- Autore: Anna Maria Ortese
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Adelphi
L’iguana, romanzo di Anna Maria Ortese pubblicato nel 1965 (disponibile adesso nell’edizione Adelphi del 2016), è una vicenda fantastica e al tempo stesso inquietante, tragica e grottesca, che spalanca lo sguardo su un mondo ingiusto e violento. La tendenza dell’autrice è di porsi dal punto di vista di coloro che soffrono, di quelli che restano piccoli, inferiori e ai margini del mondo. Questa profonda volontà autoriale è legata al suo passato in cui ha sperimentato dolore e sofferenza. L’autrice, infatti, subirà nel corso della sua vita lutti che la segneranno nel profondo e contribuiranno a un senso di estraneità e spaesamento, elementi centrali nella sua visione letteraria.
Questo specifico romanzo si pone tra le due opere più famose dell’autrice. Nel 1953 viene pubblicato Il mare non bagna Napoli, una serie di scritti il cui racconto si mescola alla cronaca e all’inchiesta giornalistica e dove la realtà quotidiana di Napoli viene messa a ferro e fuoco nei suoi aspetti più dolorosi. Nel 1975 viene pubblicato Il porto di Toledo; la Toledo di cui parla l’autrice non è la vera città spagnola, in cui in realtà non c’è il mare, ma una trasposizione di Napoli, resa più barocca, funebre, accesa e piovosa, proiettata verso mari favolosi e irraggiungibili.
Anche ne L’iguana la Ortese è salda alla sua volontà d’inchiesta, tipica dei suoi romanzi maggiori, anche se mostra un mondo fantastico e quasi onirico, rappresentato dalla trama molto singolare. Un ricco milanese, dall’animo gentile e rispettoso, parte alla volta del mare per poter comprare nuove terre. Prima di partire un suo amico lo incoraggia a cercare nella sua ricerca di terre anche delle storie bizzarre, per poter risvegliare l’assopito mercato editoriale milanese. La storia viene presto trovata quando il protagonista sbarca nell’isola di Ocaña, un’isola piccolissima e sconosciuta, dove si innamora di un’iguana, una piccola donna rettile che fa da serva e schiava in una casa di bizzarri personaggi. Il piccolo rettile è soventemente maltrattato e l’atmosfera all’interno di tutto il romanzo è decadente, mostrando la nobiltà decaduta di Ocaña, visibile nella casa oramai vecchia e trasandata.
Quello che potrebbe sembrare un romanzo fantastico e irreale contiene al suo interno tutta la realtà della violenza e dei maltrattamenti ai danni dei più deboli. L’atmosfera viene resa disincantata e popolata da personaggi che sono insoddisfatti della propria vita; quest’ultimi sfogano la loro frustrazione contro coloro che non si possono difendere.
La letteratura di Ortese non è leggera, anche quando la trama potrebbe far pensare a una storia più distante dalla realtà, l’autrice riesce ad affondare le mani negli elementi più dolorosi della quotidianità. Anna Maria Ortese è una, ma naturalmente non l’unica, autrice donna che intende realizzare una letteratura impegnata, volta alla denuncia, per poter migliorare le situazioni di volta in volta denunciate. Così, anche un romanzo dalla matrice fantastica come L’iguana, ambientato in un’isola che è dipinta con caratteri metafisici, può aprire il proprio sguardo alla realtà e lo fa in modo brutale. In questo modo nel romanzo viene descritta una realtà ancora, purtroppo, attuale. Proprio per questo è un libro da dover leggere, ma non per trovare un mondo fantastico da cui eludere la realtà, perché essa si presenterà inevitabilmente potente anche negli aspetti che ci possono apparire più distanti.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’iguana
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