- Autore: Daniela Attanasio
- Categoria: Poesia
- Casa editrice: Vallecchi
- Anno di pubblicazione: 2026
Non potremmo mai impaurire noi stessi se il tempo non nasce e non muore. Siamo fantasmi che hanno bisogno di toccare oggetti e volti, per un realismo che ci dà la possibilità di inventare un mondo pulito, terso, senza le troppe sofferenze di questo pianeta pieno di guerre e miseria. Sembra amara ironia e Daniela Attanasio, nel suo Il tempo non nasce e non muore (Vallecchi, 2026), recita:
ci sono giorni forse soltanto ore in cui il battito del cuore / risveglia la memoria mentre i sensi tacciono / come avessi perso la vista l’udito / il sapore di quanto ho mangiato l’ebrezza del vino bevuto / la vita si anestetizza da sola / si addormenta in un letto sospeso da terra / e quando si risveglia la memoria sta svanendo in una / conca d’acqua che ricorda una conchiglia.
Qualcuno dice alla poeta che c’è fin troppo realismo e che nei versi manca il mistero. Ma Attanasio non replica perché è davvero poco quello che vediamo, troppi buchi neri, il mistero sono le centinaia di persone che posseggono miliardi di dollari. I versi sono leggibili e arguti; ormai l’ironia o il sarcasmo stanno diventando merce rara anche nelle sillogi. Mentre le abitudini, nelle relazioni sentimentali, dal momento che non sappiamo bene se siamo reali o meno, intossicano nel tran tran quotidiano:
quando accadrà io sarò triste / ma non ci sarò / ci sarai tu con la tua faccia mai vista in vita / sbiadita nel colore / una faccia muta matura / aspra e rugginosa / come la mela annurca che troneggia nella mia frutteria.
Poi un ritratto inedito di Amelia Rosselli a Roma, in un appartamento piccolissimo vicino a Piazza Navona. In quei pochissimi metri quadri, forse, trovò un po’ di serenità e non sentiva più tanto i servizi segreti americani nella sua testa.
Ci sono versi di Attanasio che si attagliano alla situazione meteorologica di queste ultime estati:
Non ho sonno ma sono molto stanca / come avessi attraversato una pianura deserta / ho sete ma non ho fame - forse sono già morta - / mi annoia questa giornata calda che mi fa sudare / sudo dalla noia e non voglio ascoltare / le notizie che arrivano dai cosiddetti teatri di guerra / mentre il tempo passa senza farsi vedere / lasciandomi assetata spargendo polvere per la casa / costringendomi a restare nel giro vorticoso delle ore / sembra che il tempo abbia solo compiti ingrati - / ricoprire di polvere e di spari ogni angolo della terra / e in un momento prescelto della nostra vita farci scomparire.
Poesia civile, realista, uno splendore.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il tempo non nasce e non muore
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