Marthe, storia di una prostituta
- Autore: Joris-Karl Huysmans
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Prehistorica Editore
- Anno di pubblicazione: 2026
Dopo Vite di coppia del 2022, Prehistorica editore continua la pubblicazione delle perle rare dello scrittore Joris-Karl Huysmans portando in libreria Marthe, storia di una prostituta, il primo romanzo dell’autore di Controcorrente, sempre nella traduzione di Filippo D’Angelo, di cui viene riportata anche una preziosa postfazione alla fine del volume.
Pubblicato inizialmente nel 1876, in un momento in cui testi di questo tipo sconvolgevano il panorama letterario a suon di censure e dibattiti sulle principali testate nazionali, Marthe, storia di una prostituta si impone fin da subito come un tassello imprescindibile della letteratura dell’epoca. Fra i titoli dei più noti Edmond de Goncourt, Émile Zola e Guy de Maupassant, il brevissimo romanzo dello scrittore parigino, di cui ancora non si era letto nulla o quasi, contiene in sé tutto per scandalizzare i lettori. Non nasconde quasi nulla il titolo originale; il fille che appare in copertina, apparentemente un termine banale per indicare una ragazza, lascia infatti intendere la parentesi di vita dell’omonima protagonista, facendo risuonare tutta l’eco di postriboli e angoli bui.
Operaia immersa quotidianamente in uno degli angoli più insalubri della ville lumière, prostituta e poi simil-subrette di varietà nei loschi locali intorno ai primi arrondissement di Parigi, Marthe conosce tutte le difficoltà dell’esistenza. Con capitoli che si rimandano e rimbalzano, fra il passato e il presente, l’opera di Huysmans delinea il tragitto sordido della ragazza, intessendo fra loro come in un percorso folle teatri, bettole e bar di dubbia qualità.
Insieme a lei penetriamo così in uno spaccato di un’epoca e una città che hanno fatto la storia; ad aiutarci in questo viaggio nel tempo c’è lo stile dell’autore che, come poi nel suo più celebre capolavoro, sa già dosare alla perfezione in questo suo esordio odori, sapori e squarci di ombre nella ricostruzione del palcoscenico che fa da sfondo al romanzo. Le “mezzetinte del crepuscolo”, unite agli aromi pestilenziali che vengono fuori dalle fauci degli ubriaconi e all’assordante baraonda del pubblico alla fine di spettacoli poco riusciti, sembrano fare da contraltare alle vicende raccontate, anzi ne sono il complementare personaggio, e creano quella sensazione di prigionia che appesta l’esistenza della protagonista, nel suo destino senza redenzione né scappatoia.
Marthe però non è che uno dei tre individui di cui si legge fra queste pagine al cardiopalma. Il romanzo infatti mette in scena anche Ginginet e Léo; il primo, "la bocca merlata di denti guasti, il grugno rosso come un peperone, [...] istrione e ubriacone per gusto, oste e donnaiolo per necessità", è un essere abietto, nullafacente e perennemente immischiato in qualche malaffare, con uno “sgualdrinella” sempre a fior di labbra e destinato al tragico epilogo – un personaggio che nemmeno Balzac avrebbe potuto ideare, carico di tutto i miasmi più insozzanti del mondo; nel secondo invece, un poeta senza un soldo in tasca, è facile scorgere l’alter ego dell’autore (il romanzo attinge molto dalla vita di Huysmans) nonché l’emblema dello strazio fra ideale e carnalità, ispirazione e concretezza, che porta in sé il lato più umano di tutta l’opera. Marthe si staglia fra i due; difficile dire se sia più facile immedesimarsi con pathos in lei o giudicarla fin dalle prime righe, eppure nessuna lettrice e nessun lettore uscirà incolume dalla sua storia.
Inebriante e dai sentori di fogna, rancido, chiassoso e tendente alla sbornia, scivoloso verso i bassifondi dell’umano, Marthe, storia di una prostituta è un classico tutto da riscoprire, prezioso per l’arazzo che sa tessere di un’epoca, una città e un trittico di destini, tutto da divorare.
Marthe, storia di una prostituta
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