- Autore: Pasquale Sorrentino
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Nel panorama del noir contemporaneo italiano ci sono opere che riescono a trascendere la semplice etichetta di genere per farsi veicolo di un’indagine sociologica e antropologica profonda. Nessun Dio è solo, l’ultima fatica letteraria di Pasquale Sorrentino edita da Caffèorchidea (2026), appartiene di diritto a questa categoria. Con una narrazione che affonda le radici nel cuore pulsante della provincia salernitana, l’autore costruisce un mosaico di ombre, silenzi e antiche superstizioni che avvolgono il lettore fin dalle prime battute.
La vicenda prende il via in un’ambientazione apparentemente idilliaca: Polla, un comune adagiato tra le colline, dove la vita scorre con ritmi antichi e rassicuranti. Questo equilibrio viene però brutalmente spezzato dal ritrovamento di due giovani sposi, morti nella loro abitazione. Il primo elemento che destabilizza gli investigatori – il tenente Posca e il maresciallo Lupo – è l’assenza totale di segni di effrazione o violenza manifesta. È un delitto pulito, chirurgico, che lascia dietro di sé solo un vuoto inspiegabile e una domanda: come può la morte entrare in una casa senza forzare la porta?
Mentre la comunità sprofonda in un clima di sospetto e paranoia, riaffiora una leggenda locale: quella del "Solitario di Polla". Si tratta di una figura del quindicesimo secolo, un signorotto consumato dall’invidia verso la felicità altrui che, secondo il mito, trascinava le coppie nelle acque oscure del fiume. Sorrentino è magistrale nel giocare con questo doppio binario: da un lato l’indagine procedurale, razionale e metodica; dall’altro l’eco di un passato che non vuole passare, suggerendo che il male possa essere un’entità ciclica che attraversa i secoli.
Pasquale Sorrentino, forte della sua esperienza come giornalista di cronaca nera, infonde nel testo un realismo asciutto e vibrante. La sua scrittura non si perde in inutili orpelli barocchi, ma punta dritta al punto, proprio come un’inchiesta giornalistica di alto livello, senza però rinunciare alla sensibilità letteraria necessaria per scavare nella psicologia dei suoi protagonisti. Il tenente Posca e il maresciallo Lupo non sono i classici eroi senza macchia del giallo tradizionale. Sono uomini del territorio, che ne conoscono i linguaggi non scritti, le parentele e i rancori sopiti. La loro indagine si muove tra i vicoli del paese, dove ogni sguardo può nascondere un segreto e ogni silenzio è una potenziale ammissione di colpa. La vera forza del romanzo risiede proprio nella capacità di rendere il paese di Polla un personaggio a sé stante: un organismo vivente che osserva, giudica e, talvolta, protegge i propri mostri.
Il titolo stesso, Nessun Dio è solo, offre una chiave di lettura affascinante. Suggerisce l’idea che chiunque detenga un potere assoluto – sia esso un dio, un criminale o un custode di segreti – finisca per cercare una qualche forma di condivisione, per quanto perversa. La solitudine è il motore immobile del romanzo: quella delle vittime, quella degli assassini e quella degli stessi investigatori.
Sorrentino esplora abilmente il confine tra la fede e la suggestione. In una comunità dove il sacro e il profano si mescolano quotidianamente, il limite tra ciò che è possibile e ciò che è leggenda diventa labile. L’autore non giudica i suoi personaggi, ma ne espone le fragilità, mostrando come la paura del soprannaturale possa diventare uno strumento di controllo o, al contrario, un paravento per nascondere crudeltà del tutto umane.
Nessun Dio è solo è un noir che colpisce per la sua solidità strutturale e per la tensione costante. Ogni capitolo aggiunge un tassello a un puzzle complesso, ribaltando le certezze del lettore proprio quando sembra che la soluzione sia a portata di mano. La capacità di Sorrentino di mescolare la precisione della cronaca con il fascino della narrazione popolare rende questo libro una lettura imprescindibile per chi ama il giallo d’autore.
Caffèorchidea si conferma un editore attento alle voci capaci di raccontare la provincia italiana con uno sguardo inedito e coraggioso. In definitiva, questo romanzo è un viaggio nell’oscurità che risiede non solo nei luoghi, ma soprattutto negli animi, ricordandoci che, anche nel silenzio più profondo delle colline, c’è sempre qualcuno che osserva e che ha deciso, finalmente, di non essere più solo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Nessun Dio è solo
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