- Autore: Lidjia Čarskaja
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Elliot
- Anno di pubblicazione: 2026
Elliot nella sua Collana “Raggi” edita per la prima volta in Italia Nina, piccola principessa. Storia di una ragazza russa (2026, titolo originale Княжна Джаваха, traduzione dal russo e cura di Enrica Caimi) di Lidjia Čarskaja, pseudonimo di Lidjia Alekseevna Čurilova, che la scrittrice e attrice russa attiva dal 1898 al 1924 pubblicò nel 1903 sulla rivista per giovani lettori “Zaduševnoe slovo”, prequel di Memorie di una ragazza del collegio (Elliot, 2025, titolo originale Записки институтки, traduzione dal russo e cura di Enrica Caimi), che la scrittrice e attrice russa pubblicò nel 1901 sempre sulla stessa rivista.
Presentata in Italia per la prima volta nel 2025 dalla casa editrice romana, Lidjia Čarskaja, prolifica scrittrice russa dalla prosa cristallina, pubblicò circa ottanta libri tra il 1901 e il 1916; in patria era ammirata da autori come Boris Pasternak e grazie al suo talento conquistò il grande pubblico russo, soprattutto femminile, agli inizi del Novecento. Dopo la Rivoluzione la sua reputazione declinò e nel 1920 il Commissariato del Popolo per l’Istruzione proibì i suoi libri, etichettandoli come eccessivamente sentimentali. Morì in completa povertà nel 1937, ma a partire dagli anni Ottanta e Novanta del Novecento la sua opera fu riscoperta in Russia grazie alla pubblicazione dei suoi romanzi in nuove edizioni.
Nei libri di Lidjia Čarskaja tema fondamentale è l’amicizia tra donne, giovani figure femminili, che appaiono desiderose di vivere un’avventura o semplicemente un diversivo rispetto alla vita quotidiana.
Il libro, in forma di diario, segue l’infanzia e la prima adolescenza della principessina Nina Džavacha-ogly-Džamata, carismatica ragazza georgiana, in Caucaso, fino al suo ingresso nell’Istituto Pavlovskij per nobili fanciulle, lo stesso in cui studiò l’autrice.
Il successo di questo romanzo di formazione per ragazze, con l’atmosfera che ricorda le indimenticabili opere letterarie di Louisa May Alcott e Francis Hodgson Burnet, fu immediato e travolgente. Basti pensare che, come spesso accade nei tempi moderni, la redazione e la scrittrice ricevettero centinaia di lettere da parte di giovani lettrici convinte dell’esistenza reale di Nina. Alcune di loro, spinte dalla suggestione, si recavano persino al monastero di Novodevičij di San Pietroburgo per cercare la sua tomba, che il primo romanzo collocava proprio lì. Evidentemente la scrittura della Čarskaja rispondeva al bisogno di modelli femminili forti, leali e appassionati, in un’epoca in cui la letteratura per ragazze era spesso moralistica o priva di autentici slanci eroici.
La figura di Nina Džavacha incarnava un ideale di nobiltà interiore unito al coraggio di sfidare le imposizioni. Cresciuta a Gori in Georgia, figlia di un ufficiale zarista e di una daghestana musulmana convertita al cristianesimo, Nina è descritta come una giovane amazzone: abile cavallerizza, danza con fierezza la lezginka, sfida i briganti, è audace e impetuosa quanto un maschio. Lo spirito indomito e la lealtà incorruttibile la resero una protagonista memorabile, in grado di affascinare chi cercava nella letteratura figure di integrità e libertà. Ecco perché Nina, stella fulgente, è una eroina moderna.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Nina, piccola principessa. Storia di una ragazza russa
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