- Autore: Raffaele Savarese
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Il Palazzo dello Scibene è un’edizione ottimamente curata dalla 40due che riporta nella copertina l’immagine di Giovan Battista Filippo Basile, che si autorappresenta mentre fa il rilievo dello “Scibene”, complesso monumentale del periodo arabo normanno nel XII secolo "composto da architetture e paesaggio" in cui si specchia la storia della Sicilia. Un libro, risultato dell’apporto di studi e approfondimenti da parte del rinomato architetto Raffaele Savarese, naturale conclusione della manifestazione indetta nel 2014 dal circolo l’Istrice e altre associazioni ambientaliste di Palermo per la salvaguardia del complesso dello Scibene.
Nel primo capitolo, che costituisce la premessa, si illustrano le ragioni della manifestazione e la necessità di correggere tutte le dichiarazioni della P.A. non rispondenti alla realtà dei fatti. Il secondo capitolo è una sintesi storica cronologica del monumento conclusa con una breve bibliografia dei libri usati per il saggio. Nel terzo capitolo vi sono le illustrazioni, in prevalenza grafici, con un ricco corpo di note per poter valutare l’evoluzione del monumento nel corso della sua storia; in particolare i rilevi da attribuire a Cavallari. Il quarto capitolo, la guida vera e propria, è suddivisa in 10 soste corrispondenti al cammino di avvicinamento dal bacino esterno sino alla cappella, con alcune considerazioni finali. Il quinto capitolo è la traduzione di uno studio di Adolf Goldschmidt con i disegni del rilievo collegati. Il sesto capitolo, infine, è un’analisi architettonica e ambientale del monumento e dei luoghi.
Il complesso viene ben descritto dall’autore:
Lo Scibene è un complesso monumentale composto da architetture e paesaggio: risultato di una stratificazione multisecolare che probabilmente inizia nel periodo romano e vede i migliori risultati con la cultura musulmana.
Si tratta di un monumento particolare, che rappresenta al meglio quella che è l’idea dei monumenti e della Storia per quanto riguarda Palermo. Su questo edificio e il suo giardino sono stati effettuati nel corso del tempo numerosi rilievi e vi sono parecchie descrizioni tra cui quelle letterarie, quelle dei Gesuiti e quella di Michele Amari che ne diede però un’errata denominazione riferentisi ad altro edificio. Furono effettuati pure dei rilievi da Cavallari, ma sono andati in parte dispersi ed è stato difficile ricostruire l’aspetto originale per le costruzioni sovrapposte o affiancate sia all’edificio che alla Chiesa, al giardino e alla peschiera.
Un complesso monumentale che doveva essere tutelato nella sua interezza ed è invece adesso in parte compromesso dal degrado e dall’indifferenza di chi doveva averne cura.
Sulla famiglia Scibene, da cui il nome del complesso, si hanno notizie contrastanti da fonti diverse archivistiche e bibliografiche. Quello che si può affermare con certezza è l’esistenza di una famiglia da cui prende il nome la strada, ma è un nucleo familiare che non ha lasciato traccia.
I parchi degli Emiri erano presenti in varia misura ed estensione nel territorio palermitano, come quello della Cuba. Erano terreni agricoli produttivi che servivano per pagare gli stipendi dei funzionari che si dovevano occupare della loro gestione. Relativamente al complesso dello Scibene, si sa per certo che vi era al suo interno una grande masseria che stava andando in rovina.
Varie le ristrutturazioni e modifiche a cui andò incontro il complesso, con alterazione dei luoghi e della loro destinazione, come pure è venuto a mutarsi il corso e il sistema delle acque. All’interno vi si trovano inoltre pitture di autore ed epoca non identificata, bisognose anch’esse di cure e restauro.
Una storia di antica bellezza, quella dello Scibene, su cui scrisse in ultimo anche Piero Longo come un bene che aveva resistito nonostante le selvagge e distruttive azioni di amministratori incapaci e che si auspica ritorni all’antico splendore con l’inserimento nell’itinerario arabo normanno, "Patrimonio Mondiale dell’Umanità" inserendolo quindi di diritto nella World Heritage List.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il Palazzo dello Scibene
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