La città delle foglie tremanti
- Autore: Walter Van Tilburg Clark
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Einaudi
Le biblioteche sono una miniera inesauribile di tesori, anche sconosciuti. Nei mesi scorsi ho scovato questo libro meraviglioso e lirico di Walter Van Tilburg Clark, La città delle foglie tremanti (Einaudi, trad. di Antonio Ghirelli e Aldo Palumbo), ambientato nella prima metà del Novecento a Reno, città del Nevada.
Dell’autore non so nulla e poco ho trovato in Internet. Nacque a Reno nel 1908, scrisse diversi racconti e romanzi, morì nel 1973. Null’altro. Da quelle poche nozioni che ho appreso, sono riuscita a scoprire che da un suo romanzo, Alba fatale, è stato tratto un film western che va oltre gli stereotipi del genere.
Questo libro racconta la storia di un musicista nella provincia americana. Di Reno città cosa si può dire? Che è la rivale di Las Vegas, che si gioca d’azzardo, che è la mecca di facili divorzi. Il romanzo però non parla solo di questo, anzi il vizio, le donne e la delinquenza sono ai margini della vicenda narrata, che è la storia di una vita e di una passione fortissima verso la musica e la composizione della "Sinfonia della città dalle foglie tremanti", dedicata a Reno e alle tremule, i pioppi della città con le loro foglie che tremano al vento.
Tiom Hazzard scopre lentamente ma decisamente la sua vocazione in un contesto non favorevole. Figlio di una famiglia piccolo borghese, viene seguito dall’infanzia dal narratore che interviene in prima persona fingendosi amico del protagonista ma nello stesso tempo permette al personaggio di mostrare le proprie emozioni. Tim conosce le proprie capacità e i propri limiti anche attraverso le persone che incontra, specialmente le donne che ama. Mary, Rachel, Eileen sono importanti, sono donne che stimolano la personalità di Tim e ne diventano i modelli sia pure in modo diverso. Lunghi capitoli sono dedicati anche ai maestri del giovane: Knute, un musicista pazzo, Lawrence, pittore dalla vita difficile, il fratello Willis che esce dalla vita di Tim per un reato che forse non ha commesso.
La prima parte del romanzo comincia con la descrizione di Reno dal punto di vista naturalistico: dove si trova, quali sono le montagne che la circondano, quali sono gli alberi - le tremule - che saranno importanti nell’opera musicale. La storia di Tim compare nel secondo capitolo in modo indiretto attraverso i propri genitori e prosegue con il racconto dell’adolescenza, delle prime lotte, dei primi amori e dei riti di una comunità americana degli anni Trenta molto ristretta, non favorevole a una vocazione artistica.
I capitoli sono preceduti da introduzioni che evocano il contenuto in modo riassuntivo come nelle novelle medievali, capitoli che narrano in modo riflessivo di Tim con frasi molto lunghe, con attenzione ai comportamenti del giovane visti in modo minuzioso, come se girasse una macchina da presa, e d’altro canto con la descrizione dei personaggi memorabili, come se davvero fosse una sinfonia che alterna diminuendo e crescendo. Ad esempio, degno di nota è il viaggio in montagna di Tim e Rachel, dove i due si dichiarano il loro amore ma non riescono a viverlo pienamente perché Rachel non ama Tim e Tim pone la ragazza in una dimensione idealizzata e non riesce per questo a considerarla come donna. E intanto intorno al giovane si muovono le figure di riferimento, come la madre che morirà e la sua morte servirà a far superare al protagonista la giovinezza pur non rimuovendo i problemi.
La seconda parte del romanzo racconta le vicende musicali di Tim Hazard e la sua affermazione attraverso i locali della città e il suo viaggio a Carmel, in California, dove trova la propria strada attraverso i propri maestri e trova l’amore vero di una donna, Mary, vista in modo realista come ogni vero amore. D’altro canto, il protagonista resiste a lungo all’idea dell’amore e ha relazioni con altre donne che non lo appassionano, anche se sono fonte di ispirazione per la sua musica. Tim Hazard è un vero musicista e sente che la sua strada è spianata, ma come essere umano nulla è compiuto.
Sullo sfondo la città di Reno e le sue tremule. Il giovane affronterà il suo passato nella persona di suo padre in una città in cui ritrova i propri ricordi. E la "Sinfonia delle foglie tremanti" prende le ali. Tutto si conclude, ma con una vena di malinconia che sembra la firma dell’autore; i rapporti umani sono complessi, la musica è una vocazione, ma non può sostituire il mondo degli altri. Tim Hazard alla fine trova se stesso e crea un capolavoro chiudendo il cerchio.
Che dire di questo romanzo? Che è immenso e splendido, lirico e introspettivo come mai mi sarei aspettata da uno scrittore statunitense. L’autore scava dentro l’anima del protagonista e raccoglie ogni minima variazione della città, Reno, vera anima del libro. Il romanzo ha il respiro ampio del sogno americano e la capacità di analizzare al microscopio i moti dell’anima umana.
Walter Van Tillburg Clark è un autore che avrebbe meritato un’attenzione piu profonda in Italia, ma d’altro canto le tematiche analizzate non sono affrontabili da tutti e il romanzo ha la cadenza di una sinfonia. E il narratore, sornione, applaude.
La città delle foglie tremanti.
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