- Autore: Maura Baldini
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2025
La raccolta di poesie di Maura Baldini, una silloge che ha come titolo Insula (Marco Saya edizioni, 2025) è il resoconto finale di un viaggio in Islanda, la vera ma misteriosa isola vicina al polo Nord dove gli abitanti in totale non arrivano a un milione, con la capitale, Reykjavík, che con i suoi trecentomila abitanti, nella nostra immaginazione, pensiamo simile a un grande borgo, ma in realtà è piena di vita e commerci, con le sue birrerie e discoteche. I giovani si divertono come i ragazzi e le ragazze dell’Europa occidentale.
Nelle poesie di Maura Baldini non ci sono mappe, né strade, per quelle dovete acquistare un libro da viaggio per l’Islanda, ma mappe che però sono interiori, emozioni meno fredde del posto in cui si sta. L’autrice ha trovato un posto dove si "modula" la luce, che è grande e paradossalmente presenza e assenza, bagliore e scintillio di un mondo dove le persone credenti in Dio scorgono la luce, gli altri solo un lucore, dove il sole è sempre in procinto di arrendersi, di lasciare tutti al buio. Tanto che Baldini scrive di spessore dell’alba mettendo in virgolette l’unica città dell’isola, Reykjavík, e recita:
E poi finisce la notte, / svanisce così, dietro una costola del sole. / L’alba ha uno spessore coriaceo, / è persistenza all’addiaccio, / mezzana di luce che indulge. / Immagina la schiena di una danceuse: / così s’inarca e s’inchina al giorno / la notte nel suo irrimediabile finire.
Maura Baldini ci apre uno spicchio di galassia dove non si sa niente, e neanche più avanti sapremo nulla; la scrittrice ci tiene a non parteggiare tra la terra e l’infinito e la consolazione ci arriva, nel libro, da citazioni per ogni singola poesia a mo’ di eserghi. Fra questi c’è lo scritto di Borges che si attaglia alla perfezione sul paese che Maura Baldini ha visitato e che recita:
È più pesante dei suoi mari. / È più alta del cielo. / È un grande muro sospeso. / È l’alba in Islanda.
E le citazioni arrivano da Montale, Ungaretti e Borges, appunto. Nessuna silloge mi aveva emozionato tanto in questo anno corrente. Un libro prezioso, bellissimo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Insula
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