- Autore: Tiffany McDaniel
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Edizioni Atlantide
- Anno di pubblicazione: 2020
Tutte le piccole decisioni che prendiamo: quale camicia indosseremo oggi, cosa vogliamo mangiare per cena, quale film andremo a vedere venerdì sera, non sono altro che piccole prove per le scelte più grandi che dovremo affrontare nel momento in cui ci troveremo lanciati a tutta velocità nella vita, senza freni.
Malgrado tutte le nostre prove, però, può arrivare qualcuno che ci faccia dimenticare che abbiamo il diritto di scegliere per noi, un diritto che ci è stato garantito da Dio. L’incapacità di decidere da soli ci sminuisce, ci svilisce. È una malattia, un’infermità mentale, che colpisce il nostro buon senso rendendoci vittima di decisioni che mai avremmo preso. Questo è esattamente quanto è accaduto quell’estate del 1984. Questa gente perse il proprio diritto di decidere per sé smarrendo la propria sanità mentale come sudore in una vasca d’acqua calda.
Nelle parole dell’arringa di Autopsy Bliss in difesa dei propri concittadini, rei di un crimine orrendo, c’è tutto il senso e la profondità di L’estate che sciolse ogni cosa (Blu Atlantide, 2020, trad. di Lucia Olivieri), il libro d’esordio di Tiffany McDaniel, enigmatica scrittrice e visual artist americana.
In quella caldissima estate del 1984, nientemeno che il diavolo viene invitato nella cittadina di Breathed, in Ohio, e questi sembra presentarsi davvero, sotto le sembianze di un ragazzino di dodici anni, nero e con gli occhi dalle iridi verdissime, che stringe amicizia con Fielding Bliss, figlio dell’integerrimo procuratore Autopsy, autore del singolare invito.
L’impenetrabile e misterioso ragazzino, che sceglierà di farsi chiamare Sal, rimane nella casa dei Bliss per il tempo in cui il capofamiglia e lo sceriffo, convinti che sia scappato da casa, cercano i suoi genitori; ma i giorni passano, le ricerche si rivelano infruttuose e nella cittadina iniziano ad accadere fatti tragici che per molti sono da attribuire proprio alla presenza di Sal, il quale per primo continua a sostenere di essere Satana in persona.
Come spesso accade, quel che non viene compreso genera paura e troppe volte c’è qualcuno che è pronto ad approfittarne, come fa Grayson Elohim, “che poteva contare su un albero genealogico degno di uno straccio da cucina”, ma che
nel corso di quell’estate divenne Dio. Da principio le sue idee caddero dalla sua bocca sterili e innocue come ossa senza vita ma poi, pian piano, si trasformarono nei dinosauri che avevano preceduto i fossili. A quelle ossa venne soffiata dentro nuova vitalità, nuova forma. E scopo. Lo scopo di orchestrare il panico attraverso un coro di paura. Paura di un ragazzo dalla pelle scura. Paura del diavolo nella pelle di un ragazzo.
Mentre l’anomalo caldo di quella estrema estate scioglie i gelati e le convinzioni, confondendo ogni certezza e il senso stesso del bene e del male, attorno a quest’uomo, vedovo e solitario, si crea una sorta di setta che, sfuggendo anche alle intenzioni del suo stesso creatore, arriverà a compiere un crimine terribile pur di salvare Breathed dal male assoluto, il diavolo bambino.
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Profondo e a tratti lirico, questo romanzo entra, senza retorica, nelle profondità dell’animo umano, per indagare come la paura del diverso, di ciò che è sconosciuto e lontano, possa rendere manipolabili le persone, attirandole in una spirale di odio, dalla quale difficilmente si torna indietro, se non dopo esserne stati ormai completamente travolti. L’autrice utilizza un linguaggio secco, diretto, preciso, che le permette di rendere vivida persino l’afa che avvolge la cittadina. Una storia estremamente surreale ma molto ben costruita che, se inizialmente lascia spaesato il lettore, a poco a poco lo conquista e coinvolge, accompagnandolo con intensità crescente fino all’ultima pagina. E che rimane dentro a lungo, anche dopo aver chiuso il libro.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’estate che sciolse ogni cosa
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