- Autore: Suzanne Portnoy
- Genere: Romanzi erotici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: TEA
Il panorama della letteratura erotica contemporanea è spesso affollato da narrazioni che oscillano tra il romanticismo edulcorato e la pura oggettivazione. Tuttavia, quando ci si imbatte in Il macellaio, il pasticcere e tutti gli altri di Suzanne Portnoy, edito in Italia da TEA (2007, trad. di A. Zabini ), ci si trova davanti a qualcosa di profondamente diverso: un memoir vibrante, onesto e spiazzante che utilizza il sesso come bussola per ritrovare l’identità perduta.
La storia di Suzanne non è quella di una predatrice insaziabile, ma quella di una donna che, dopo anni trascorsi a soffocare i propri desideri in un matrimonio privo di passione, decide di reclamare il diritto al piacere. Il punto di partenza è comune a molte: una vita apparentemente perfetta — una bella casa, due figli, una carriera avviata nel mondo dei media — che nasconde però un vuoto affettivo e fisico incolmabile.
Il titolo stesso, con il suo richiamo quasi fiabesco a diverse professioni, suggerisce la varietà di incontri che caratterizzano questa "vacanza sessuale". Ma l’opera non è una semplice lista della spesa di amanti; è il resoconto di un viaggio psicologico. Suzanne adotta il mantra materno "Se non chiedi non ottieni" e lo applica alla sfera più intima, trasformando la passività in una ricerca attiva e consapevole.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è come la Portnoy descriva l’impatto di Internet sulla scoperta della propria sessualità. È attraverso la rete che avviene la svolta: l’incontro virtuale con un uomo di New York che funge da catalizzatore per l’esplorazione di territori fino ad allora inesplorati.
La relazione con l’americano, durata un anno e mezzo, rappresenta il cuore del memoir. È in questa fase che la narrazione si spinge oltre i confini del convenzionale. L’autrice racconta con una naturalezza disarmante esperienze di esibizionismo, sesso di gruppo e feticismo. Non c’è traccia di vergogna o di moralismo nelle sue parole; c’è invece la curiosità di chi sta finalmente leggendo il manuale d’istruzioni del proprio corpo.
Sarebbe riduttivo classificare questo libro esclusivamente come "erotico". Il sesso, per la Portnoy, è lo strumento per abbattere le mura di una prigione emotiva costruita durante un’adolescenza irrisolta e un matrimonio asfittico. Ogni incontro, dal macellaio al pasticcere, rappresenta un tassello di una rinnovata fiducia in se stessa. La scrittura di Suzanne Portnoy è diretta, priva di fronzoli e intrisa di un tipico umorismo britannico che rende la lettura scorrevole nonostante la densità dei temi trattati. Non indugia in descrizioni eccessivamente pruiginose fine a se stesse, ma si concentra sulle sensazioni e sull’evoluzione interiore che ogni esperienza comporta.
Il macellaio, il pasticcere e tutti gli altri è un’opera necessaria per chiunque voglia comprendere quanto il percorso verso l’auto-accettazione passi spesso attraverso la liberazione dei propri istinti. È un libro che invita a riflettere su quante convenzioni sociali accettiamo passivamente e su quanto, a volte, basti semplicemente "chiedere" per ottenere la felicità. In definitiva, il memoir di Portnoy è un manifesto di libertà individuale, un racconto di formazione tardiva che dimostra come non sia mai troppo tardi per ricominciare a conoscersi e, soprattutto, per divertirsi senza scuse.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il macellaio, il pasticcere e tutti gli altri
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