- Autore: Massimiliano Smeriglio
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2026
Massimiliano Smeriglio è autore di numerosi romanzi di successo. Ora, malgrado il suo impegno di assessore alla cultura del Comune di Roma, incarico prestigioso ma certamente impegnativo, ha appena pubblicato per Mondadori un romanzo di fantasia assolutamente originale, Il legame covalente, la storia di una coppia di cittadini romani che sembrava indissolubile ma che, all’arrivo di un’improvvisa grave malattia, si dissolve in modo imprevedibile.
I due protagonisti, lui un professore di chimica alla scuola superiore e lei una tecnica di laboratorio in un gabinetto di analisi cliniche, vivono una vita di coppia serena, senza troppi imprevisti, insieme all’unica figlia, Beatrice. La famiglia vive a Roma, in un quartiere borghese; il narratore è un ottimo insegnante, amato dagli studenti, appassionato della sua materia, mentre la moglie Marcella lavora fino a tardi, dedita al suo lavoro con assiduità e competenza. Quando però a Marcella viene diagnosticata una grave forma di leucemia, tutto comincia a precipitare fino alla morte dolorosa che ha fatto irruzione nella coppia con violenza, rompendo quel legame intimo che sembrava nulla potesse scalfire.
La figlia Beatrice, che intanto si è allontanata e vive in Francia, non ha aiutato i genitori durante la difficile degenza della madre, e il suo allontanamento non è solo fisico ma definitivo: non ha mai sopportato l’unione così salda tra i genitori, unione da cui si è sentita esclusa e che l’ha portata a una rottura completa anche con il padre, rimasto solo. Lui, disperato, comincia a trascurare il lavoro, per il quale non sente più alcun interesse, tanto da essere licenziato dalla scuola; vive da barbone, bevendo, trascurando l’igiene, in un continuo dormiveglia alcolico, mantenendo un simulacro di rapporto con la figlia del portiere, una ragazza obesa, borderline, tifosa compulsiva della Roma, Rossellona. Poi, mentre la sua vita si sta decomponendo, una trasmissione televisiva gli rivela qualcosa di imprevedibile: la formaldeide, presente in molti alimenti e in molti ambienti di lavoro, se non filtrata e tenuta sotto controllo, può causare malattie gravi, soprattutto leucemie. Ecco che la coscienza del chimico si risveglia: l’uomo intuisce che Marcella è una vittima di una malattia presa su un posto di lavoro non sano.
L’ultima parte del libro è molto emozionante e convincente. Tutto cambia di nuovo nella vita del chimico, che ritrova uno scopo di vita, non solo personale: denunciare una situazione pericolosa, che mette a repentaglio la salute degli ignari lavoratori, diventa la sua ossessione, nella quale riesce a coinvolgere anche la figlia Beatrice, che finalmente risponde al richiamo disperato del padre. Un doppio finale in questo romanzo pieno di spunti di riflessione, che chiama in causa tutti noi sia che lavoriamo, sia che assistiamo all’insorgere improvviso di malattie di cui troppo spesso non conosciamo l’origine.
I 31 capitoli del libro di Smeriglio sono intitolati ad altrettanti elementi chimici, “come la tavola periodica che ho appiccicato alla parete della stanza, mezza scarabocchiata”. Il silicio, il fosforo, il carbonio, l’azoto qui non sono solo gli elementi di noiose lezioni scolastiche di chimica, ma, come dice il narratore,
mi piaceva raccontare gli elementi chimici non solo dal punto di vista scientifico, ma anche donandogli un’anima, e per farlo usavo un libro prezioso di Primo Levi, il Sistema periodico.
Nel romanzo di Massimiliano Smeriglio c’è molta vita contemporanea: l’allontanamento dei figli dalla vita di famiglia, lavori poco pagati e socialmente poco riconosciuti, la solitudine e la sua conseguenza, l’alcolismo come piaga sociale, la malattia grave che lascia attoniti e devastati, la mancanza di veri legami sociali, la fuga all’estero di figli scontenti delle condizioni lavorative che il nostro paese è in grado di assicurare ai nostri giovani. Alla domanda su cosa sia la chimica, il narratore si risponde:
Per me è sempre stata una specie di grammatica, una via per capire come restare uniti, come trasformarsi senza sparire. Ora è un modo per rimanere legato a Marcella.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il legame covalente
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