L’arte di perdersi. Storia dei miei traslochi
- Autore: Lia Piano
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Bompiani
- Anno di pubblicazione: 2025
Con L’arte di perdersi. Storia dei miei traslochi (Bompiani, 2025), Lia Piano torna alla narrativa dopo il fortunato esordio con Planimetria di una famiglia felice (2019). Nata a Genova nel 1972, è laureata in lettere. Figlia del celebre Architetto Renzo, dal 2004 si occupa dell’omonima Fondazione.
Il romanzo prende avvio da un dono imprevisto: una casa in Liguria regalata dalla zia Laura, ma dichiarata inagibile. La protagonista, una donna di cinquant’anni, non si dà per vinta e decide ostinatamente di rimetterla in sesto. Però non si tratta solo di un luogo fisico: diventa il punto di partenza per ricordare le tappe di una vita costellata da traslochi, simbolici e reali, in cui ogni abitazione segna una fase esistenziale, tra sogni, delusioni, fughe e ritorni.
Nello stile di Uno, nessuno e centomila di Pirandello, una banale frase dell’ex compagno Marcello mette la protagonista di fronte al tempo che passa e al corpo che cambia, e le fa rivalutare la propria percezione con le altre persone nella società.
Il libro è attraversato da un umorismo che serve a sdrammatizzare i suoi pasticci e dimenticanze: ricorda le atmosfere di “Bridget Jones” e di “Sex and the City”, soprattutto quando l’autrice chiacchiera con le amiche sulla scomparsa del romanticismo, sostituito dalle varie app di incontri e relazioni sessuali mordi e fuggi, a volte raccontate esplicitamente. Successivamente, invece, vengono descritti momenti più intimi e poetici: quando recupera il rapporto con la madre anziana e malata, la cura delle piante, la riscoperta della zia apparentemente fredda e calcolatrice e il misterioso Libero che l’aiuta nelle sue peripezie. L’autrice dosa con equilibrio malinconia e leggerezza, alternando battute secche a descrizioni suggestive di luoghi non turistici, come il Testaccio a Roma, e a salti temporali di trent’anni che scorrono senza fratture. La scrittura è scorrevole, l’ironia avvicina, la poesia trattiene: anche gli episodi più surreali assumono un tono fiabesco che fanno volare la fantasia.
Ci si può quindi divertire e commuovere, quando ci si può riconoscere nelle piccole distrazioni quotidiane, nelle goffaggini e nella nostalgia di un tempo che sfugge. L’arte di perdersi. Storia dei miei traslochi è un libro che racconta la fatica e la bellezza di costruirsi una casa interiore, che si vuole liberare dal peso anche materiale del passato.
L'arte di perdersi. Storia dei miei traslochi
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