- Autore: Michel Nieva
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Il Saggiatore
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788842833772
Nell’annus horribilis 2272 l’incrocio tra essere umano e zanzara dengue è detto “pupo dengue” (può significare – non a caso - marionetta o bambino): un obbrobrio secondario fra i tanti che affliggono le società terrestri del futuro. Fra le pagine allucinate di L’infanzia del mondo di Michel Nieva (Il Saggiatore, 2025, trad. di Massimiliano Bonatto), quanto a mostruosità si trova decisamente di peggio, prima fra tutti la “virofinanza”, multinazionale che investe sulle pandemie (vi ricorda qualcosa?). Esemplare il tratteggio che segue, estratto dalle pagine 50 e 51 del romanzo:
L’impresa [...] aveva avuto la prontezza di ideare il già famoso IVF (Indicatore virale finanziario) che, inserito in monumentali computer quantici, non solo era in grado di determinare con un’efficacia del 99,99% quali virus avrebbero scatenato una nuova pandemia, ma riuniva anche le azioni delle imprese avvantaggiate dagli effetti del contagio [...] Questo fruttuoso meccanismo [...] aveva permesso a molti speculatori di incanalare le proprie liquidità sul potenziale successo che una malattia aveva di scatenare una pandemia, trasformando in questo modo i virus in merci che generavano fortune stratosferiche, visto che tutti gli anni arrivavano sul mercato centinaia di nuove malattie zoonotiche, patrocinate dalle imprese che ne monetizzavano gli effetti grazie a questi strumenti.
La Terra desolata (oltre che reificata-economizzata) di L’infanzia del mondo è la Terra del futuro che ci aspetta dietro l’angolo. Senza uno straccio di opposizione, il capitalismo ha centrato in pieno la sua mission: guadagnare a qualsiasi costo. Da figli, malattie, persino dalla morte, potenziali algoritmi di investimento borsistico. Pensiamoci bene: la deriva socio-ontologica è davvero tanto distante da quella restituitaci dall’attualità?
Per questo L’infanzia del mondo è un romanzo che morde sottotraccia (quasi con eleganza, con aplomb). Un romanzo iper/ultra realista. Intelligente. E feroce, e ironico. Un lucido esempio narrativo di distopia realizzata.
In quanto loser sfigatissimo e bullizzato, il pupo dengue è l’anti-eroe della storia. A proposito di abomini palesi e sottesi: pupo/a dengue ignora l’esistenza dell’inverno (il riscaldamento globale ha reso il termine obsoleto), sopravvive in un contesto argentino mercificato, dove ogni cosa è oggetto di profitto potenziale. Bambini compresi, ipnotizzati peraltro da un videogioco efferatissimo chiamato Cristiani vs Indios. Sono le ricadute sociali di un capitalismo dittatoriale e di un pianeta alla frutta. Chissà se in quanto marginale pupo/a dengue (senza essere un/a santo/a) non ci sta. Non si rassegna all’andazzo, andando a ricercare - prima ancora che le proprie origini terrene - senso e significati effettivi dell’esistenza. Una teleologia avulsa dagli intenti ultimi dei broker - nemesi robotica del pupo/a dengue -, protagonisti della quotidiana pantomima borsistica.
Quei broker frenetici, vestiti in giacca e cravatta, senza mai smettere di guardare gli schermi che rivestivano la sala. Correvano sparati a destra e a sinistra, in ogni direzione, privi di alcun proposito o fine [...] Ma la cosa più curiosa, pensava la bimba, erano le loro facce mentre contemplavano lo spettacolo delirante dei numeri che scorrevano [...] i volti dei broker, come se i loro muscoli facciali fossero elettrificati da una corrente che seguiva il ritmo furioso delle mutevoli quotazioni, si contraevano e dilatavano in smorfie indecifrabili, talmente grottesche che la bambina non riusciva a capire se fossero di spavento o di piacere.
Attraverso un taglio narrativo in cui confluiscono fumetti manga, body horror, fantascienza distopica e contenuti di denuncia, Michel Nieva effigia vittime (?) e carnefici di contesti urbani pre-apocalittici, troppo simili alla nostra attualità per discendere soltanto dall’inventiva sfrenata dell’autore. Vale anche per i personaggi, ciascuno nel suo piccolo emblema dell’anima nera contemporanea.
L’infanzia del mondo è quindi un romanzo sorprendente in modo originale che, inscenando il futuro, inscena il presente alienato del neoliberismo. Un romanzo militante senza essere precettista, in modo deliziosamente originale.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’infanzia del mondo
Lascia il tuo commento