- Autori: Alberto Basciani e Francesco Magno
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: il Mulino
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788815395764
La storia non siamo noi, non lo siamo mai stati, nè in pace né in guerra. Né in dittatura né in democrazia. Sostenere che la storia siamo noi è retorica bella e buona. Storia e retoriche le dettano gli incravattati reggitori del destino del mondo. Insieme ai loro portavoce, giornalisti o cantanti che siano: questo è il fatto. Con rispetto parlando per De Gregori, che in questi giorni l’ha sparata grossa sul tema dell’auspicabile silenzio degli artisti in tempi di perversioni geopolitiche. La storia – dicevo - è dettata dall’alto, dai fabbricanti di storia. Leggetevi Brecht (Domande di un lettore operaio) per sapere come ce le raccontano. È la contro-storia che viene buona al popolo, la storia che viene buona a “siamo noi, bella ciao che partiamo”. Altro che libri di scuola, narrazioni ufficiali, silenzio, unanimismo e memorie corte.
Prima di un’eventuale levata di scudi, tenete presente che l’inciso non nasce da uno storico di professione e nemmeno da un complottista per vocazione. Chi scrive si è proposto di segnalare il saggio di Alberto Basciani e Francesco Magno Moldavia e Transnistria. Una storia tra Russia e occidente (il Mulino, 2026) per esclusiva curiosità storica. Di un insolito viaggio a Tiraspol mantengo infatti la piacevole sensazione del viaggio nel tempo. Il tempo prima del pianeta globalizzato. È stato come girovagare in una delle regioni satellite dell’Unione Sovietica ante smantellazione: strade, edifici, locali, statue, monumenti, moneta, alberghi, ritmi di vita, persino l’aura climatica percepita rimandava al socialismo reale che, per quanto mi riguarda, sostituirei senza remore all’ultra-liberismo attuale.
Per venire ulteriormente al succo: ho letto Moldavia e Transnistria per racimolare i fatti e le ragioni storiche determinanti l’istituzione di questo atollo resistenziale nel cuore capitalizzato d’Europa. Una terra franca, repubblica indipendente dal Novanta sul confine tra Moldavia e Ucraina. Non riconosciuta dai paesi ONU in quanto ritenuta parte effettiva della Moldavia. Dal marzo al luglio 1992 la questione Transnistria è sfociata persino in guerra civile, conclusasi con armistizio garantito da una commissione tripartita (Russia, Moldavia, Transnistria) e l’istituzione di una zona demilitarizzata comprendente venti località a ridosso del fiume Dnestr.
Questi gli spiccioli di storia recente, meglio saprà dirvi il saggio storico di Basciani e Magno: muove da più lontano e con evidente pertinenza rispetto a chi di solito accenna alla questione moldava assecondando folklore, pregiudizi o sottovalutazioni di parte. Ciò che mi rimane in sintesi della ricostruzione di Basciani e Magno è l’emblematicità e la specificità al contempo della vicenda moldava, ennesimo segnale del sovvertimento geopolitico seguito alla dissoluzione dell’URSS e unicum nell’intricato scenario dell’Europa sud-orientale.
Lo stato moldavo è diventato infatti suo malgrado, un limes d’Europa, conteso internamente ed esternamente tra chi lo vorrebbe definitivamente ancorare all’UE e chi, di contro, mira a mantenerlo all’interno dell’orbita politico-culturale russa.
Il libro non politicizza, è asciutto e adeso agli accadimenti storici. Rintraccia infatti la parabola diacronica della regione, dalla prima annessione zarista (1812) alle sue travagliate vicende nell’arco dello scorso Novecento, fino a oggi. Se ne evince, come detto, il caso a sé. Di certo per la questione interna della Transnistria ma anche per l’oggettiva complessità del quadro etnico-linguistico che caratterizza il Paese.
La Moldavia e la Transnistria hanno cambiato più volte appartenenza statuale nel corso della loro storia, passando da Impero russo, regno di Romania, Unione Sovietica, e indipendenza nel corso di poco meno di duecento anni. Di conseguenza, le città hanno alternato dominazione russa e romena.
Per chiudere il cerchio critico da cui mi sono mosso: la storia non siamo noi. La storia è fatta (da sempre) da chi si avvicenda nel dominio delle nazioni, e governa le masse come mandrie di buoi. Millantando - beninteso - amor di patria, retorica, alti valori e libertà. Moldavia e Transnistria mi sembrano chiari emblemi di come va la storia.
Il saggio è segnatamente accademico ma redatto in stile piano. Di argomento quasi inedito in Italia, lo raccomando in modo convinto.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Moldavia e Transnistria. Una storia tra Russia e occidente
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