolosi ma leali e sensibili
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Non esiste alcun destino
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