- Autore: S.A. Cosby
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2026
Il re delle ceneri (Rizzoli, 2026, trad. di Luca Briasco) è un noir dalle forti venature thriller, in cui il crimine si intreccia al dramma familiare, dando vita a una storia dominata da scelte impossibili, segreti irrisolti e legami capaci di essere tanto una salvezza quanto una condanna. L’autore, lo statunitense originario della Virginia S.A. Cosby, è considerato una delle voci contemporanee più interessanti: la sua scrittura intensa e realistica, capace di raccontare personaggi complessi, tormentati e spesso sospesi tra giustizia e colpa, dà vita a storie in cui il crimine diventa anche un modo per esplorare le fragilità umane e le dinamiche relazionali.
Roman Carruthers ha costruito lontano dalla città dove è cresciuto, Jefferson Run, una carriera di successo come consulente finanziario, lasciandosi alle spalle l’impresa di cremazioni che i genitori hanno faticosamente creato e un passato che preferirebbe dimenticare:
Non voleva nel naso l’odore di carne bruciata né la cenere nei capelli. Non era un ingrato, il fuoco aveva dato molto a lui, a sua fratello, a sua sorella. Ma non desiderava essere il Re delle Ceneri. Quel titolo apparteneva a suo padre e a Roman andava bene che continuasse a vivere tramite lui, o che bruciasse con lui.
Il ritorno nella cittadina della Virginia, dopo che il padre è finito in coma in seguito a un presunto incidente stradale, lo costringe a confrontarsi con una realtà ben diversa da quella che si immaginava: il fratello Dante è sommerso dai debiti che ha contratto con la BBB, la gang dei fratelli Torrent e Tranquil, mentre la sorella Neveah cerca disperatamente di tenere in piedi l’attività di famiglia e di fare luce sul mistero della scomparsa della madre, avvenuta diciannove anni prima, che pesa come un macigno sulla vita di tutti loro.
Ogni personaggio affronta il trauma della perdita in modo diverso. Roman si rifugia in pratiche sessuali di sottomissione, Dante si rassegna a essere il “perdente” della famiglia e anestetizza il suo dolore con la droga e con l’alcol, Neveah cerca indizi sul caso della madre e nutre un crescente risentimento verso il padre e il ristretto orizzonte della sua vita.
La vicenda si sviluppa come una continua escalation di violenza, nella quale ogni decisione presa da Roman per tentare di risolvere il disastro provocato dall’avventatezza del fratello comporta conseguenze sempre più gravi. Le sue competenze finanziarie diventano solo uno degli strumenti a disposizione per tentare di salvare la famiglia, mentre il confine tra legalità e sopravvivenza a ogni costo si assottiglia, fino quasi a scomparire.
Il rapporto fra i tre fratelli costituisce il vero cuore della storia e trasforma il romanzo in un intenso racconto sui legami familiari, sul senso di colpa e sull’eredità emotiva che attraversa le generazioni. Roman emerge come una figura complessa, capace di suscitare empatia pur muovendosi in una zona morale estremamente ambigua. Anche l’ambientazione contribuisce in modo decisivo a delineare l’atmosfera: Jefferson Run è una cittadina segnata dal declino economico e dall’abbandono, un luogo in cui disperazione, corruzione e criminalità prosperano indisturbate e dove nessuno, a distanza di tanto tempo, ha dimenticato la scomparsa della moglie di Keith Carruthers, né i sospetti che gravano ancora su di lui. Il crematorio, però, è una delle poche attività locali ancora redditizie, se non altro perché ci sono sempre cadaveri da cremare e questo scenario, oltre ad assicurare autenticità, rafforza la sensazione che tutti siano intrappolati in un contesto dal quale sia quasi impossibile fuggire.
La violenza più cruda e gratuita, descritta in alcune scene, non rappresenta un semplice esercizio di brutalità: ogni episodio ha un preciso peso narrativo e contribuisce ad alimentare la tensione. La trama costruisce fin dalle prime pagine un senso di ineluttabilità che accompagna il lettore fino all’epilogo. Anche quando alcuni sviluppi potrebbero sembrare intuibili, la suspense si mantiene alta grazie alla forza dei personaggi e alla continua evoluzione dei loro rapporti. Particolarmente riuscita è anche la caratterizzazione delle figure secondarie, alcune delle quali riescono, nonostante uno spazio limitato, a lasciare un segno in un intreccio già denso di tensione e conflitti. Il climax, rapido ma efficace, chiude una vicenda ricca di eventi senza risultare eccessivamente dilatato.
Al termine del viaggio di Roman – una lotta per sopravvivere, ma anche la lenta erosione dei confini tra vittima e carnefice – rimane il dubbio più inquietante: se il prezzo pagato sia stato la definitiva perdita di ciò che lo rendeva umano; se abbia davvero sconfitto i suoi demoni o se, invece, abbia finito per soccombervi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il re delle ceneri
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