L’immensa distrazione
- Autore: Marcello Fois
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2025
Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi.
Questo l’incipit del romanzo L’immensa distrazione di Marcello Fois, edito nel 2025 da Einaudi.
Perentorio come Saramago ne L’intermittenza della morte, Fois introduce il lettore alle vicende della stirpe dei Manfredini con questa frase che cade definitiva e spiazzante. Partendo dalla morte del capostipite Ettore, il cui spirare perdura per trecento appassionanti pagine, l’autore ci restituisce le esistenze tragiche e spietate dei protagonisti, seguendo
quelle dicerie secondo le quali mentre si muore, o si è appena morti, i fatti salienti della vita trascorsa vengono in mente sotto forma di flusso istantaneo
perché è sempre il morire a dare senso all’esistere. Ettore Manfredini ripercorre i momenti più importanti della sua vita come uno spettatore impassibile capace di entrare nell’intimo e leggere con cinico distacco i sentimenti altrui: è un superpotere che la morte gli concede. E poiché “in ogni famiglia c’è un membro che orienta il clima emotivo di tutti gli altri”, come scriveva Michela Murgia, a determinare il destino della famiglia Manfredini è proprio il suo capostipite, che, basando la sua realizzazione sul dolore altrui, trasformerà le esistenze dei suoi familiari in un’epopea dell’infelicità.
Ettore si è riscattato dall’emarginazione e dalla miseria con l’inganno, ha condotto un’esistenza signorile, ma vuota e indegna. Ambientata nella lenta bruma emiliana, in un’epoca che parte dalla Seconda Guerra sino alla fine del Novecento, la storia ci riporta ai grandi cambiamenti economici e industriali che hanno investito la pianura padana nell’ultimo secolo. I Manfredini hanno fatto di un piccolo mattatoio un impero, della loro miseria una potenza, ma si sono venduti l’anima: non è il sangue dei loro maiali a insozzarli, è la loro disumanità.
In questa sua ennesima saga familiare, Marcello Fois ci offre una visione cruda e consapevole dell’esistenza; non concede moralismi o giudizi, piuttosto un’analisi asettica del declino morale a cui talvolta conducono le nostre scelte. E per farlo brandisce la lunga falce della Morte, che tendiamo sempre a ignorare, a scansare, dimenticando che vivere non è altro che “un’immensa distrazione dal morire”.
L'immensa distrazione
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