- Autore: Francesca Crescentini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788806269449
La vendetta è un ballo in maschera. Un anno con “Il conte di Montecristo”, edito a aprile 2026 da Einaudi, è un romanzo non fiction di Francesca Crescentini, traduttrice, divulgatrice e content creator - su Instagram la troviamo con il nome del suo blog Tegamini, dove è seguitissima. Questo è il suo primo libro.
Francesca Crescentini è consapevole di aver scritto un libro che non si può catalogare in una categoria ben definita: non è un saggio, non è una biografia e neanche un memoir. Mentre lo leggevo, ho pensato che mi fossi imbarcata in un’avventura con una compagna di viaggio arguta e ironica, che aveva come destinazione la lettura di un mattone, il Conte per gli amici, e la metabolizzazione di un lutto, grave e doloroso, che la scrittura e lo studio possono tentare di alleviare, almeno per un po’. Quindi, mi piace definirlo così, un diario di bordo, dove abbiamo incontrato tante persone, visitato moltissimi luoghi e a volte ci siamo perse nei ricordi, ma non abbiamo mai smarrito la meta finale.
Iniziamo con la lettura dei primi capitoli e l’autrice si accorge subito di un pizzico di astio di Dumas nei confronti di Napoleone, confinato sull’isola d’Elba in esilio, che sarà una sciagura per il povero Edmond. Recupera subito una biografia dell’autore e inizia a scavare nella sua famiglia, per scoprire il motivo di quella ostilità, che non svelo e rimando al libro.
Crescentini legge, studia, naviga in rete e decide di fare le valigie e partire con i suoi pargoli per l’Elba, per visitare i luoghi del primo esilio di Bonaparte. Tornata a Milano, continua la lettura, compra biografie in francese, altre edizione del Conte (siamo lettrici e quando ci piace un libro lo vogliamo in più edizioni possibili, finite quelle cerchiamo anche quelle straniere, giusto?) e alla fine cederà anche a una graphic novel, continua a preparare valigie per seguire le tracce di Dumas e di Montecristo. Ma nel frattempo riflette:
L’allegria, mi chiedo spesso, non potrebbe essere la migliore delle vendette?
No, non per chi ama l’eccesso come Alexandre Dumas.
Quante volte capita, mentre leggiamo, che la nostra mente ci riporti a una determinata situazione e cominci a divagare nel mare dei ricordi? Questo è quello che troviamo in questo libro. Un’alternanza di narrazioni, pensieri, riflessioni, flashback, spunti e curiosità, quasi un dialogo a distanza tra i due autori. Crescentini fa le domande e trova le risposte nelle opere del francese. La narrazione più intima e toccante, però, è quella che rappresenta la rabbia e il dolore dell’autrice per la perdita della mamma, che si specchia nel tormento di Edmond Dantès e del suo illustre creatore, che forse era ancora più tormentato del suo protagonista.
Nel corso delle pagine conosceremo meglio anche Dumas, la sua vita sregolata, gli scandali, gli sfarzi, la sua avversione per la cucina italiana e non solo, la simpatia per Garibaldi, l’amore per le donne e il rapporto difficile con il figlio. Di Francesca conosceremo l’amore per la sua famiglia, la forza di affrontare tutto senza trascinare gli altri nel suo dolore, la sua voglia di vivere e di sperimentare cose nuove. Da questa sua sperimentazione nasce questo libro, che avrei voluto avere mentre leggevo per la prima volta il Conte. Ma non mi sono persa d’animo, ho ripreso dallo scaffale la mia copia del libro e mi sono unita a lei nella lettura, tra sorrisi e lacrime, ricordando sempre:
Solo chi ha sperimentato l’estrema sventura è in grado di provare l’estrema felicità.
La vendetta è un ballo in maschera. Un anno con “Il conte di Montecristo”
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La vendetta è un ballo in maschera. Un anno con “Il conte di Montecristo”
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