- Autore: Marianna Aprile
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2021
Virginia Rocchi, la protagonista del romanzo di Marianna Aprile In balia (La nave di Teseo, 2021), è precaria nel lavoro e precaria nei sentimenti. La sua è una vita vissuta in balia del tempo e degli eventi, legata soltanto a poche persone da un’amicizia fraterna. Attraverso gli incontri che punteggiano il suo percorso racconta il mondo che la circonda, fatto di persone, storie e fragilità.
È un personaggio che rappresenta buona parte della generazione oggi tra i quaranta e i cinquant’anni, i figli degli anni Settanta. Non sono stati i primi con la valigia sempre pronta, ma sono forse i primi ad aver conosciuto una vita instabile, in ogni ambito, e ad averla accettata quasi naturalmente. Una generazione cresciuta con un’educazione ancora legata a regole e rituali: il saluto, il “grazie”, il “Lei” rivolto a chi non si conosce. Piccoli gesti che non erano formalità, ma segni di rispetto. Sono persone che continuano ad aspettare il momento giusto, l’occasione della vita, la persona ideale o forse idealizzata. Non buttano via nulla, conservano oggetti, ricordi, possibilità. E spesso portano con sé un senso di colpa, anche quando non ne comprendono fino in fondo l’origine. Il tutto mentre il tempo passa, “con le stagioni a passo di giava” (Fabrizio De André). Sono, in qualche modo, eterni Peter Pan, ma più stropicciati e più consapevoli; più filosofi che sognatori, quelli che qualcuno descriverebbe così: “Che non abbiamo vita regolare / Che non ci sappiamo limitare / Siamo solo noi” (Vasco Rossi).
“Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto” (Francesco Guccini). La spilla da balia, un dettaglio apparentemente insignificante, diventa invece il centro di una storia. Un particolare che forse molti avrebbero ignorato, perché la velocità della vita contemporanea lascia sempre meno spazio all’attenzione, alla curiosità, alla possibilità di fermarsi sulle cose e sulle loro storie. Il dettaglio, però, spesso custodisce ciò che altrimenti andrebbe perduto.
Tra i personaggi più riusciti emerge sicuramente Margherita Venturini. Una donna che, più che essere in balia degli eventi, è consumata dai propri conflitti interiori. Una vicenda del passato, quasi un gioco del destino, le cambia la vita e la allontana dal figlio. È il tema dell’attrazione degli opposti, della ricerca di qualcosa che rompa un equilibrio diventato forse troppo perfetto. La noia, anche se mai pienamente ammessa, di una relazione ideale e di un’esistenza ordinata spinge Margherita oltre i propri limiti. Travolta dalla passione e dal desiderio di assecondare l’amante, compie scelte di cui dovrà affrontare le conseguenze.
La spilla diventa così un simbolo, non solo un oggetto ma un elemento capace di restituire dignità a una donna e rispetto ai morti. È anche una riflessione sulla memoria e sulla Storia; l’uomo che infierisce sul nemico dopo la morte, trasformandolo in un macabro trofeo, non dimostra soltanto crudeltà verso l’altro, ma rivela anche la propria sconfitta.
Il romanzo è bello, scritto con grande cura, capace di divertire, regalare un sorriso e allo stesso tempo aprire spazi di riflessione. È un libro che pone domande al lettore e lo porta inevitabilmente a guardare alla propria vita, al presente e al passato. Le pagine più intense arrivano nel finale, con il racconto degli eventi di Piazzale Loreto. Qui il tono cambia, la scrittura assume una maggiore intensità e profondità. È forse un peccato che a questo momento storico siano dedicate poche pagine, perché rappresenta uno dei passaggi più potenti del romanzo. Marianna Aprile, attraverso una scrittura fluida, elegante, misurata e inclusiva, riesce a creare una forte empatia con il lettore. Forse perché cerca sempre la notizia e non lo scoop, forse perché possiede la capacità di osservare il dettaglio e la sfumatura. A questo proposito viene in mente la celebre frase attribuita a Mies van der Rohe, “Gott ist im Detail” (“Dio è nei dettagli”), in realtà legata alla tradizione dello storico dell’arte Aby Warburg. Proprio nel dettaglio spesso si trova l’anima di una persona, di un oggetto o di un avvenimento. Ed è proprio nei dettagli che Marianna Aprile riesce a far emergere il significato più profondo delle storie che racconta.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: In balia
Lascia il tuo commento