- Autore: Robert Sheckley
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Nottetempo
Sedici racconti scritti prevalentemente negli anni Cinquanta e Sessanta, la cui forza visionaria continua ancora oggi a stupire il lettore e non potrebbe essere altrimenti, perché Robert Sheckley è uno degli autori più originali della cosiddetta "golden age" della fantascienza americana. In realtà, il suo stile di scrittura sfugge a classificazione ben definita. Le sue storie non sono semplici esercizi di fantasia tecnologica: sono satire intelligenti, paradossi filosofici e riflessioni amare sulla natura umana, raccontate con un ritmo brillante e un umorismo corrosivo.
Il racconto che dà il titolo alla raccolta La settima vittima (Nottetempo, 2012, trad. di Moira Egan e Damiano Abeni) è il più celebre, grazie anche alla trasposizione cinematografica fatta da Elio Petri, “La decima vittima”, interpretato da Marcello Mastroianni e Ursula Andress. La vicenda immagina una società che ha trasformato l’omicidio in uno spettacolo regolamentato, anticipando temi oggi familiari come la spettacolarizzazione della violenza, i reality show, la ricerca ossessiva della notorietà e la trasformazione della vita privata in intrattenimento di massa, nonché la ricerca di “facili” scorciatoie per arricchirsi.
Ma l’intera raccolta rappresenta un laboratorio di idee allora futuristiche oggi reali o a un passo dal diventare reali. Racconti come Il magazzino dei mondi, La trappola per uomini o Fantasma V affrontano il consumismo, la manipolazione del desiderio, il conformismo sociale, la guerra, la burocrazia e la solitudine con una leggerezza solo apparente. Ogni finale ribalta le aspettative del lettore, costringendolo a interrogarsi sulle proprie convinzioni.
Lo stile narrativo di Sheckley dà a queste storie e all’antologia in questione una forza corrosiva non comune: costruisce mondi complessi con poche pagine e dialoghi fulminanti. Non indulge mai nella descrizione, perché ciò che gli interessa non sono le macchine del futuro, ma gli esseri umani che continuano a ripetere gli stessi errori, anche quando abitano pianeti lontani. Aveva saputo intuire quanto andava delineandosi nella società americana, all’epoca la più avanzata, nel bene e nel male, dell’intero pianeta. Ecco algoritmi che condizionano le scelte, società dominate dal consumismo, competizione permanente, mercificazione dell’esistenza e ricerca spasmodica della visibilità. Più che leggere fantascienza, il lettore ha la sensazione di osservare il presente e neppure troppo inventato.
Per tutti questi motivi, La settima vittima da antologia di racconti fantascientifici diventa un classico della letteratura contemporanea, un’opera che spinge il lettore ad interrogarsi sul rapporto tra libertà, tecnologia, potere e spettacolo. Un libro da leggere lentamente, assaporando ogni paradosso, perché dietro ogni sorriso (amaro) si nasconde una domanda inquietante sul futuro dell’umanità.
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Un libro perfetto per...
lettori di fantascienza, appassionati di narrativa distopica, chi desidera scoprire uno dei grandi maestri della fantascienza del Novecento.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La settima vittima
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