L’erbario di Jeanne
- Autore: Isabelle Chavy
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Giunti
- Anno di pubblicazione: 2026
L’erbario di Jeanne (Giunti, 2026, titolo originale Terra incognita, trad. di Silvia Rogai) di Isabelle Chavy è ispirato a una storia vera. L’autrice, originaria della Borgogna, ha compiuto gli studi in Lettere moderne alla Sorbona, e vive e insegna a Niort.
La Comelle, Saône-et-Loire, Borgogna, 1752.
Che fine ha fatto quella dannata ragazzina? Mi farà impazzire! Non c’è mai quando hai bisogno di lei!
Al villaggio erano tutti abituati alle sfuriate di Fanette, donnona brusca e nervosa. E tutti sapevano anche che come al solito ce l’aveva con la ragazzina, o “la Selvaggia”, come la chiamavano alcuni. Era una nipote che di recente avevano dovuto accogliere a casa loro, visto che le erano morti entrambi i genitori. Più di una persona del villaggio avrebbe potuto raccontare a Fanette di averla vista dirigersi verso la massa scura della foresta alle prime luci dell’alba, inerpicandosi sulla collina a passo svelto come se avesse un appuntamento. Invece dal suo nascondiglio, acquattata tra gli arbusti di ginestra, poteva contemplare il villaggio senza paura di essere scoperta. Quel villaggio circondato da colline boscose, dove dodici anni prima era venuta al mondo, il suo solo e unico orizzonte.
La chiamavano “la Selvaggia” ma il suo vero nome era Jeanne. Benché avesse ormai raggiunto il dodicesimo anno di vita, la sua aria da gracile passerotto malandato la faceva sembrare più piccola. Gli stracci con cui era vestita mal celavano quel piccolo corpo ossuto, che stentava a crescere. Il suo viso, spigoloso e pallido, era dominato da due enormi occhi grigi. Una folta criniera scura costantemente arruffata le arrivava fino ai fianchi. La fragilità di quella ragazzina poteva trarre in inganno, ma quando si veniva colpiti dallo sguardo incandescente con cui osservava qualunque cosa, sembrava fosse animata da una forza insospettabile.
Alla piccola e intelligente Jeanne, desiderosa di imparare e curiosa del mondo che la circondava, si sarebbero aperti ampi orizzonti lasciando un segno importante nella storia.
Mi è piaciuto moltissimo ricostruire il filo della sua esistenza e seguirne le orme, pur con l’intenzione di scrivere un’opera romanzesca, con tutte le libertà del caso, proprio come la sua vita dall’inizio alla fine
Lasciamoci conquistare dall’ardita e appassionata Jannet, che con la sua vita avventurosa voleva fronteggiare una società che confinava “il sesso debole” nei consueti ruoli. Prima donna a circumnavigare il globo, ha dimostrato che non spetta solo agli uomini il diritto di apprendere e di autodeterminarsi.
Col bel tempo Jeanne andava ad annusare le splendide rose bianche che rivestivano la facciata della canonica. Avrebbe potuto rimanere in quel posto per ore.
L'erbario di Jeanne
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