- Autore: Guido Tonelli
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788807174865
"Con il suo inconfondibile stile narrativo" - recita il risvolto di controcopertina del libro L’eleganza del vuoto. Di cosa è fatto l’universo di Guido Tonelli (Feltrinelli, 2025) - "Tonelli, fisico al Cern di Ginevra e professore all’Università di Pisa, intreccia storia della scienza, filosofia e cosmologia moderna, portandoci ad esplorare le rivoluzioni che hanno rovesciato la nostra concezione della realtà". E ancora:
oggi sappiamo che il vuoto è il vero protagonista della storia cosmica: da esso è scaturito il Big Bang, ed è nel vuoto che si nascondo le forze che regolano l’universo.
All’inizio della prima parte dell’opera, troviamo una magistrale esposizione del pensiero degli antichi filosofi greci. Ma non sono trascurabili le considerazioni dell’autore a proposito di Leopardi pensatore:
ma pochi tra i suoi contemporanei si sono resi conto della portata filosofica del suo pensiero. I più hanno liquidato le sue considerazioni sul destino degli esseri viventi come una forma di depressione, in qualche modo collegata alle sue disgrazie personali. D’altro canto, com’era possibile accettare il suo pessimismo cosmico nell’epoca in cui ogni sogno sembrava realizzabile?
In quel clima effervescente, quando moltitudini di giovani ebbri di libertà attraversavano le piazze dell’Europa, Leopardi scriveva che tutte le cose sono nulla, strette fra il nulla infinito che le precede e il nulla inesorabile cui sono destinate: "In somma il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla" (Zibaldone). Il suo pensiero anticipa di decenni il nichilismo di Friedrich Nietzsche. Ma si può citare uno scrittore contemporaneo che sul vuoto la pensa allo stesso modo: "Sono il vuoto, non sono diverso dal vuoto, né il vuoto è diverso da me, in realtà il vuoto sono io" (Jack Kerouac, I vagabondi del Dharma).
"La scienza contemporanea - sostiene Tonelli - è arrivata a conclusioni che ci consentono di aggiornare la più famosa frase di Democrito: ’Tutto è fatto di atomi e di vuoto’. Possiamo tranquillamente cancellare la parola atomi, rendendo la conclusione ancora più icastica e precisa: tutto è fatto di vuoto". Di particolare importanza, nell’economia dell’opera, l’ampia citazione dalle pagine 120 - 121:
non ho potuto resistere alla tentazione di immaginare Michelangelo Pistoletto nel 1964, quando, poco più che trentenne si confrontava con le questioni cruciali che avevano attraversato la storia dell’arte per secoli e cercava una sua strada, originale, inesplorata. Stava compiendo, in campo artistico la stessa operazione che in campo scientifico stavano realizzando tre giovani scienziati a caccia di una soluzione al puzzle della massa.
Brout, Englertr e Higgs non hanno mai conosciuto di persona Pistoletto e, se fosse successo, i quattro forse non avrebbero mai, neanche lontanamente, sospettato che fra loro ci potessero essere punti di contatto. E invece artisti e scienziati, quei visionari che cambiano per sempre il linguaggio dell’arte o della scienza, fanno parte della stessa “pattuglia di esploratori dell’immaginario”. Individui che ci consentono di costruire una visione più precisa e dettagliata del mondo che ci circonda, di realizzare nuovi simboli, capaci di tenere assieme, con più forza, la fragile comunità umana.
Per concludere, L’eleganza del vuoto. Di cosa è fatto l’universo è un racconto che sfida le nostre certezze e che pone nuove domande su ciò che siamo e da dove veniamo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’eleganza del vuoto. Di cosa è fatto l’universo
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