L’anno in cui il Governo Mussolini cancellò il Primo Maggio
- Autore: Michelangelo Ingrassia
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
L’anno in cui il Governo Mussolini cancellò il Primo Maggio (Agra Editrice, 2024) è un saggio di Michelangelo Ingrassia, docente universitario di Storia contemporanea che ha scritto pregevoli opere e adesso sofferma la sua attenzione sul rilevante avvenimento del 1923, analizzando non solo la vicenda in sé ma anche le dinamiche storiche relative e connesse. Un volume che nasce sotto gli auspici della Fondazione Argentina Altobelli, con lo scopo di ricostruire la storia dei lavoratori e del movimento sindacale in Italia e in questo contesto si è dato inizio nella collana editoriale “Sindacato e Storia” con la tematica del Primo Maggio. Il sottotitolo di copertina definisce ancor meglio i temi e così recita: “Dal primo Consiglio dei Ministri (1° novembre 1922) al Patto interconfederale di Palazzo Chigi (19 dicembre 1923)”.
Il professor Ingrassia ha arricchito il volume con una ricca appendice documentaria, tra cui i manifesti e la Gazzetta Ufficiale in cui fu inserita la norma in cui venne cancellata la Festa del Primo Maggio; sono presenti anche le riproduzioni dei giornali del tempo e i quotidiani più importanti che comunicavano la notizia. A differenza dell’Italia fascista, la Germania nazista non abolì il Primo Maggio, denominandolo in altro modo mentre il Governo Mussolini arrivò a toglierlo e a sostituirlo con il 21 aprile, la ricorrenza del Natale di Roma, una data peraltro inattendibile. L’autore rileva come in questa cancellazione fosse sottesa un’operazione di “cancel culture”, un tentativo di eliminare culturalmente una data, un avvenimento e un’attività che ha radici e origini antiche. Ci si riferisce a eventi di rivendicazione avvenuti specie in nord America, dove nella “Festa dei lavoratori” scaturivano e si esplicitavano tutte le istanze sindacali in un appuntamento simbolico annuale delle classi lavoratrici. E questo specie all’indomani della fine del primo conflitto mondiale, dove non si ebbe uno sviluppo democratico, sopravanzando le forze più neglette e violente tra cui anche ex reduci di guerra.
Il libro di Ingrassia, con la sua ricca appendice documentaria, cerca di comprendere le ragioni e le motivazioni che hanno portato e per cui si arriva all’abolizione del Primo Maggio, un momento di progressiva fascistizzazione dello Stato con intere istituzioni che cambiano segno ed organizzazione. Citando l’autore:
Può essere utile, in proposito, ricordare che quando Mussolini cancella il Primo Maggio, egli presiede un governo di coalizione formato da fascisti, nazionalisti, liberali progressisti, liberali conservatori, popolari, liberalriformisti, agrari, centristi…
Siamo nel 1923, non ancora in pieno regime ma già ci si avvia verso la creazione di uno Stato autoritario dove un’apparente efficienza si vuol che domini sulla libertà individuale, per cui sono banditi scioperi e manifestazioni pubbliche in cui, secondo alcuni, si appalesa l’odio tra le parti sociali, mentre occorre privilegiare le esternazioni dei miglioramenti in campo economico.
L’anno in cui il Governo Mussolini cancellò il Primo Maggio è un libro importante e sempre attuale, anche se riferito a quanto avvenuto cento anni fa, ma che vuole trasmettere un valore continuo, costituendo altresì un punto di riferimento per chi voglia comprendere appieno la storia del lavoro.
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Un libro perfetto per...
Storia contemporanea, Storia del Fascismo
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