La villa delle dee perdute. Segreti e desideri nella Villa romana del Casale
- Autore: Lourdes Girón
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2025
Nativamente legata alle sue radici latine, l’iberica Lourdes Girón ama l’Italia e la Sicilia in particolare, adora la storia, scrive bene e non si accontenta di farlo solo al presente, anche quando parla di contenuti di genere e di orgoglio femminile, coniugati al passato, sedici secoli fa e qualcosa. Accompagna i lettori nella Trinacria di fine 300 d.C., alla fine dell’impero di Roma, tra le pagine della sua prima opera narrativa, l’esordio letterario con il romanzo storico La villa delle dee perdute. Segreti e desideri nella Villa romana del Casale, edito da Bonfirraro, di Barrafranca, Enna (ottobre 2025, 416 pagine) e tradotto da Cecilia Metta. Abbiamo così modo di conoscere un’archeologa gaditana ispiratissima nella professione, inarrestabile nella produzione e versatile per interessi. Insieme a lei, incontriamo una casa editrice che ha un mondo di cose da dire, divulgare, pubblicare.
Lourdes Girón Anguiozar è nata a Cadice, nel 1978; dottore di ricerca in archeologia nell’Università della sua città, è specializzata nello studio delle donne nell’archeologia greca e classica. Diverse campagne archeologiche l’hanno vista impegnata, anche con incarichi di responsabilità, presso le Terme Meridionali della Villa Romana del Casale (Sicilia), la necropoli di Cadice, la Casa di Diana Arcaica a Pompei e un tempio ellenistico a Canosa di Puglia. Ha coordinato corsi di archeologia subacquea in Sicilia tra il 2013 e il 2015 e progetti internazionali a Caposoprano e a Gela, in collaborazione con gli atenei di Cadice, Malaga e Coimbra (Portogallo).
La stampa spagnola informa che Girón ha studiato i reperti della villa romana in agro di Piazza Armerina, risalente alla fine del III secolo, inizio del IV. Vi ha rinvenuto rappresentazioni femminili (come quella, davvero splendida, in copertina), che starebbero a testimoniare “posizioni di potere” delle donne e ginecei culturali. Ne risulterebbe fortemente intaccata la teoria del patriarcato storico, di un primato di genere che come tale ha voluto artificialmente “inventarsi” e raccontarsi.
Il genere maschile raggiunse l’obiettivo prefissato, tacitando qualsiasi rappresentazione paritaria di una realtà matriarcale, esistente invece nell’età romana. Lourdes sostiene che, purtroppo, la storia al maschile, letta attraverso una lente patriarcale,
ha soggiogato le società nel corso del tempo, inventando eventi fittizi, nascondendo quelli reali ed è la versione giunta fino a oggi.
Dopo la scoperta delle terme, le ricerche sulla figura di Treptona, proprietaria, amministratrice, animatrice della vita sociale locale stanno portando alla luce il ruolo delle donne, l’intelligenza e la genialità femminili, negate nella storia dalla lettura giudaico-cristiana e greca, che ha privilegiato un sistema androcentrico e patriarcale. L’archeologa di Cadice trova giusto riscrivere gli eventi in termini di uguaglianza paritaria e sublima questo concetto-progetto nella trama del suo romanzo storico.
Quanto alla casa editrice ennese, si presenta orgogliosamente indipendente dal 1986 (“la nostra storia è il futuro verso il quale ci avviamo”), con serietà e spirito di sacrificio. Da Barrafranca, aggiungono di essersi voluti distinguere per la produzione di narrativa di qualità, con l’aggiunta di un’attenzione particolare alle verità storiche mai rivelate e una fortunata linea di saggi e inchieste su temi di forte impatto sociale. La scelta cade su pubblicazioni coraggiose, di letteratura impegnata, su denunce di qualsiasi forma di ingiustizia, per contribuire ad affermare la libertà, un valore inalienabile. Bonfirraro ama “guardare lontano, osservare l’altrove, per darsi e vincere sfide che sembrano soltanto apparentemente impossibili”.
L’oltre il confine, nel caso, è il sito scoperto da Lourdes Giròn, la villa delle brujas delirantes (bruja in spagnolo vuol dire strega) e la loro vicenda sconosciuta, sepolta per oltre 1600 anni. Nel 395 d.C., nel centro della Sicilia, una comunità esclusivamente di donne (Treptona, Ixia, Marta, Idara, Egeria, Catalina, Lucia, Celia, Macrina, Diana) condivide grandi saperi, appresi in anni di lavoro e passione. È la Villa delle dee, perché ognuna vi aveva il suo tempio: Minerva, divinità romana della saggezza; Venere, assimilata alla greca Afrodite, amore e fertilità; Vesta, la fiamma eterna. La proprietà è circondata da giardini immensi, abbelliti da fontane e in cui si praticano sport e meditazione.
Abitano in dieci, le magistras, dallo spirito libero, dal cuore audace e una grande altezza morale, sotto la guida di una giovane vedova, Treptona, che ha realizzato il sogno di creare una scuola di altissimo livello, destinata all’insegnamento di storia, diritto, filosofia, matematica, geografia e altre materie. Incombono però tempi difficili. Da Alessandria, Ipazia scrive alla concittadina Idara che i cristiani si fanno sempre più aggressivi, intolleranti verso chi professa altri culti o nessuno. Treptona riflette che tutte le religioni hanno il fine ultimo d’imporsi sul popolo, sottometterlo e spingerlo ad usi e costumi obbligatori (disattenderli significa peccare), per tenere sotto controllo le anime inquiete. La divisione dell’impero tra Oriente e Occidente sta favorendo intrighi religiosi che muteranno per sempre l’ordine mondiale, trasformando la Sicilia in una delle più importanti comunità cristiane del Mediterraneo e condannando i diritti delle donne al declino.
In un suggestivo salto temporale, efficace ai fini della narrazione, le archeologhe dei nostri giorni Elisa e Arantxa cercano di scoprire cosa stia stato vietato, nascosto e perduto più di 1600 anni fa. Donne libere o streghe? Il romanzo si colora di giallo e di nero. Un’istituzione millenaria ha cospirato per cancellare una cultura, dei diritti, metà del genere umano.
La villa delle dee perdute. Segreti e desideri nella Villa romana del Casale
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